Dasp Pareidolia - Illusioni Reali nelle Mete del tempo
2026 - Palmad Records
Dasp torna sui dispositivi audio e sui giradischi con il suo nuovo concept EP uscito il 10 giugno dal titolo programmatico: Pareidolia - Illusioni Reali nelle Mete del tempo via Palmad Records. Cinque nuovi brani arrangiati con gusto e riferimenti internazionali, in cui l'artista calabrese porta avanti un progetto già a fuoco: scrivere canzoni che abbiano la presunzione di restare lì, di non essere divorate dal "lavora, produci, crepa" anzi con l'intento opposto, direi del "semina, ascolta, raccogli".
Tempi moderni è il brano che apre l'EP con un'ottima strofa mid-tempo su un giro di basso semplice e diretto, che porta indietro alle ballad di Francesco C. nel cantato, ma anche nella parte finale più tirata con una distorsione di chitarra molto efficace:"quando cerchi ordine nella tua mente per una vita/equivale a un trasloco di strane idee, lo sai/ma non hai mai amato per gioco o tradito il tuo fuoco..."
Pareidolia racconta della mente che 'mente', di quello che ci illudiamo di vedere nelle cose purché siano familiari, costruzioni fittizie su basi concrete: un'arma a doppio taglio perché da un lato è rassicurante e dall'altro non ci permette di osservare il nuovo con il giusto approccio avventuroso e curioso, ormai assopiti e schiavi dell'omologazione.
Altro ottimo brano che merita menzione è L'uomo poltrona, pezzo folk alla The Niro, che con ironia tratteggia il modo di fare politichese di chi ha il culo d'acciaio inchiodato a una sedia di potere.
La canzone finale Paraeidolia con il suo incedere psichedelico porta altrove, e forse esprime meglio le potenzialità di Dasp, atteso ormai alla prova di un nuovo full lenght; "lontano da tutto il rumore che di solito mi disturba o m’ispira /ascoltando con attenzione/il canto di un gufo custode di canti antichi che cerca di comunicarmi/messaggi di un'altra dimensione impercepibile..."
Tempi moderni è il brano che apre l'EP con un'ottima strofa mid-tempo su un giro di basso semplice e diretto, che porta indietro alle ballad di Francesco C. nel cantato, ma anche nella parte finale più tirata con una distorsione di chitarra molto efficace:"quando cerchi ordine nella tua mente per una vita/equivale a un trasloco di strane idee, lo sai/ma non hai mai amato per gioco o tradito il tuo fuoco..."
Pareidolia racconta della mente che 'mente', di quello che ci illudiamo di vedere nelle cose purché siano familiari, costruzioni fittizie su basi concrete: un'arma a doppio taglio perché da un lato è rassicurante e dall'altro non ci permette di osservare il nuovo con il giusto approccio avventuroso e curioso, ormai assopiti e schiavi dell'omologazione.
Altro ottimo brano che merita menzione è L'uomo poltrona, pezzo folk alla The Niro, che con ironia tratteggia il modo di fare politichese di chi ha il culo d'acciaio inchiodato a una sedia di potere.
La canzone finale Paraeidolia con il suo incedere psichedelico porta altrove, e forse esprime meglio le potenzialità di Dasp, atteso ormai alla prova di un nuovo full lenght; "lontano da tutto il rumore che di solito mi disturba o m’ispira /ascoltando con attenzione/il canto di un gufo custode di canti antichi che cerca di comunicarmi/messaggi di un'altra dimensione impercepibile..."
