Jalitah<small></small>
Italiana • Alternative • avanguardia, elettronica, world, canzone d`autore, jazz

Iosonouncane / Paolo Angeli Jalitah

2023 - AnMa Productions/ Tanca Records/ Audioglobe

04/09/2023 di Alfonso Fanizza

#Italiana#Alternative

Jalitah è il nome di un arcipelago formato da cinque isole rocciose, d’origine vulcanica, e alcuni scogli, situato tra la Tunisia e la Sardegna.
Ed è proprio la Sardegna l’elemento di congiunzione tra i due artisti: da una parte Iosonouncane, alter ego di Jacopo Incani, cantautore e compositore classe 1983 di Iglesias (Sud Sardegna); dall’altra Paolo Angeli, chitarrista, compositore ed etnomusicologo, classe 1970, di Sassari.
Due delle voci più autorevoli della Sardegna riunite in un unico progetto, in un’unica dimensione musicale dove l’approccio compositivo dell’uno confluisce nella visione avanguardistica dell’altro con risultati a dir poco eccezionali per l’intensità sperimentale che sprigionano.

Dopo il debutto al Linecheck Music Meeting & Festival nel 2017, l’ottimo successo riscontrato e il desiderio di continuare a esplorare il connubio tra composizione e improvvisazione hanno dato vita a un tour che ha visto i due musicisti esibirsi nei teatri e ai festival lungo tutta la penisola, testimonianze che, grazie alle registrazioni essenziali della Sound Engineer Azzura Fragale, possiamo assaporare tra i solchi di Jalitah.

Quelli di Iosonouncane e Angeli sono due universi musicali apparentemente distanti, ma che, in realtà, dimostrano di sapersi amalgamare alla perfezione, dimostrando un’intesa ineccepibile nel loro intento di ristrutturare pazientemente l’assetto sonoro – compositivo della musica italiana.
Jalitah è l’incontro di due tra le migliori concezioni sperimentali del nostro Paese, nove elaborazioni sonore che inesorabilmente scorrono una dopo l’altra in un continuum musicale, dove la sperimentazione prende il sopravvento concedendosi anche la destrutturazione di alcune composizioni testuali di Iosonouncane: Summer on a spiaggia affollata, Giugno e Carne.
I due scardinano codici e confini, tra musica leggera e d’avanguardia, nei quali la chitarra sarda preparata (un ibrido tra chitarra baritono, violoncello e batteria dotato di martelletti, pedaliere, eliche a passo variabile) di Angeli entra in collisione con il sound elettronico di Incani proiettando l’ascoltatore in un surreale viaggio attraverso un universo sonoro dove le composizioni vivono della continua tensione creata dai rumori bianchi di fondo. Un viaggio psichedelico e onirico, tra elettronica, musica d’avanguardia e sprazzi di dodecafonia, un dialogo sonoro che incrocia le due visioni musicali nella completa e totale libertà espressiva.

Un disco nel quale perdersi facilmente; tra titoli suggestivi, si stemperano microcosmi sonori capaci di darci sin dalle prime battute un piacevole senso di smarrimento, come nell’ipnotica Zeidae che dà inizio alle danze. A seguire, il brano Sela, breve intermezzo psichedelico che sembra imbastire la scena al brano successivo: una versione rivisitata e suggestiva della straordinaria Summer on a spiaggia affollata di Incani. Prezioso l’apporto di Angeli non solo a questa composizione del collega, ma anche per quanto riguarda i brani Carne e Giugno: quest’ultima un’incantevole ninnananna psichedelica.

Ogni brano confluisce nell’altro passando così dall’estasi pura di Andira, brano che alterna ritmi gitani, elettronica e il canto sardo di Angeli, alle atmosfere grottesche e spettrali di Galena, fino a chiudere il cerchio con Nâr, dove la chitarra sarda preparata imbastisce la trama tra le distorsioni sonore, facendo così calare definitivamente il sipario.

A volte non bastano le parole per descrivere la bellezza di un lavoro come Jalitah, ma bisogna immergervisi dentro per assaporare ogni piccola sfumatura.

Track List

  • Zeidae
  • Sela
  • Summer on a spiaggia affollata
  • Andira
  • Banco delle sentinelle
  • Carne
  • Galena
  • Giugno
  • Nar