The Zen Circus

The Zen Circus

Musicdrome (mi)


28/02/2008 - di Vito Sartor
THE ZEN CIRCUS

28 febbraio 2008 - Musicdrome (MI) Ultimamente sembra che le esibizioni degli Zen Circus stiano prendendo una direzione sempre più improntata sulla serietà e sulla preparazione musicale. Un tempo la band pisana sarebbe stata impegnata, per buona parte dello show, in uno spettacolo basato sul sarcasmo e sull'interazione con i presenti; Ufo e Appino, spesso si prendevano la libertà di creare un rapporto altamente ironico con i propri fans portando al limite quella tanto cara comicità toscana a cui ogni individuo non può che affezionarsi. Oggi, non che il carisma del gruppo sia diminuito, ma sembra che qualcosa sia cambiato con più attenzione alle scelte stilistiche e alla preparazione del live.
Al Musicdrome non sono comunque mancate le sorprese, a partire dalla presenza dello "Zio" Brian Ritchie (Violent Femmes) come quarto Zen della ciurma: quello che la band ha acquisito in termini d'esperienza è la capacità di avere una presenza musicale e di stile davvero grande, in cui i "sensazionalismi", la demenza e lo spettacolo circense hanno ceduto il posto ad una capacità d'espressione musicale di buon livello. In sostanza gli Zen Circus hanno dimostrato di non essere del tutto sotto l'effetto delle presenze esterne o dello stesso produttore di "Villa Inferno" (2008) e di godere ancora di un'innata personalità che fa respirare un clima di internazionalismo musicale raro tra le giovani band italiane.
L'introduzione di " I Banbini Sono Pazzi", cavallo di battaglia tratto dal disco precedente ("Vita ed Opinioni di Nello Scalpellini", Gentiluomo - 2005), funge da rompighiaccio e la voce di Appino presenta un accento rabbioso più del solito: dopo una parentesi distorta e psichedelica di "Green Fuzzy Thing" , gli Zen insistono sul punk e, introducendo il gigante Brian impegnato al basso acustico, attaccano con i brani del nuovo disco. Primo della serie è "Vent'anni" dove l'ex Violent Femmes si sbroglia dai legami e dall'improvvisazione e si lancia in assoli pesanti e distorti dello strumento ritmico. L'indole istintiva del gruppo sembra essersi trasformata in una reincarnazione multiculturale di scuola "strummeriana" e non solo nei riferimenti melodici: il gruppo inventa parentesi di rock and roll, punk e tex-mex piuttosto interessanti, senza contare le splendide e poliglotte "Narodna Pjesma" (Canzone Popolare) e "Les Tantes De La Dimanche" oltre una serie di cover, da Bob Dylan, ai Ramones passando naturalmente per i Talking Heads con "Wild Wild Life".
La presentazione dei brani di "Villa Inferno" è davvero autentica: "Vana Gloria" è un brano sentito urlato dal profondo delle viscere e da qui in poi il gruppo fa respirare un'aria dal profumo internazionale affrontando con naturalezza gli hit dell'album ("Figlio di Puttana" e "Punk Lullaby"). Ufo, Appino e compagni mettono in mostra un'unica anima artistica: la band diventa un soggetto artistico compatto, come una famiglia in cui gli spazi comuni e l'emergere del singolo s'incastrano perfettamente.
Non mancano le sorprese nello show del Circo Zen, quasi a far ricordo di quel 24 maggio scorso in cui la band toscana apriva e condivideva alcuni successi direttamente con i titolari dei Violent Femmes sul palco del Rolling Stone: oggi è Ritchie che si avvale dei nostri per regalare al pubblico "Kick Off" e "Gone Daddy Gone" eseguita con tanto di xilofono.
La ciurma saluta, la band sembra essere soddisfatta e deve esserlo, soprattutto perché ha dato una sonora lezione di stile, dimostrando le proprie capacità, suonando e prendendosi i giusti spazi di puro divertimento, lasciando per un attimo il timone ad un paio di amici (Davide Toffolo e Enrico Molteni dei Tre Allegri Ragazzi Morti) a zampettare sul palco sulle note di "Mio Fratellino ha Scoperto il Rock And Roll".

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