Kula Shaker Wormslayer
2026 - Strange Folk Records
L’ottavo album in studio dei britannici Kula Shaker, Wormslayer, vede la band capitanata da Crispian Mills tornare nel suo ambiente naturale, il sound psychedelic-rock ispirato dalle atmosfere Sixty. Il ritorno nella formazione che ha alimentato i loro anni di svolta crea la stessa alchimia che li ha distinti negli anni novanta dalla corrente britpop, un originalità compositiva affinata in questo disco che trabocca di un rinnovato senso di energia.
Wormslayer è una prova davvero convincente, i Kula Shaker riaffermano con questo lavoro il loro ruolo di rock band tra le più coraggiose e fantasiose, una realtà alternativa che mescola misticismo, psichedelia e l’energia del rock’n’roll. Queste undici tracce continuano questa ricerca creando un viaggio caleidoscopico senza tempo ma di una freschezza, un’urgenza creativa impressionante.
Fin dalle prime canzoni l’album si svolge come un vortice di suoni vintage, soul, funk e narrazioni cosmiche. Al centro, un filo conduttore che si srotola come un’opera rock, un tema che unisce i puntini dell’intera tracklist.
Nel corso dei decenni i Kula Shaker hanno tracciato un percorso unico nella musica inglese, irrompendo sulla scena nell’era di Oasis, Blur, Supergrass, The Verve, etc.., e, con successi come Hey Dude, Tattva, Govinda e la loro energica versione di Hush, sono diventati uno dei debutti più venduti di sempre nel Regno Unito con K (1996), esordio che ha scalato le classifiche rendendoli popolari. L'apice del successo è stato raggiunto da headliner sul Pyramid Stage a Glastonbury 1997, prima in apertura per gli Oasis a Knebworth nel 1996; oggi, sorprendentemente, rimangono con la stessa formazione originale, ancora all’apice della potenza.
Wormslayer dimostra come la fiamma dei Kula Shaker arda più che mai; ambiziosi, espansivi e pieni della magia, della sensibilità mutevole che li ha sempre caratterizzati, i londinesi si ripresentano decisi, vibranti, senza limiti e confini, pionieri di spiritualità mai dimenticate.
Wormslayer è una prova davvero convincente, i Kula Shaker riaffermano con questo lavoro il loro ruolo di rock band tra le più coraggiose e fantasiose, una realtà alternativa che mescola misticismo, psichedelia e l’energia del rock’n’roll. Queste undici tracce continuano questa ricerca creando un viaggio caleidoscopico senza tempo ma di una freschezza, un’urgenza creativa impressionante.
Fin dalle prime canzoni l’album si svolge come un vortice di suoni vintage, soul, funk e narrazioni cosmiche. Al centro, un filo conduttore che si srotola come un’opera rock, un tema che unisce i puntini dell’intera tracklist.
Nel corso dei decenni i Kula Shaker hanno tracciato un percorso unico nella musica inglese, irrompendo sulla scena nell’era di Oasis, Blur, Supergrass, The Verve, etc.., e, con successi come Hey Dude, Tattva, Govinda e la loro energica versione di Hush, sono diventati uno dei debutti più venduti di sempre nel Regno Unito con K (1996), esordio che ha scalato le classifiche rendendoli popolari. L'apice del successo è stato raggiunto da headliner sul Pyramid Stage a Glastonbury 1997, prima in apertura per gli Oasis a Knebworth nel 1996; oggi, sorprendentemente, rimangono con la stessa formazione originale, ancora all’apice della potenza.
Wormslayer dimostra come la fiamma dei Kula Shaker arda più che mai; ambiziosi, espansivi e pieni della magia, della sensibilità mutevole che li ha sempre caratterizzati, i londinesi si ripresentano decisi, vibranti, senza limiti e confini, pionieri di spiritualità mai dimenticate.