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Agadez Tanit, un brano di Agadez quasi rituale sul sacro femminino, con Angélique Kidjo e di Loire Cotler

16/10/2023 di mescalina.it

#Agadez#World#World

Esce oggi, lunedì 16 ottobre, Tanit, brano di Agadez, cantautrice e compositrice di origini mediterranee, studiosa del sacro femminino, nonché appassionata delle tradizioni esoteriche e sciamaniche d’Oriente e d’Occidente. 

Dietro a un nome che evoca la simbologia Tuareg, si cela l’identità di Giada Colagrande, regista, attrice e sceneggiatrice cinematografica.

L’autrice intesse così un altro filo del suo percorso artistico che ha visto collaborazioni seminali come quelle con Marina Abramovic Franco Battiato e l’esperienza musicale alchemica con il precedente progetto collettivo The Magic Door, integrando ricerca spirituale ed espressione artistica. Con lo pseudonimo di Agadez inizia un percorso musicale solista che, seppur radicato nella world music con contaminazioni celtiche e dark folk, trascende i generi musicali creando atmosfere sincretiche e fortemente evocative. 

Tanit è il primo assaggio dell’album Queendoms che uscirà agli inizi del 2024: si tratta di un disco concepito come un viaggio attraverso i culti femminini arcaici che sono seguiti a quello primordiale della Dea Madre, a partire dal momento in cui sono dati nomi e identità alle dee.

Il culto della Dea ha attraversato tutte le civiltà esistenti: un’unica essenza che cambia forma, al ritmo dei tamburi sacri” spiega la stessa Colagrande. 

Si parte con Tanit, nel deserto del Sahara, per concludere con Tara, nei pressi di quella che un tempo fu una delle culle del divino femminino, la Valle dell’Indo, luogo - insieme alla Mesopotamia - da cui tutte le dee sono passate o provengono.

Ogni brano dell’album è dedicato a una dea, ne evoca i caratteri e le atmosfere peculiari e ne invoca i poteri e la manifestazione. 

Tanit - che comincia con un suono di pulsazione, poi battito cardiaco, per trasformarsi infine in tamburo - è dedicato all’antica dea berbera dalle misteriosi origini, la principale divinità dell’Africa settentrionale.

Nell’invocare la Dea Madre del Deserto - tanto potente quanto inafferrabile come la sabbia del Sahara mossa dai suoi forti venti - si uniscono ad Agadez le voci straordinarie di Angélique Kidjo e di Loire Cotler: due artiste che incarnano - in maniera molto diversa ma egualmente intensa e poderosa - la forza femminina specifica di questa dea.  

Si tratta di un pezzo dal fascino rituale e misterico, arcano e arcaico, o meglio fuori dal tempo, che sembra come un rito officiato con le due ospiti. Potete ascoltare la canzone qui:


Fonte:

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Carla Zerbi

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