Musteri Hinna Föllnu Steina<small></small>
Derive − Avantgarde − ambient, noise, experimental

Enrico Ruggeri / Elio Rosolino Cassarà

Musteri Hinna Föllnu Steina

2013 - Nevelab Avant
01/05/2013 - di
 

Il progetto di Enrico Ruggeri ed Elio Rosolino Cassarà è un percorso ambizioso di quelli che difficilmente lasciano spazio ai compromessi. Musteri Hinna Föllnu Steina (dall’islandese “il Tempio delle Pietre Cadute”) è un work in progress in cui si annulla lo spazio. Immerso in una soluzione avanguardista il lavoro si connota immediatamente come una raccolta di appunti scritti alla rinfusa e immortalati in una navigazione sonora contemplativa. Un ibrido tra un viaggio psichedelico e una passeggiata nella propria mente ovattata  evocando il gusto per l’arte visiva. L’atmosfera sembra così riportare la musica a una nuova dimensione, dove le spennellate glaciali e le parentesi sperimentali elettroniche glitch accompagnano l’ascoltatore verso una deriva sonora priva d’interventi ritmici. Ruggeri (ex songwriter negli Hogwash) non nasconde la sua fascinazione per le ambientazioni scandinave sia a livello naturalistico sia a livello di architetture del suono. Il linguaggio stesso utilizzato è quello islandese. Ma quello che aggiunge di suo pugno in queste trasfigurazioni fatte di stridii elettronici e landscape ambient sono le mutazioni in divenire dei suoni quotidiani in qualcosa di alieno. Si passa così con il confondere un richiamo della natura più estrema con la riproduzione meccanica di una suggestione industriale.   

Quello che viene messo in scena è la teatralità delle sensazioni umane più recondite senza l’ausilio di processi allucinogeni o pellicole cinematografiche. Un limbo ipnotico fatto di sensibilità e pathos.  E’ chiaro che il duo si proponga il superamento del concetto stesso di melodia a favore di una rappresentazione immaginifica e quasi onirica della realtà, ma c’è di più. La voglia di estraniare anime e corpo, di rivedere i concetti stessi di estetica. Ogni traccia si sviluppa secondo uno schema monotono con inserti che vanno dalle piccole vibrazioni, a tremolii robotizzati, a campanellini estraniati. il tutto compresso da una sensazione claustrofobica.  Il corpo musicale ne risulta perciò profondamente influenzato, sintonizzato com’è su una banda di frequenza dagli intrighi cyberpunk. L’intro iniziale di Katla sembra per un attimo introdurci nelle lande desolate e vulcaniche della piccola isola artica, ma è solo un diversivo. Già con musteri hinna föllnu steina ci si estranea dal mondo naturale per dare spazio all’elettronica acida in loop. Olja è un Immersioni nelle acque cristalline, mentre Svarti hringurinn risuona come pulsioni della macchina moderna. Gli ultimi tre brani sono un crescendo di minimalismo angosciante. L’immagine è quella di un contatto extraterreste con i cosmonauti, quando la nostra radiotrasmittente capta rumori dallo spazio, piccole sollecitazioni e riverberi evanescenti in un collage di drone spettrale e luce abbagliante di matrice mitteleuropea.

Un valzer afono dai colori spenti e dalle arie dilatate alla ricerca di un segnale di vita che impercettibilmente dovesse mai approssimarsi sulla nostra via.

Track List

  • Katla
  • eisen
  • musteri hinna föllnu steina
  • krvavi obred
  • olja
  • die dämmerung
  • muto carme
  • svarti hringurinn
  • lauthnitha
  • kobold
  • snaefellsjökull