La Storia Di Come Mi Nascosi Dietro Alla Luna<small></small>
Emergenti

Guglielmo Ubaldi

La Storia Di Come Mi Nascosi Dietro Alla Luna

2005 - Programma Uno Edizioni
09/06/2005 - di
“…il genere è un Country Folk Blues dalle inflessioni cantautorali oblique orientato verso una destabilizzazione strutturale intesa sia come punto di arrivo che come punto di partenza”: così, con un pizzico di scherzosa magniloquenza, Gugliemo Ubaldi descrive la propria musica in “Arcobaleni e tempeste di sabbia”, l’estroso libro uscito contemporaneamente al suo secondo album, che segue di due anni “Le Urla Degli Ubriachi Nel Mezzo Della Notte”. Il mini-romanzo, di agevole lettura e di formato più che tascabile, è un concentrato di ironia e romanticismo, che sfoggia uno humour quasi british, lontano dalla volgarità e dall’ovvietà, intessuto di battute sorprendenti ed estrose; il piccolo libro è ricco di citazioni musicali e pur costituendo un progetto indipendente dal disco, ne rappresenta un utile complemento, al fine di comprendere pienamente la caratura del giovane cantautore bolognese.
Ubaldi stesso nomina così nel libro le “droghe” musicali di cui non può fare meno, come gli album di Nick Drake, Nick Cave, Otis Redding, Sam Cooke, R.E.M., ma, oltre al sublime menestrello Bob Dylan, su tutti gli artisti menzionati spiccano probabilmente come concreti e visibili riferimenti della sua fatica discografica Vinicio Capossela, alla cui teatralità e al cui gusto vagamente retrò talvolta Guglielmo sembra riallacciarsi nei momenti più istrionici (ad es. “Old West Pub”), e il Leonard Cohen di canzoni come “The Partisan”, “Lady Midnight” e la fascinosa “You Know Who I Am”. Di Cohen Ubaldi dimostra di apprezzare le sonorità essenziali e scarne, di una bellezza antica e senza tempo; le ripropone a suo modo così in brani acustici, quasi “spartani”, in cui prova anche una discreta tecnica in qualità di polistrumentista e una voce sicura e profonda in veste di cantante.
Gli arpeggi di chitarra di Guglielmo e il violino di Donatella Calanchi oscillano in effetti come nelle intenzioni tra country e musica cantautorale; non manca però un interessante “dialogo” di chitarre elettriche ed acustiche in “Da Quando Mi Stringevi Forte a Te” e una strumentale di solo pianoforte, “L’Albero”, elegante e classica, che sarebbe l’ideale colonna sonora di un film in costume con passioni misurate e figurine stilizzate da carillon.
I testi affrontano temi variegati e sono inclini alla forma del racconto. “Ditele Che L’Amo” narra il contrasto tra la patria e il privato, sacrificato e straziato per guerre ingiuste; nella title-track invece un mirabolante viaggio su una mongolfiera assume il valore simbolico della volontà di staccarsi da terra, dalla mediocrità del quotidiano, per vedere chiaramente la piccolezza e meschinità dei giudici e degli spettatori delle nostre azioni. La ricerca di una dimensione “superiore” può rammentare “La donna cannone” di De Gregori; qui la conclusione della storia non sfiora il tragico, ma resta comunque molto amara. Il prezzo della fuga sdegnosa in cielo è infatti la solitudine, che muta l’iniziale riso sprezzante quasi in una maschera grottesca.
Nell’album c’è posto anche per un romanticismo trasognato in “Fiori freschi”, in cui da testimoni dell’amore eterno i fiori si mutano tristemente in crepuscolare decorazione sepolcrale, in “Canzone Blu” e “Con la notte”, dittico tematicamente molto vicino al capitolo nono del libro, intitolato “Stella”.
Se però i versi di Ubaldi sono semplici ed elementari, il suo breve romanzo mostra uno stile di scrittura più complesso, elaborato ed originale: che il libro esprima anche quanto non emerge ancora nei dischi di Guglielm? I suoi progetti fai-da-te lo vedono nei panni di cantautore, arrangiatore, produttore, manager, tecnico del suono, grafico, webmaster del suo sito(in cui persino si autointervista in un articolo con un “tasso lievemente schizofrenico”!) e proprietario della sua etichetta e casa editrice.
Insomma questo ragazzo ventiseienne non difetta né di spirito di iniziativa, né di una o quasi più personalità. In tempi in cui abbondano i cloni e gli anonimi tecnici che svolgono compitini scopiazzati, Ubaldi sembra quindi da tenere d’occhio.
Per dettagliate informazioni su come reperire disco e libro, www.guglielmoubaldi.it

Track List

  • DITELE CHE L´AMO|LA STORIA DI COME MI NASCOSI DIETRO ALLA LUNA|FIORI FRESCHI|IL BLUES DELLO SCORPIONE|OLD WEST|L´ALBERO|CANZONE BLU|CON LA NOTTE|DA QUANDO MI STRINGEVI FORTE A TE|I SOGNI E LE PAROLE

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