Luisa Briguglio

live report

Luisa Briguglio Luisa Briguglio canta, racconta e incanta per Suoni Mobili

di Laura Bianchi

Concerto del 26/06/2026

#Luisa Briguglio#Italiana#Folk

Quando lo scorso anno, a Folkest, ascoltai Luisa Briguglio, mi colpirono subito la versatilità della voce, la sensibilità interpretativa e l'originalità della sua ispirazione. Il suo primo disco, Truvatura, è un gioiello; ha vinto premi prestigiosi, come il Premio Andrea Parodi. E bene ha fatto Suoni Mobili a volerla per una delle serate che attraversano i luoghi più belli di una Brianza sognante e meno conosciuta, tra ville e giardini. Come quelli che accolgono il pubblico stasera, a Usmate Velate, nella Villa Scaccabarozzi, parco lussureggiante e interni fastosi. La cantautrice messinese, ma residente anche in Francia, presenta Sicily Terra 'e nisciuno, in formazione quartetto, composto da musicisti eccellenti: oltre a lei, voce, chitarra classica, suonano e cantano Fabrizio Lai Dessì, chitarre, France Duclairoir, contrabbasso, Matteo Nocera, batteria e percussioni.

In Sicilia, la truvatura è un tesoro nascosto in una grotta e spesso irraggiungibile. Ma i trovatori erano anche i cantastorie, che scovavano i tesori della creatività popolare e li diffondevano, unendo canto e poesia. Anche stasera, la magia si è ripetuta: storie antiche per sonorità moderne, chitarra elettrica per raccontare Notti insonni, dense di ansie e di blues, oppure percussioni e contrabbasso a cantare alla Luna, che, seminascosta nel cielo grondante afa di questa fine giugno torrida, sembra accompagnare le note che ci pervadono.

Tutto è proposto in modo fluido e perfetto: l'iniziale canto magnetico di Figghia mia figghia, voci e percussioni, il blues elettrico e inquieto di Notti, la leggenda di U ‘nnamuratu e a morti, traduzione in siciliano del Romance de El Enamorado y La Muerte, da cui ha tratto una canzone anche Victor Jara, che sfocia in un ritmo balcanico,

le atmosfere sudamericane di Petra e Caminu (rivisitazione di un brano del mitico Atahualpa Yupanqui), con la chitarra appassionata di Lai Dessì, l'incanto acustico di Quand je serai prête, una canzone creata per la pièce teatrale Percée di Ondine Desfosses, con France Duclairoir a sostenere l'intreccio vocale, la dolcezza della milonga di Navi

e qualche prezioso inedito, a testimoniare la fertile vena della cantautrice, che, laureata in lettere, sa tradurre Catullo (A Stidda) e Orazio (Il Cacciatore), rendendoli contemporanei. L'intesa sul palco è ottimale, come quella col pubblico, con cui Briguglio instaura un legame tenace, scendendo spesso tra noi a cantare a cappella e a farci cantare, a piedi scalzi, causa una scarpa rotta, risolvendo piccoli contrattempi tecnici, dimostrando la grande professionalità e la passione di un'artista vera.

Una serata da incorniciare, un progetto che merita, una cantautrice che va vista nella dimensione live e che avrà lunga vita.