GUGLIELMO UBALDI

GUGLIELMO UBALDI

Il video di Mondo di carta, che segna il ritorno di Ubba


24/05/2013 - di Ambrosia J. S. Imbornone
Guglielmo "Ubba" Ubaldi torna con un singolo in free download e un video che ben rappresenta il lirismo semplice, solare, romantico e autoironico del suo folk ispirato ed essenziale. Tra sogni di carta e disegni analogici a zero budget. Buon ascolto e buona visione!
Guglielmo “Ubba” Ubaldi, autore di un folk ispirato, dalle atmosfere musicali essenziali e sognanti, torna finalmente con un nuovo EP, Desmond, anticipato dal singolo e dal video Mondo di carta, che vi proponiamo e presentiamo oggi. Ubba ha alle spalle due dischi più che interessanti, Le urla degli ubriachi nel mezzo della notte (2003) e La storia di come mi nascosi dietro alla Luna (2005), accompagnato dal racconto Arcobaleni e tempeste di sabbia. Proprio nel 2005 scrivevamo di lui:

Ubaldi stesso nomina così nel libro le “droghe” musicali di cui non può fare meno, come gli album di Nick Drake, Nick Cave, Otis Redding, Sam Cooke, R.E.M., ma, oltre al sublime menestrello Bob Dylan, su tutti gli artisti menzionati spiccano probabilmente come concreti e visibili riferimenti della sua fatica discografica Vinicio Capossela, alla cui teatralità e al cui gusto vagamente retrò talvolta Guglielmo sembra riallacciarsi nei momenti più istrionici (ad es. “Old West Pub”), e il Leonard Cohen di canzoni come “The Partisan”, “Lady Midnight” e la fascinosa “You Know Who I Am”. Di Cohen Ubaldi dimostra di apprezzare le sonorità essenziali e scarne, di una bellezza antica e senza tempo; le ripropone a suo modo così in brani acustici, quasi “spartani”, in cui prova anche una discreta tecnica in qualità di polistrumentista e una voce sicura e profonda in veste di cantante.

E proprio al nume folgorante e tutelare di Drake tuttora Ubba fa riferimento, quando ci si presenta autobiograficamente in questi termini:

In cima alla lista dei dischi che mi hanno rovinato la vita c’è sicuramente Pink Moon. Quando l’ho ascoltato per la prima volta avevo 16 anni e pensai che per fare un disco meraviglioso bastassero semplicemente una voce e una chitarra. Mi sbagliavo, serviva anche un Nick Drake.

Da lì in poi sono successe un sacco di cose che non starò qui a raccontare, però la sostanza è che me la sono passata abbastanza bene ed in generale la vita mi piace anche se non è sempre facile. Quando piove di solito apro l'ombrello, ma a volte mi piace stare lì sotto l'acqua a bagnarmi. Come in tutte le biografie serie che riguardano gli “scrittori” (di qualunque genere) è necessario che io dica quando ho iniziato a scrivere: beh avevo circa cinque anni, mia mamma mi insegnò prima ancora che io andassi a scuola. Poi, come ogni brava mamma, mi insegnò ad aprire l'ombrello e solo dopo molti anni io decisi che ogni tanto quell'ombrello era meglio chiuderlo, che le mie parole sarebbero state più vere se bagnate dalla pioggia. E così fu, e così è.

Dopo il “singolo mai esistito” Nella sera (2009), uscito, come i due album, per la sua Programma Uno Edizioni, Ubba torna a tessere i suoi incanti musicali delicati e luminosi con un nuovo brano, presentato come “una surreale sarabanda di parole cucite insieme da una chitarra e da una voce”. L’artista bolognese racconta così la nascita della canzone:

Ho scritto “Mondo Di Carta” nel 2008. Il pezzo è rimasto inedito fino ad oggi perché la pigrizia è una osa seria e mio nonno diceva sempre che se decidi di fare una cosa, allora la devi fare bene. Ad essere sinceri, nelle intenzioni originarie il pezzo doveva parlare di libri ed autori che mi piacciono, poi si è trasformato in qualcosa di diverso  perché, come al solito, le parole riescono ad ubriacarti tuo malgrado. Qualche traccia è rimasta, per i più curiosi: lo Zio Fred è quello di P.G. Wodehouse (ovviamente), la Morte a Credito è quella di L.F. Céline (ovviamente), il barone sui pioppi è quello di Calvino (ovviamente), l’ufficio postale c’è in omaggio allo zio Buck (ovviamente) e l’incrocio dei re è una storpiatura di King’s Crossing di Elliott Smith (ovviamente e, altrettanto ovviamente, non c’entra un cazzo). Il resto ci è caduto dentro. Alla canzone dico. Più che caduto, ci è inciampato, in effetti.

