Fabryka Echo
2013 - Faro Records/Snowy Peach/Audioglobe
Lasciatemelo dire: la band che stiamo per presentarvi, nei suoni, ha ben poco di italiano (se non fosse per qualche dettaglio che più avanti vi sveleremo), ma i Fabryka sono italianissimi, vengono da quella bellissima terra che è la Puglia ed Echo è il loro secondo album che arriva dopo 5 Days uscito qualche anno fa. Sono tornati con una formazione sempre più stabile e con due succose collaborazioni, Tommaso Cerasuolo dei Perturbazione e Max Casacci dei Subsonica.
Echo è come Giano Bifronte, come due vettori contrapposti, la tacita convivenza tra l'anima più energetica e vitale e l'altra malinconica, entrambe inglobate in un'atmosfera surreale e fantasiosa. É ancora il riverbero di suoni, parole ed emozioni, come se il tempo attutisse il passare delle ore.
Sono undici i brani contenuti in questo strabiliante album; apre le danze Mistakes, una canzone pop - di quelle fatte bene - che racchiude in sé tutti i caratteri di una song che funziona, un ritornello instancabile, orecchiabile e radiofonico e i suoni netti e ben progettati delle lunghe distese strumentali. In Echo coesistono la coscienza esterofila della band e quella legata alle radici; presenti infatti quattro tracce in italiano: la prima in ordine di scaletta è Un giorno perfetto, nella quale i Fabryka abbandonano i ritmi luminosi della prima traccia, sostituendoli con riff più marcati e ripetitivi.
Wish riporta ai cari e mai vecchi Belle and Sebastian; la malinconica About the Sun potrebbe essere la colonna sonora per qualsiasi viaggio in auto: è come quando il cielo arancio scorre lento dietro al finestrino, mentre gli arbusti e gli alberi corrono velocissimi. L'ultimo film è accompagnata da un meraviglioso video anni '30 ed anche in questo caso gli ingredienti sono ben selezionati e ben amalgamati. Concedetemi i paragoni importanti: Silence ricorda in più tratti le bellissime ballate dei Blonde Redhead per due motivi, il sound e la meravigliosa voce di Tiziana Elle.
I Fabryka sembrano capitati nello stivale per sbaglio ed Echo è un album che probabilmente all'estero riuscirebbe a raccogliere molti più consensi; il mio non è un velato consiglio all'espatrio, ma una costatazione speranzosa. L'Italia non è solo patria di poeti, navigatori e santi, ma anche di ottimi artisti.
Echo è come Giano Bifronte, come due vettori contrapposti, la tacita convivenza tra l'anima più energetica e vitale e l'altra malinconica, entrambe inglobate in un'atmosfera surreale e fantasiosa. É ancora il riverbero di suoni, parole ed emozioni, come se il tempo attutisse il passare delle ore.
Sono undici i brani contenuti in questo strabiliante album; apre le danze Mistakes, una canzone pop - di quelle fatte bene - che racchiude in sé tutti i caratteri di una song che funziona, un ritornello instancabile, orecchiabile e radiofonico e i suoni netti e ben progettati delle lunghe distese strumentali. In Echo coesistono la coscienza esterofila della band e quella legata alle radici; presenti infatti quattro tracce in italiano: la prima in ordine di scaletta è Un giorno perfetto, nella quale i Fabryka abbandonano i ritmi luminosi della prima traccia, sostituendoli con riff più marcati e ripetitivi.
Wish riporta ai cari e mai vecchi Belle and Sebastian; la malinconica About the Sun potrebbe essere la colonna sonora per qualsiasi viaggio in auto: è come quando il cielo arancio scorre lento dietro al finestrino, mentre gli arbusti e gli alberi corrono velocissimi. L'ultimo film è accompagnata da un meraviglioso video anni '30 ed anche in questo caso gli ingredienti sono ben selezionati e ben amalgamati. Concedetemi i paragoni importanti: Silence ricorda in più tratti le bellissime ballate dei Blonde Redhead per due motivi, il sound e la meravigliosa voce di Tiziana Elle.
I Fabryka sembrano capitati nello stivale per sbaglio ed Echo è un album che probabilmente all'estero riuscirebbe a raccogliere molti più consensi; il mio non è un velato consiglio all'espatrio, ma una costatazione speranzosa. L'Italia non è solo patria di poeti, navigatori e santi, ma anche di ottimi artisti.
