Green Day ¡TRÉ!
2012 - Warner Bros
Con ¡Tre! i Green Day chiudono la trilogia del 2012. L’aver messo sul fuoco più di trenta brani in così poco tempo si fa sentire: il disco è divertente e godibilissimo ma manca la smash- hit che “infrange il silenzio con il mattone dell’autocontrollo” (She , Dookie 1994). E’ tutto un gran fioccare di montagne russe di giri di basso, rullare di batteria (Tre Cool e Mike non si limitano a fare i comprimari e pestano sull’acceleratore che è un piacere) e trionfi di chitarre ma anche solo rispetto a ¡Dos! (quindi senza scomodare pietre miliari come Dookie o Nimrod, per non parlare del flower-punk pre-Dookie) il tutto resta meno impresso come singoli brani, pur nel segno (come il predecessore) di un ritorno alla semplicità punk originaria. Resta l’impressione di una compatta e gioiosa unità sonante, però tirare fuori il panzer macina-classifiche si fa un po’ complicato.
Dopo un po’ di ascolti ed in ossequio all’antica venerazione adolescenziale (inutile nasconderla) qualcosa riesce a far capolino rispetto al resto e a farsi canticchiare volentieri.
Un esempio è Missing You, semplice e lineare, rotonda nelle sue linee melodiche e quindi efficace come dichiarazione d’amore (ma la poesia di Redundant in Nimrod era tutta un’altra storia, anche la sedicenne che è in me deve ammetterlo), pogabile il giusto e probabilmente live darà le sue soddisfazioni e una buona dose di lividi.
Sex, Drugs & Violence ricorda l’immediatezza di Kerplunk (1992) ed è arricchita da coretti decisamente pop ed una batteria spietata nella sua precisione.
Walk away nasce come ballad ma dal primo refrain il ritmo torna a farla da padrone smorzando la dolcezza iniziale e riportando tutto all’atmosfera salterina e caciarona del disco.
Dirty Rotten Bastards attacca con un coro scanzonato e birbante, assume un incalzare da Minority ( Warning, 2000) per poi farsi sincopata e non concedere respiro fino alle note finali.
In estate i Green Day torneranno in tour anche in Italia. Sarà una buona occasione per vedere se sul palco l’anima punk non si sia definitivamente omologata al ruolo di rock- band da stadio sold –out e se nonostante qualche sbavatura in questa ambiziosa trilogia il potenziale di fuoco sia rimasto intatto. E magari in futuro scrivere di un loro album senza preoccuparsi se sia punk, mainstream o qualsiasi altra cosa ma semplicemente innamorati, senza distinguo tra le tracce, di ogni singola nota, di ogni singolo giro di basso, di ogni staffilata di batteria.
Dopo un po’ di ascolti ed in ossequio all’antica venerazione adolescenziale (inutile nasconderla) qualcosa riesce a far capolino rispetto al resto e a farsi canticchiare volentieri.
Un esempio è Missing You, semplice e lineare, rotonda nelle sue linee melodiche e quindi efficace come dichiarazione d’amore (ma la poesia di Redundant in Nimrod era tutta un’altra storia, anche la sedicenne che è in me deve ammetterlo), pogabile il giusto e probabilmente live darà le sue soddisfazioni e una buona dose di lividi.
Sex, Drugs & Violence ricorda l’immediatezza di Kerplunk (1992) ed è arricchita da coretti decisamente pop ed una batteria spietata nella sua precisione.
Walk away nasce come ballad ma dal primo refrain il ritmo torna a farla da padrone smorzando la dolcezza iniziale e riportando tutto all’atmosfera salterina e caciarona del disco.
Dirty Rotten Bastards attacca con un coro scanzonato e birbante, assume un incalzare da Minority ( Warning, 2000) per poi farsi sincopata e non concedere respiro fino alle note finali.
In estate i Green Day torneranno in tour anche in Italia. Sarà una buona occasione per vedere se sul palco l’anima punk non si sia definitivamente omologata al ruolo di rock- band da stadio sold –out e se nonostante qualche sbavatura in questa ambiziosa trilogia il potenziale di fuoco sia rimasto intatto. E magari in futuro scrivere di un loro album senza preoccuparsi se sia punk, mainstream o qualsiasi altra cosa ma semplicemente innamorati, senza distinguo tra le tracce, di ogni singola nota, di ogni singolo giro di basso, di ogni staffilata di batteria.