E aggiunge riguardo al video:

“Il video è Z.B. (Zero Budget), tanto c’è la forza di gravità che aiuta, quindi non servono effetti speciali particolari. Lars Von Trier e il suo Dogma del cazzo ci fanno una pippa a noi, artisti figli della crisi! Scritto, ideato e disegnato da me senza l’ausilio di allucinogeni. Riprese e montaggio da Luca Palestini, amico e compagno di sbronze (non è vero)”.

Le immagini letterarie dello spunto originario del brano conservano nel video pertanto la loro natura di sogni di carta, esaltata da semplici, teneri e buffi disegni analogici.  Le avventure della vita e le efficaci metafore degli stati d’animo e dell’amore prendono un corpo onirico, lieve come il folk carezzevole e minimale che li racconta. Tra ritagli, finestrelle e scritte i disegni si animano dello stesso spirito divertito, autoironico e sorridente che sostiene il brano. D’altronde la musica di Ubba ha la dolcezza e l’immediatezza delle sonorità del folk americano, che profuma della polvere dei km macinati nei percorsi di vita. Si colma di aria, in cui disegnare e sospendere, leggeri, sogni e desideri, sentimenti colorati di un romanticismo genuino e di autoironia, di realismo sereno ed emozioni contagiose. Che stampano un sorriso sul volto, come la dedica finale della canzone al figlio Filippo, “per tutte le cose che mi insegna ogni giorno”. E, come racconta Ubba, perché lui “è il mio eroe e ognuno di noi ha bisogno di eroi, nella vita”.

Il brano è in free download a questo indirizzo http://www.musicreleaser.it/free/ubba; si tratta infatti di un progetto “sbloccato” grazie alla piattaforma MusicReleaser Italia, la prima ad occuparsi specificamente di marketing digitale e social per musicisti ed etichette discografiche indipendenti italiane. Sì, il termine preciso in questo caso è “sbloccare”, perché MusicReleaser,  dietro cui c’è la start-up DCUP fondata dallo stesso Ubba e da Michele Alessandrini, come si legge nel sito, “propone un metodo di contribuzione di più ampio spettro (essendo possibile contribuire anche con azioni di tipo Social) e l'obiettivo della Campagna non è la realizzazione di un disco, ma il suo "sblocco" con la conseguente possibilità per tutti gli utenti/fan di accedere alla musica in esso contenuta”. Non si tratta pertanto di "finanziare" la realizzazione di un disco, ma piuttosto di "liberare" il disco (o parte di esso), cioè di permettere agli utenti di guadagnare l’accesso completo e in alta definizione ai contenuti multimediali, singolo, video o disco che siano. Potete trovare ulteriori informazioni su MusicReleaser a questo indirizzo: http://www.musicreleaser.it/fondatori/

Ma è ora di guardare il video! Eccolo qui. Sotto trovate anche il testo del singolo. Buona lettura, buon ascolto e buona visione.



Ubba - Mondo di carta

Ci ha inghiottiti l’illusione del mondo,
siamo Giona nel ventre della balena
che si è spiaggiata perché odia il sale
non è salutare, non c’è niente di male

In coppia non si prende il traghetto
per la solitudine,
ma puoi prenotare un biglietto
sul vagone del rimpianto in

coda al treno dei ricordi
di fianco alla vettura ristorante
dove il cibo consola chi ha perso,
ma l’amore ha un sapore diverso 

Quando canti la Tartaruga Sprint
O c’era un Cowboy Che si Chiamava Jim
So che ti amo da non so quanto tempo
Forse ti amo al di fuori del tempo

Sha lala

La morte ha un credito All’incrocio dei re
ed io sono solo ad un passo dal circo
che cuce in parole i miei pensieri di carta
Saluta il barone dall’alto dei pioppi
E’ già primavera per lo zio Fred
Ho trovato un impiego all’ufficio postale
Non ho mai perso un treno in un giorno feriale

Inventerò  il silenzio in polvere
La colla a distanza, il campanile da stanza
Il diamante di gomma, il prodotto, la somma
delle ingiurie sanguigne dei mercanti di pigne

Sha lala

Lo sai, io vivrei su un’isola deserta
Non mi piace la gente, non ci posso fare niente
Ho finito le scuse in un giorno di sole
Era di pomeriggio,  ero in un parcheggio

E così io e te siamo in pareggio
in questa città o
dovunque tu voglia andare,
a patto che il viaggio sia col vento a favore che

Siamo pigri di natura,
noi due a scrivere sempre
le stesse comiche storie
su pareti di carta in questo mondo di carta. 

 

Contatti

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