Green Day

live report

Green Day Firenze Rocks, Arena di Visarno

di Arianna Marsico

Concerto del 15/06/2025

#Green Day#Rock Internazionale#Punk

I Green Day conquistano l’Arena di Visarno con una freschezza che a momenti manca agli emergenti (almeno ad alcuni) e con la professionalità radiosa delle star.

Dookie ha trentuno (TRENTUNO!) anni e la band californiana suona anche da ben prima di 1,039/Smoothed Out Slappy Hours (1991). Eppure continuano a esibirsi con la scanzonatezza degli esordi. Billie Joe Armostrong, Tree Cool e Mike Dirnt non solo portano uno show che non trascura nessun aspetto scenografico (fiammate e fuochi d’artificio non mancheranno), ma lo fanno senza trascurare la sostanza. Che è quella musica con cui parte del pubblico è cresciuta, assieme a loro, e continua nelle giravolte che la vita offre, quella stessa musica con la quale un’altra parte del pubblico invece crescerà, perché sono loro adesso gli adolescenti confusi dai “whining eyes”.

Come l’età dei presenti è ben distribuita, così la scaletta non manca di pescare anche dal passato. L’inizio, con il cuore a bomba a mano (“she’s holdin’ on my heart like a hand grenade” canta She’s a rebel, stasera assente) che si gonfia dall’alto, è affidato a sassate dal 2000 in poi, come una trionfale American Idiot all’inizio, Holiday e 21 guns. Per non parlare di Boulevard of broken dreams. Poi non possono mancare classici come Welcome To Paradise, Basket Case e When I Come Around.


E Wake Me Up When September Ends in cui lo stesso frontman mostra gli occhi un po’ lucidi

Però…però Billie Joe ha la splendida abitudine di andare sempre a pescare qualcosa dal già citato 1,039/Smoothed Out Slappy Hours e Kerplunk (1991). Spuntano 80 e 86., e un accenno di At the library prima di una Good Riddance (Time of Your Life) come sempre spappolacuore. “Hey there, lookin' at me / Tell me, what do you see?...”

Non è ruffianeria verso il pubblico della prima ora. Lo si percepisce dalla voce di Billie Joe. e da quello sguardo che, pur cresciuto, nasconde quel misto di insicurezza e incredulità, di meraviglia, che a fine concerto lo porta a cercare e abbracciare Mike e Tre con un affetto consolidato e l’entusiasmo degli esordi.


Photo credit : Alice Baxley (foto da set)