Cheap Wine

Cheap Wine

Legnano/Circolone


25/01/2013 - di Luciano Re
Non è ancora finito il mese di gennaio, ma già una convincente candidatura ad un eventuale titolo di 'concerto dell'anno' è stata presentata e benché il calendario si prospetti ricco di appuntamenti di grande rilievo – in ordine sparso, e dimenticando certamente qualcuno, Steve Wynn & Chris Cacavas, Southside Johnny, il nuovo appuntamento con l'epopea italiana di Bruce Springsteen, Neil Young e Leonard Cohen inseriti nel cartellone di Lucca, senza naturalmente contare i tanti artisti italiani che percorrono la nostra penisola per esibirsi dal vivo – non sarà facile per nessuno superare i Cheap Wine visti venerdì 25 gennaio al Circolone di Legnano.

La band dei fratelli Diamantini torna sul palco della rassegna Americana ormai riferimento obbligato per gli appassionati del genere, nel cui ambito – in una precedente edizione – fu protagonista di una splendida esibizione nel novembre 2011, e conferma dal vivo l'ottima impressione suscitata dal recente Based on Lies, nono capitolo della loro ormai nutrita discografia.

Un album che segna un ulteriore passo avanti nel processo di crescita artistica dei Cheap Wine e che, non a caso, ha meritato il terzo posto (ma, permettetemi di dire:  primi assoluti fra gli umani, visto che le due prime posizioni sono occupate da due alieni quali Bob Dylan e Bruce Springsteen) nella sezione 'Americana' del poll 2012 di Mescalina.

Ed è stata proprio la title track del nuovo album ad aprire il concerto legnanese, seguita da A Pig on the Lead, rivisitazione in chiave rock della vicenda del partigiano Silvio Corbari contenuta nell'album Spirits, e  da The Big Blow.

La serata decolla con La Buveuse, altro brano tratto da Spirits contrassegnato da un andamento lento ed ipnotico che si dilata nel finale in un prolungato, spettacolare assolo di Michele Diamantini.

Da qui il concerto cambia marcia con una grande versione della Lovers' Grave che apre il loro ultimo album ed i Cheap Wine spingono decisamente il piede sull'acceleratore per un set tiratissimo che supera abbondantemente le due ore e mezza di durata, in cui – a fianco di tutti gli undici brani di Based on Lies – trovano spazio alcuni dei classici (perché tali ormai devono essere definiti) dell'ormai vasto repertorio della band marchigiana che, certamente in maniera non casuale, presenta una scaletta totalmente autografa, senza le covers che in passato arricchivano le loro set lists, quasi a volersi affrancare dai loro maestri di un tempo.

Tra i nuovi pezzi, si segnalano certamente Give Me Tom Waits (...Give me Cheap Wine!: e, con tutto il doveroso rispetto per mr Waits, se ci sono loro sul palco, la sua presenza non è strettamente necessaria...) già assurta a vero inno, cantata in coro dal numeroso contingente di Wineheads che affollano il Circolone, la stupenda On The Way Back Home -a mio avviso il vero gioiello di Based on Lies, ballata scandita dal piano di Alessio Raffaelli, persuasiva testimonianza della maturità e della acquisita versatilità compositiva raggiunta dalla band – e la travolgente Lost Inside.

Tra la altre, una sferragliante The Sea is Down, la classica Mary tratta da Ruby Shade secondo album della band datato 2000, le sempre entusiasmanti Freak Show e Jugglers and Suckers eseguite in successione tra loro in chiusura del set, prima che il gruppo venga richiamato sul palco per i bis di Evil Ghost e Leave Me a Drain.

La granitica sezione ritmica formata da Alan Giannini alla batteria e Alessandro Grazioli conduce le danze, lasciando a Marco Diamantini il proscenio che occupa con una presenza scenica non comune, alternandosi tra voce, chitarra ritmica ed armonica.

Michele Diamantini si conferma chitarrista di capacità tecniche superiori, con i ripetuti  assoli che non trascendono mai nel virtuosismo fine a sé stesso, ma risultano la trave portante del sound del gruppo.

A fargli da contrappunto, le tastiere di Alessio Raffaelli, il cui arrivo nei Cheap Wine ha senz'altro determinato un ulteriore salto di qualità (per quanto già elevata in precedenza), garantendo un impatto sonoro più completo e variegato.

In una delle rare pause di questa stupenda serata, Marco Diamantini rivolge un invito a sostenere le band indipendenti italiane, che senza alcun supporto – se non quello del pubblico che compra i loro album e frequenta i loro concerti – sono testimoni e portatrici di una sincera passione musicale.

Non farlo, in questo caso, sarebbe davvero un delitto: fossero nati in California o, giusto per dire, nel New Jersey, con tutta probabilità i Cheap Wine sarebbero delle star internazionali.

 

Set list:

Based On Lies

A Pig On A Lead

The Big Blow

La Buveuse

Lovers' Grave

The Stone

Mary

Breakaway

The Sea Is Down

Give Me Tom Waits

Shakin' The Cage

On The Way Back Home

Waiting On The Door

To Face A New Day

Reckless

The Vampire

Dance Over Troubles

Lost Inside

Freak Show

Jugglers and Suckers

 

Evil Ghost

Leave Me A Drain


Fotografie di: Fabio Vignati

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