Giancarlo Frigieri Troppo tardi
2015 - New Model Label / Controrecords
Giancarlo Frigieri, di Sassuolo, classe 1972, torna nel mercato discografico con Troppo tardi, un album che costituisce un ulteriore sviluppo del percorso musicale del cantautore. Innanzitutto, il lavoro sulla voce sta rendendo giustizia a un'intonazione troppo spesso sacrificata, in nome del cantato tipicamente indie, quasi sottotono, in nome del rumore e dell'ossessivo suono della chitarra. Nakamura, traccia iniziale, rappresenta in tal senso un punto di partenza, o di non ritorno, con la voce che fatica a trovare una sua dimensione, mentre già dal secondo pezzo il clima cambia: Gaber fa da maestro nel testo di Galleria, corrosivo ritratto degli invisibili che buttano i sogni o di quelli che hanno bisogno di sentirsi schiavi, sostenuto da un crescendo cantautorale chitarra e voce, per una ballata al contrario sempre attuale.
Il testo è protagonista anche di Nel mondo che faremo, dalle rime solo apparentemente facili, in realtà ricercate, e la voce, di nuovo, al servizio delle precise parole di Frigieri, con un arrangiamento altrettanto apparentemente leggero. Non mancano nemmeno i brani più intimistici ed evocativi, come l'intensa Elicotteri e cani, dal suono chitarristico delicato e meditativo, oppure Fiori, un Battisti rivisitato, con la chitarra e la voce in bella evidenza, a sorprendere l'ascoltatore, con un testo incisivo ed efficace sui labirinti in cui ci si perde e ci si trova.
Sostiene Frigieri: “I testi parlano più o meno tutti di questo, di storie di persone sconfitte, di chi la vive come un incubo, chi la vive come una liberazione per poter ricominciare, chi la vive ridendoci su, chi non si rassegna, chi la prende serenamente come un’esperienza necessaria e chi nella sconfitta ci fa il bagno tutti i giorni”. Il filo conduttore del lavoro è dichiarato. Ora, all'ascoltatore non resta che proseguire per il percorso tracciato dalle otto canzoni, per scoprire suggestioni ancora più ricche.
Il testo è protagonista anche di Nel mondo che faremo, dalle rime solo apparentemente facili, in realtà ricercate, e la voce, di nuovo, al servizio delle precise parole di Frigieri, con un arrangiamento altrettanto apparentemente leggero. Non mancano nemmeno i brani più intimistici ed evocativi, come l'intensa Elicotteri e cani, dal suono chitarristico delicato e meditativo, oppure Fiori, un Battisti rivisitato, con la chitarra e la voce in bella evidenza, a sorprendere l'ascoltatore, con un testo incisivo ed efficace sui labirinti in cui ci si perde e ci si trova.
Sostiene Frigieri: “I testi parlano più o meno tutti di questo, di storie di persone sconfitte, di chi la vive come un incubo, chi la vive come una liberazione per poter ricominciare, chi la vive ridendoci su, chi non si rassegna, chi la prende serenamente come un’esperienza necessaria e chi nella sconfitta ci fa il bagno tutti i giorni”. Il filo conduttore del lavoro è dichiarato. Ora, all'ascoltatore non resta che proseguire per il percorso tracciato dalle otto canzoni, per scoprire suggestioni ancora più ricche.
