G. B. Husband And The Ungrateful Sons Full of Love
2014 - III Sun Records / Audioglobe
#G. B. Husband And The Ungrateful Sons#Emergenti#Alternative #Folk #Rock #Songwriting
Full of love è l’album di debutto di G. B. Husband and The Ungrateful Sons. Nonostante l’opera prima, dietro a questo inconsueto progetto, si celano musicisti attivi sulla scena underground nostrana da ben più di due lustri. Quindi, non dei semplici musicisti in erba, bensì gente ben navigata tra i disparati vincoli musicali della nostra penisola.
Travalicando ogni esperienza precedente, ma dalle quali trovano ispirazione come il garage dei Funny Dunny e lo stoner dei Tom Bosley, i sette musicisti si cimentano in un sound dalla caratura musicale completamente diversa.
Full of love è un disco folk. Nove ballate malinconiche e trasognanti che ricreano, all’ascolto, i polverosi scenari americani o le giornate piovose inglesi.
G. B. Husband, all’anagrafe Angelo Di Falco, traccia le linee sonore con voce e chitarra acustica, mentre i The Ungrateful Sons gli fanno il coro arricchendo il sound con chitarre elettriche, basso e batteria, e dando un tocco in più con il piano e le percussioni.
Ne vengono fuori graziose composizioni di una semplicità melodica disarmante, in grado di trasportarti attraverso i meandri più intimi e melanconici dei paesaggi evocati passo dopo passo.
La partenza con la title-track è il preludio ad una trentina di minuti di ballate folk fatta eccezione per quel breve intermezzo, Despedida, memore del passato più rock’n’roll.
Esteticamente minimalista, nel disco è la melodia a far da padrona, nella sua purezza e semplicità, e dove dal lotto spiccano, soprattutto, canzoni come Lullaby, dolce ninnananna come suggerisce già dal titolo, e Weepin’ (and weepin’) dal sapore sixties.
Tirando le somme, alla fine, Full of love è un disco di una semplicità disarmante, velato di un folk tangibile che la rende un’opera decisamente discreta.
Travalicando ogni esperienza precedente, ma dalle quali trovano ispirazione come il garage dei Funny Dunny e lo stoner dei Tom Bosley, i sette musicisti si cimentano in un sound dalla caratura musicale completamente diversa.
Full of love è un disco folk. Nove ballate malinconiche e trasognanti che ricreano, all’ascolto, i polverosi scenari americani o le giornate piovose inglesi.
G. B. Husband, all’anagrafe Angelo Di Falco, traccia le linee sonore con voce e chitarra acustica, mentre i The Ungrateful Sons gli fanno il coro arricchendo il sound con chitarre elettriche, basso e batteria, e dando un tocco in più con il piano e le percussioni.
Ne vengono fuori graziose composizioni di una semplicità melodica disarmante, in grado di trasportarti attraverso i meandri più intimi e melanconici dei paesaggi evocati passo dopo passo.
La partenza con la title-track è il preludio ad una trentina di minuti di ballate folk fatta eccezione per quel breve intermezzo, Despedida, memore del passato più rock’n’roll.
Esteticamente minimalista, nel disco è la melodia a far da padrona, nella sua purezza e semplicità, e dove dal lotto spiccano, soprattutto, canzoni come Lullaby, dolce ninnananna come suggerisce già dal titolo, e Weepin’ (and weepin’) dal sapore sixties.
Tirando le somme, alla fine, Full of love è un disco di una semplicità disarmante, velato di un folk tangibile che la rende un’opera decisamente discreta.