Giancarlo Frigieri

interviste

Giancarlo Frigieri La Leva Cantautorale degli Anni Zero

11/05/2011 di Gianni Zuretti

#Giancarlo Frigieri#Italiana#Canzone d`autore

Un altro merito della Leva Cantautorale è quello di aver finalmente dato lo spazio che si merita ad un artista come Giancarlo Frigieri, infatti, il modenese di Sassuolo, da quando ha intrapreso la carriera solista, ci ha consegnato due album di pregevole fattura,  in particolare l’ultimo dal titolo bellissimo Chi ha rubato le strade ai bambini  ha fatto breccia nei cuori della critica e lo ha portato ad avere una canzone nella intelligente compilation architettata da Enrico De Regibus. Ora, dopo un periodo passato a combattere con seri problemi alle corde  vocali (che gli auguriamo con tutto il cuore di aver risolto), lo sappiamo già in studio per il nuovo album che avrà titolo I Sonnambuli, attendiamo con ansia la sua pubblicazione per verificare se la qualità dimostrata sin qui sarà stata anticipatrice di ulteriori balzi in avanti e nel frattempo gli sottoponiamo alcune domande.
Mescalina: raccontaci il tuo percorso musicale finora: quali sono le esperienze più importanti che secondo te l´hanno caratterizzato?
***Frigieri: ho suonato la batteria nei Julie’s Haircut per  un poco, poi sono stato il fondatore dei Joe Leaman. Qualcuno si ricorda ancora di noi ogni tanto e mi fa piacere. Poi mi sono messo in proprio. Per quanto riguarda le esperienze più importanti, potrei citare diversi gruppi inglesi o americani con i quali ho suonato insieme ma la verità è che le esperienze musicali più importanti le ho avute suonando con emeriti signor nessuno, oppure in camera mia. A parte un soundcheck fatto con i Fairport Convention che mi hanno fatto gioiosamente capire come un soundcheck non debba MAI durare più di 10 minuti, altrimenti sei un cazzone. Ne abbiamo riso molto.

***Mescalina: quali pensi siano le peculiarità del tuo progetto musicale? Come lo presenteresti?
***Frigieri: sono un cantautore, mi riconosco pienamente nel termine. Sono autoprodotto e auto distribuito. Scrivo le mie canzoni, le pubblico, le suono dal vivo e sto bene. E’ tutto piuttosto semplice, in fondo.

***Mescalina: parlaci del Progetto Leva: che ne pensi e come è avvenuto il tuo coinvolgimento?
***Frigieri: mi ha mandato una mail Enrico Deregibus dopo un concerto al Pantagruel dove credo si fosse divertito non poco. Ho partecipato volentieri perché mi sembra una brava persona.

***Mescalina: come è stata scelta la canzone con cui partecipi alla compilation? Ci piacerebbe che tu la presentassi ai nostri lettori.
***Frigieri: era una canzone che avevo e che sapevo che non avrei inserito in nessun album al momento, quindi quando mi è stato chiesto un brano ho subito pensato a “Il funerale delle parole”. E’ un classico pezzo cantautorale e ammetto che ricorda pesantemente De Gregori. Per il testo ho cercato di fare qualcosa che fosse interpretabile a più livelli, spero di esserci riuscito.

***Mescalina: come sta andando il progetto a tuo parere, che aspettative avevi e cosa ti ha dato? E in generale come lo valuti all´interno dello scenario musicale odierno in Italia ?
***Frigieri: non sapevo sinceramente cosa aspettarmi. Qualche persona mi ha scritto per dirmi che gli piace la canzone e grazie a questo è entrata in contatto con i miei dischi. Ovviamente mi fa piacere. A livello di “immagine” e cose del genere…Sinceramente sono cose delle quali mi occupo poco.

