Elettronica che pesca dagli anni '90 fino ad oggi per l'esordio discografico di Mattia,

Elettronica che pesca dagli anni '90 fino ad oggi per l'esordio discografico di Mattia, "Labirinti umani"


18/02/2020 - News di QALT

«Il tema centrale è quello delle relazioni umane e, chiaramente, quello dell’amore. Un amore che però si racconta attraverso occhi diversi: troviamo le relazioni tossiche, i vizi e le tentazioni, l’amicizia, la forza di una madre che perde un figlio, i tradimenti, l’abbandono ed infine la dolcezza di un amore romantico e platonico. Non manca all’appello il tema dell’“odio” o meglio, della sottile amarezza per una “società-social” che con un pizzico di ironia ed un pelo di provocazione viene paragonata ad un ovile nel brano posto dall’autore a chiusura dell’album».

 

Con queste parole viene definito “Labirinti umani”, album d’esordio del cantautore modenese Mattia Previdi.

 

Scritto e autoprodotto dallo stesso Mattia, “Labirinti umani” si presenta come un lavoro che si muove fra «ballate romantiche e malinconiche, canzoni sensuali ed emotivamente rockeggianti e influenze dance ed elettroniche».

 

Partito da un’idea acustico-orchestrale, Mattia, nella lavorazione di “Labirinti umani”, si discosta gradualmente dalle intenzioni iniziali, per virare verso territori più vicini all’elettronica, con rimandi tanto agli anni ’90 della sua infanzia quanto ad alcune produzioni più attuali, vicine all’itpop odierno, decisione che gli ha permesso, in questo modo, di confezionare un lavoro molto più in linea con le tendenze attuali.

 

Nonostante le influenze di decadi molto differenti fra loro, e nonostante la differenza di stili, di brano in brano, Mattia riesce a confezionare un album omogeneo, sia nel songwriting che nei suoni: un lavoro profondamente pop, fatto di canzoni che si fissano in testa fin dal primo ascolto.