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Rock Internazionale • Rock

Bruce Hornsby `Flicted

2022 - Zappo Production

27/08/2022 di Pietro Cozzi

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Basterebbe leggere le poche righe con cui Bruce Hornsby decide di presentare Flicted, il ventitreesimo disco di una multiforme carriera, per apprezzare la qualità e la profondità del personaggio. Sul suo sito web, più che uno “spiegone” arriva un breve ma significativo ringraziamento ai suoi fan, “aperti al cambiamento, all'esplorazione e a un pizzico di allegria musicale”, tanto per chiarire che è l'instancabile curiosità la più autentica caratteristica della sua arte. Nato come autore di colonne sonore, protagonista di alcune clamorose hit che hanno segnato gli anni Ottanta, tastierista part time con i Grateful Dead, collaboratore di artisti country (Ricky Skaggs) e jazzisti del calibro di Christian McBride, Jack DeJohnette e Branford Marsalis, il pianista e polistrumentista della Virginia è un eccezionale esempio di versatilità. Dall'intreccio delle sue numerose passioni nasce un melange sonoro di grande originalità che un tempo si sarebbe definito “adult oriented”, magari di non facilissimo ascolto ma ricchissimo di spunti: jazz, musica elettronica, house, avanguardia contemporanea, cantautorato e moltissimo altro.

Con 'Flicted, Hornsby chiude una curiosa e un po' eccentrica trilogia che recupera idee e spunti musicali scritti in origine per i film di Spike Lee, con cui fa coppia da diversi decenni. Questa operazione di geniale riciclaggio aveva già partorito Absolute Zero (2019) e Non-Secure Connection (2020; ne abbiamo parlato qui: www.mescalina.it/musica/recensioni/bruce-hornsby-non-secure-connection), mantenendo sempre un alto livello qualitativo. Come già nei due dischi precedenti, la quasi totale assenza di melodie aperte, di sviluppo tradizionale – anche se non mancano eccezioni – richiede un'impegno suppletivo all'ascoltatore, che si trova alle prese con una musica ispida, “fredda”, angolare. Più spesso è l'aspetto ritmico, caratterizzato da cadenze sincopate e intricate, a prendere il sopravvento e a giustificare da solo la progressione di una traccia: ad esemplificare al meglio questo atteggiamento c'è l'accoppiata Maybe Now-Bucket List, presentata quasi senza soluzione di continuità. La frammentarietà del materiale di partenza, tipica delle colonne sonore, un po' si avverte, ma qui bisogna apprezzare soprattutto la modernità degli arrangiamenti, la stratificazione sonora che smentisce, ascolto dopo l'ascolto, l'apparente minimalismo, e l'inserimento di dettagli preziosi (voci, archi, loop elettronici, persino un clarinetto). Insieme al compianto Leon Russell, Hornsby riesce a riscrivere persino un classico di Chuck Berry come Too Much Monkey Business, trasformandolo in un'incredibile sarabanda rap e funky, ricca di abbellimenti pianistico-chitarristici. Un tocco di genio, che ritroviamo nell'arditissima Had Enough, capace di sposare l'intro da pianista classico con il basso funkeggiante, la vocalità un po' alla Prince con lo sfondo creato del sestetto di musica da camera yMusic.
 
Ma non tutto è ricercatezza ed eccentricità. Le aperture melodiche di Days Ahead, sostenuta dalla voce di Danielle Haim, e di Simple Prayer II, tenero duetto vocale tra Z Berg ed Ethan Gruska, lasciano il segno, mentre Is This It ha una forma canzone tradizionale che riecheggia Dylan e lascia di nuovo spazio ad yMusic nel trionfante finale. Arrivati alla conclusione ci si rende conto che 'Flicted mantiene, nonostante l'andamento intricato, una certa leggerezza di fondo, in linea con lo stile dei testi. Al centro delle riflessioni c'è l'ironica ed elegante commiserazione per il mondo in cui viviamo, ammalato nel corpo e nelle spirito, intossicato dagli isterismi di massa, dall'enorme quantità di informazioni di cui disponiamo e dalla pervasività dei social, che può sputtanarti a velocità supersonica svelando a milioni di guardoni un momento rubato alla tua umanissima intimità: a raccontarcelo è The Hound, che mantiene sullo sfondo, per tutta la durata del pezzo, un raffinato intarsio strumentale d'avanguardia, da apprezzare con un attento ascolto in cuffia. Roba per cervelli aperti, e palati fini.

 

Track List

  • Sidelines
  • Tag
  • The Hound
  • Too Much Monkey Business
  • Maybe Now
  • Bucket List
  • Days Ahead
  • Lidar
  • Is This It
  • Had Enough
  • Simple Prayer II
  • Point Omega

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