***Mescalina: sai che noi ed i nostri lettori siamo molto curiosi… Ci indichi qualche altro nome di giovane autore, non coinvolto nel progetto, su cui scommetteresti per il futuro? Perchè ?
***Frigieri: penso che i Vintage Violence siano potenzialmente la band italiana con il futuro più roseo dei prossimi dieci anni. Poi ovviamente non se li filerà nessuno, ma hanno testi eccellenti e musiche semplici, orecchiabili e inequivocabilmente rock.

***Mescalina: cosa pensi sia la canzone d´autore oggi e che rapporto hai con essa ? Personalmente ti senti un cantautore?
***Frigieri: come ti dicevo, si. Mi sento un cantautore. Anzi, mi sento uno che spedisce piastrelle e che per hobby fa il cantautore. Poteva andarmi peggio, c’è gente che spedisce piastrelle e basta.

***Mescalina: quali sono gli ascolti che ti hanno maggiormente influenzato nel campo del cantautorato italiano e al di fuori di esso?
***Frigieri:  a parte Giorgio Gaber, del quale conosco praticamente a memoria la produzione insieme a Luporini, ascolto ogni tipo di musica. Da Lucio Dalla a Alban Berg, dagli MC5 ai Talk Talk, da John Coltrane a Toumani Diabaté, c’è troppa musica che ha un buon motivo per essere ascoltata. Se devo dirti un gruppo fondamentale nel mio percorso e solo uno, dico Velvet Underground.

***Mescalina: accidenti che ascolti articolati e di quale peso specifico, complimenti! come nascono i tuoi testi? Cosa ti ispira maggiormente e quali temi preferisci affrontare ?
***Frigieri: quando qualcosa mi colpisce, ne scrivo. Sto molto attento alle parole che uso quando scrivo, forse perché a volte ci sto meno attendo quando parlo. Per quel che riguarda i temi, non riesco a scrivere cose che non rientrano nella realtà. I miei testi, mi ha fatto notare un amico, sono in genere narrativi. E pensare che leggo quasi solo saggistica…
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Mescalina
: a che tipo di ascoltatore ti rivolgi con le tue canzoni?
***Frigieri: ho capito che ogni ascoltatore ha pari dignità, quando ce l’hai davanti. Dalla ragazzina che ascolta Laura Pausini e Nek al musicologo che analizza le differenze delle varie versioni di Agon e Petruschka di Stravinskji. Dire che “la gente non capisce la mia musica” o cose del genere è un errore che commettono in molti e spesso è solo un alibi per non ammettere il proprio fallimento. Uno dei miei concerti migliori è stato anni fa in un parco in estate, con davanti 30 pensionati. Si ascoltarono tutto il concerto dall’inizio alla fine, attenti come se davanti a loro ci fosse stato il Papa a benedire e alla fine discussero con me del significato di alcune canzoni che avevo cantato. Non sarà servito in termini di “visibilità” e non c’era nessun giornale a recensirlo o nessuna televisione a filmare, ma fu un’esperienza singolare e magnifica, molto più appagante che tanti locali parecchio blasonati che ti trattano come se ti stessero facendo un favore da quando entri a quando esci.

***Mescalina: cosa significa oggi in Italia provare a vivere di musica? E´ possibile? Tu come ci provi/riesci ?
***Frigieri: non so rispondere. Non vivo di musica. Suono per cachet ridicoli e sinceramente la cosa mi va benissimo. Lo faccio quando mi va e per chi mi va. Vivere di musica è difficilissimo e considerando quanti musicisti veramente bravi ci sono nel nostro paese (parlo di gente che legge partiture a vista ed è in grado di improvvisare su qualunque cosa), pretendere di vivere di musica sia una cosa veramente arrogante che al massimo può andare bene per un ventenne, ma non per un uomo di mezza età come il sottoscritto.

***Mescalina: hai un nuovo disco in uscita, o pubblicato da poco: presentalo ai nostri lettori
***Frigieri: sto registrando in questi giorni il mio nuovo album. Si chiamerà “I SONNAMBULI” e spero di riuscire ad averlo pronto quest’estate.