Linkin Park

live report

Linkin Park Linkin Park: una tappa entusiasmante in Italia (Visarno Arena, Firenze)

di Giulia Follini

Concerto del 26/06/2026

#Linkin Park#Rock Internazionale#Alternative linkinpark fromzerotour firenzerock

Una serata indimenticabile quella del 26 giugno, tant'è che nemmeno la luna è voluta mancare. Firenze si è tolta l'abito da città d'arte e di cultura e si è vestita di rock. Il suo stylist? I Linkin Park, nella loro nuova versione since 2024. Tutti in trepida attesa al Visarno Arena di Firenze sin dal mattino. Nessuno si è fatto intimidire dal caldo cocente di quel giorno: nulla che una buona birra fresca non possa risolvere. Il countdown ha inizio sulle note di Per sempre sì di Sal Da Vinci...Sì, avete capito giusto...perchè? Non si sa, ma va bene così.

Finalmente entra la band tanto attesa e comincia proprio con il botto: The Emptiness Machine. Tutti con i telefoni in modalità foto o video, voci che cantano a pieni polmoni, mani al cielo e teste che si muovono a ritmo.


C'è da dire che non sono più i Linkin Park di Chester, ma Emily Armstrong sa il fatto suo. Una voce incredibile che riesce a reggere due ore di concerto, tra scream, growl e persino un pezzetto di Lost eseguito piano e voce. Grazie a lei anche grandi classici della band prendono una nuova forma, come Lying From You. Insomma, stiamo parlando di una cantante che non solo regge veramente bene il palco e che si vede ha preso più sicurezza dall'uscita di From Zero a oggi, ma è anche un'artista versatile tra voce, chitarra e batteria.

E poi c'è l'evergreen Mike Shinoda, leader indiscusso dei Linkin Park. È lui a dar vita al lato rap che li contraddistingue, che fa avere loro un posto speciale nella schiera delle rock band. Mentre Emily recupera fiato dietro le quinte, Mike si prende del tempo con i fan, molti tra i quali l'hanno visto crescere e mutare all'interno della stessa band, perciò possiamo definirlo quasi un momento intimo che resterà sicuramente nel cuore di tutti i presenti quando canta Step up in duetto con il suo pubblico.
Come ogni concerto di grande rilievo che si rispetti, non sono potuti mancare momenti indimenticabili, come Shinoda che disegna per una fan un tatuaggio a forma di robot, oppure quel dolcissimo momento in cui il cantante ha donato a un fortunatissimo bambino di nome Andrea il suo cappello, fino ad arrivare ad una proposta di matrimonio sulle note di Numb.
Purtroppo tutte le cose a un certo punto finiscono, ma quelle belle sembrano terminare sempre troppo presto e questo concerto rientra decisamente in quest'ultima categoria. I presenti potranno vantarsi, dire “Io c'ero” e tornare a casa con molti ricordi in più, molta voce in meno, e il cuore che ancora batte al ritmo dei Linkin Park.