Chant de Joie et de Regret<small></small>
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Rhapsodija Trio Chant de Joie et de Regret

2011 - Ishtar

19/05/2011 di Vittorio Formenti

#Rhapsodija Trio#World#Folk

Se non andiamo errati il lavoro che ci troviamo tra le mani è il sesto capitolo di una splendida vicenda iniziata a Milano nel 1993 e che fortunatamente continua su livelli di assoluta qualità. Il Rhapsòdija Trio è un ensemble composto da Maurizio Dehò al violino, Luigi Maione alla chitarra e Nadio Marenco all’accordion, tre musicisti di diversa ispirazione: folk balcanico il primo, rock e musica mediterranea il secondo, tango il terzo.  

Il mix dei riferimenti è ben rilevabile in questo lavoro;  la ricchezza dei colori va a braccetto con una capacità di integrazione  ampiamente oltre il concetto di contaminazione ricorrente quando si parla di musica world. La trama centrale è certamente indebitata col folk gitano e klezmer tra movimenti di danza gioiosa e attimi riflessivi, tra passaggi evocativi e momenti più terreni, tra intelletto e viscere; a questi si aggiungono tanghi argentini, slanci elettrici e richiami colti la cui coerenza testimonia come, in definitiva, la musica sia davvero un linguaggio universale.  

Il disco si articola su tre tipi di brani: traditionals, composizioni originali del trio e riferimenti alla tradizione colta. Il primo gruppo é organizzato in modo originale ed intelligente su coppie di titoli organicamente differenti; Piros Prettyes Ruhàskadban / Hora Martisorului propongono una riflessione romantica nella prima parte seguita da una ballata in cui spicca una chitarra a mo’ di balalaika, dimostrando come gli strumentisti sappiano mettersi al servizio del brano al di là delle proprie origini, organizzandosi in passaggi a staffetta che caratterizzano molti momenti del lavoro. Accattivante è poi  la dicotomia in Odessa Bugar / Der Gasa Nigun, dove il ritmo in levare da danza cosacca della prima parte è seguito da un ¾ che non è né un valzer né un minuetto ma sostiene una narrazione quasi ieratica.

Le composizioni di proprio pugno appaiono più arrangiate, frutto di una sensibilità personale che si apre anche ad altre dimensioni artistiche. L’attesa, scritta da Marenco,  pare  richiamare le esperienze di integrazione con il teatro o con le arti visuali che hanno caratterizzato diversi momenti della carriera del combo; Ctzar per contro è talmente radicata nel patrimonio folk dell’est che dimostra l’empatia totale del gruppo verso la storia  alla quale si rivolge. Milonga de Ternura, uno dei vertici del disco, valuta al meglio le caratteristiche di vitalità, di marcatura ritmica e di flessibilità che hanno sempre distinto questo genere dal più noto tango. Notevoli risultati sono poi raggiunti nei riferimenti più colti; Le Quattro Stagioni – L’Estate – Il Cuculo è un’esecuzione di rara bellezza in cui Vivaldi aleggia tra riferimenti zigani, tango francese e rock latino; il Prete Rosso non ha bisogno di essere rieseguito, molto meglio usarlo come spunto creativo per creare un ponte tra epoche distanti ma, tutto sommato, non così distinte. L’ostinato del violino richiama in maniera geniale un ingrediente barocco restando tuttavia ancorato ad una vena popolare. La Danza Macabra riesce a conservare lo scopo spiritoso ed esorcizzante della composizione originale di Saint Saens, qui però le intenzionali scordature rivalutano l’approccio folk.  

Per fare un lavoro di questo tipo occorrono cultura, sensibilità, capacità tecniche ma soprattutto una vena creativa unita alla chiarezza di idee; sintesi questa tipica di chi non solo conosce la musica ma l’assimila  al punto di restituirla  agli altri come elemento vitale.  Sintonizzatevi, ne vale davvero la pena; anche questo disco finirà dritto dritto nella playlist dell’anno.

Track List

  • Viaggiatori Eccentrici
  • Piros Prettyes Ruhàskadban / Hora Martisorului
  • L’attesa
  • Le Quattro Stagioni – L’Estate – Il Cuculo
  • Odessa Bugar / Der Gasa Nigun
  • Ctzar
  • Magnetica
  • Hore Veloci / Mezoségi Hora
  • Risveglio
  • Papirossen
  • Repul a Szàn / Pe Un Tren Romanesc
  • Milonga de Ternura
  • Danza Macabra

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