The Purity Of The Turf<small></small>
Jazz Blues Black − Jazz

Ethan Iverson

The Purity Of The Turf

2016 - Criss Cross
31/12/2016 - di
Il quarantatreenne pianista del Wisconsin Ethan Iverson, distintosi in questo nuovo millennio con il prolifico trio jazz “The Bad Plus”, stavolta si ripresenta sulla scena con un disco composto da una maggioranza di pezzi classici, il resto diviso da nuovi brani originali scritti da lui stesso, dal mitico contrabbassista americano Ron Carter (perno storico del Miles Davis anni sessanta) e dall’eclettico, virtuoso batterista Nasheet Waits, entrambi con lui a sorpresa in questo interessantissimo nuovo trio.

Registrato in un solo giorno, esattamente il 22 febbraio negli studi di Brooklyn (NY) per la Criss Cross, The Purity Of The Turf  è un disco jazz acustico, sospeso tra bebop e incursioni hard bop, che sembra scorrere nelle vene del trio in modo naturale, corposo e armonico, suonato con una piacevolezza d’altri tempi.  Gli strumenti ritmici del disco riescono veramente a coinvolgere, Carter (soprattutto) e Waits improvvisano con gusto, tecnica e passione; il loro pulsante contributo, cuore motore del disco, è di forte presenza sonora, emozionale, ma il pianismo di Ethan Iverson non gli è da meno in quanto riesce a valorizzare e animare ogni composizione con duttilissima sensibilità musicale. Disco al tempo stesso gentile e fiero, leggero e deciso, visionario e concreto, che riesce quasi sempre a mantenersi su un filo di suadente equilibrio stilistico.

 
Nella sua omogenea qualità generale The Purity Of The Turf ha alcuni dei suoi momenti migliori nella densa, febbricitante musicalità della title track,  nella successiva splendida cover di Horace Silver Song For My Father, un classico rivisto nell’ottica di un tribalismo latin jazz in cui si irrobustiscono i toni, senza perdere però la freschezza tipica del brano, in Confirmation di Charlie Parker dove Ron Carter si esalta in una delle sue migliori performances, uno dei momenti più energici e compiuti del disco. In generale, l’ascolto ci regala un trio jazz espressivo, pulsante, con un battito forte, vitale, e pur sapendo che il pianista è di norma il leader naturale del trio jazz non sarei stato affatto sorpreso se il disco fosse stato a nome di Ron Carter, il cui talento straordinario sembra quasi rubare la scena a chi in fondo ha sempre sognato di vederlo suonare con lui.

La successiva slow ballad Kush, a firma Nasheet Waits, “spazzola” romanticismo  e incanta, gli strumenti sono davvero in primo piano, la produzione e la registrazione del disco sembra valorizzarli al massimo, bellissima. Dopo le spumeggianti articolazioni sonore dettate dalla cover di Count Basie  (Sent For You Yesterday) si arriva alla sognante, lenta elegia di Little Waltz, a firma di Carter, che si riempie di melodica semplicità e malinconica lucentezza. Il finale è una vera sorpresa, viene riletto So Hard It Hurts , brano scritto da Annette Peacock che va ad omaggiare la figura del grande pianista canadese Paul Bley (recentemente scomparso), brano per solo piano che Ethan Iverson avvolge di silente, contemplativo fascino arcaico.

 
Nel complesso si resta ammaliati dalle capacità di tutti e tre i musicisti, per la naturalezza e la classe con cui dimostrano di possedere la materia, di conoscerla, di saperla “vivere” nel momento, nell’istantanea in cui la suonano, in modo appassionato, talvolta in modo altamente personale e coinvolgente. Inoltre, come sappiamo, Il buon jazz è abituato a non adagiarsi mai, ad andare sempre “oltre” e in questo aspetto la spontanea, estrosa classicità di The Purity Of The Turf, per nostra fortuna, lo ribadisce ancora una volta.

Track List

  • The Purity Of The Turf
  • Song For My Father
  • Darn That Dream
  • Along Come Betty
  • Graduation Day
  • Confirmation
  • Kush
  • Sent For You Yesterday
  • Strange Serenade
  • Little Waltz
  • Einbahnstrasse
  • So Hard It Hurts