The Reverend Peyton s Big Damn Band

live report

The Reverend Peyton s Big Damn Band The Reverend Peyton s Big Damn Band per l'unica data italiana al Black Inside: un inizio stagione esplosivo

di Giovanni Sottosanti

Concerto del 26/09/2026

# The Reverend Peyton s Big Damn Band#Jazz Blues Black#Blues

Quando respiri blues fin da bambino, non puoi che crescere con la musica del diavolo nelle vene e con il preciso intento di farne la tua principale ragione di vita. Reverend Peyton è un gigante monumentale e muscoloso, scolpito a colpi di accetta dalle foreste di Brown Country, Indiana. E proprio un'accetta con tre corde, suonata dal Reverendo, ha rappresentato uno degli highlights della serata, uno dei più eclatanti colpi a sorpresa messi a segno dal corpulento bluesman e dalla sua Big Damn Band nel concerto che ha letteralmente incendiato il Black Inside. In una ancora calda domenica di autunno, il locale di Lonate Ceppino sceglie di iniziare la stagione senza indugi, con il piede ben pigiato sull'acceleratore e, grazie all'orecchio ben educato e alla lungimiranza di Fabio Baietti e Paolo Zangara, aiutati dalla Barley Arts, incasellano nel proprio calendario l'unica data italiana della band americana.

Una storia che per Reverend Peyton e "Washboard" Breezy Peyton inizia oltre vent'anni fa, con un sodalizio non solo musicale che si cementa in anni e anni di concerti, chilometri e palchi, condivisi anche con nomi illustri come Derek Trucks e Susan Tedeschi. Dall'ultimo disco Honeysuckle si è unito a loro Jacob "The Snakob" Powell, che si occupa delle percussioni con vibrante energia e contagiosa simpatia. E quello che emerge fin dallo loro irruzione sul palco è esattamente questo: un'immediata empatia con il pubblico, condita da semplicità, voglia di divertirsi e divertire. Oltre ovviamente a capacità tecniche e strumentali non indifferenti. Il Reverendo è addetto a scorticare a turno Fingerstyle Slide Guitar, Fingerstyle Guitar, Cigar Box e, come già detto, persino un'accetta, il tutto incorniciato da un cantato potente e vibrante, con una voce al vetriolo che esce direttamente dalle viscere della terra e dalla sofferenza di chi vive il blues sulla propria pelle.

Mrs. Peyton sorride sorniona, percuotendo senza sosta il suo Washboard e a tratti una grossa grancassa con impressa la scritta Big Damn Band in caratteri rosso fuoco. Nel frattempo il giovane Jacob continua imperterrito e felice il suo martellamento percussivo. Dall'iniziale My Old Man Boogie, contenuta nel disco Big Damn Nation del 2006, alla conclusiva Rattle Can, estratta da Dance Songs For Hard Times del 2021, scorre via un'ora e mezza di blues scarnificato, selvaggio, percussivo, ipnotico e travolgente, innervato da assalti frontali in odore di punk garage e oasi acustiche di country blues rurale prebellico. In questo senso brillano gli immancabili e doverosi omaggi a Charley Patton e Robert Johnson, con le toccanti Banty Rooster Blues e If I Had Possession Over Judgement Day, mentre Roundin' Up Girls All Day ci porta sulle sponde melmose del Mississippi con un omaggio a L. C. Ulmer, storico esponente del Delta Blues. Nella setlist di questa sera compaiono altre due cover, Jump Baby Jump di Jessie Mae Hemphill, anche lei cresciuta a pane e Delta Blues, mentre Magic Sam's Boogie omaggia Magic Sam e il suo Chicago Blues. Il resto è frutto della penna ispirata e tagliente del Reverendo, come Poor Until Payday e Ways And Means estratte dalla produzione recente, mentre Front Porch Trained e Pot Roat And Kisses arrivano da So Delicious del 2015. Brillano particolarmente Like A Treasure e Honeysuckle, title track dell'ultimo lavoro, insieme a Turpentine, annunciato come brano inedito. Il tutto condito da assoli torrenziali, con brani dilatati e quasi interminabili, amplificatori che fumano, per un sabba orgiastico, salvifico e rigenerante. Il Reverendo Peyton e la sua Big Damn Band tagliano il traguardo disfatti, sudati e felici, ben consapevoli di essere andati a bersaglio, centrando il cuore di tutto il pubblico presente.

Il Black Inside ha iniziato la stagione alla grande, alzando una volta ancora l'asticella delle emozioni e della qualità musicale proposta.

La Champions League ormai è a portata di mano.

FOTO COVER GIOVANNI SOTTOSANTI

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