Chemako

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Circolone di Legnano


23/09/2012 - di Luciano Re
Parte alla grande l'edizione 2012-13 dell'Americana, rassegna di musica “dall'altra parte dell'Oceano” ormai parte integrante della stagione musicale proposta dal Circolone di Legnano, locale di tradizione ultra secolare, divenuto negli ultimi anni un punto di riferimento per gli appassionati di musica della provincia milanese.

Nella prima serata della rassegna, domenica 23 settembre, protagonisti sul palco legnanese i Chemako che, dopo aver dato alle stampe il loro convincente album d'esordio in una formazione a tre (Scala, Re, Bertolotti ex Chicken Mambo) con diversi ospiti ad alternarsi alle parti vocali, si presentano al Circolone con la nuova line up a quattro con Marcello Milanese – peraltro già presente in alcuni episodi dell'album – nella veste di frontman.

Ad aprire il set, la suggestiva ed ipnotica Red Diamond Train a cui fanno seguito My Life in Ruin e Medicine Man, tratta dal repertorio solista dello stesso Milanese.

Con l'omaggio al padre fondatore Muddy Waters con una energica versione di I'm ready, il ritmo si alza e la serata decolla definitivamente anche grazie alla successiva Dark and darker, brano caratterizzato da sonorità che rimandano ai Calexico, se non addirittura alle colonne sonore di Ennio Morricone.

Un pezzo destinato a far parte del prossimo lavoro discografico dei Chemako che, se queste sono le premesse, si preannuncia davvero interessante.

Segue Dry Your Tears che si apre sul più classico giro blues e prosegue con uno spettacolare duello chitarristico tra Gianfranco French Scala e Marcello Milanese e la splendida Falling Star, brano tra i più riusciti dell'album d'esordio.

Una formula musicale vincente, quella dei Chemako, caratterizzata da una solida base blues, ma che  - grazie ad influenze e suggestioni di diversa origine e all'indubbia personalità degli interpreti - evita il rischio di una lettura didascalica del genere o di uno sterile esercizio di stile.

A condurre le danze, l'inarrestabile sezione ritmica composta dal batterista Stefano Bertolotti e dal bassista Roberto Re (nessuna parentela con chi scrive, per inciso), mentre alla straordinaria chitarra di Gianfranco French Scala – talvolta affiancata da quella di Marcello Milanese – sono affidate le parti solistiche.

Da segnalare ancora, nella scaletta del set legnanese, Between Heaven and Hell - altro inedito che conferma l'impressione positiva suscitata da Dark and Darker -, Lost My Way e Me and My Gun, altro pezzo portato in dote da Marcello Milanese per arricchire ulteriormente il repertorio della band.

Spettacolare la versione di You Can't Judge A Book (By Looking At The Cover) portata al successo  da Bo Diddley, con il caratteristico jungle beat che offre l'occasione per ripetuti cambi di ritmo in cui l'abilità strumentistica dei quattro componenti del gruppo trova la sua miglior espressione e addirittura per una citazione della classicissima Ring of Fire di Johnny Cash, a riprova del ricco background musicale della band.

Dopo un'ora e mezza abbondante, la conclusione è affidata ad una sorprendente versione di un “blues australiano” (così come definito nella divertente presentazione), ovvero una trasfigurata Highway to Hell, spogliata della sua abituale veste metallica e ricondotta alle sue radici blues: sempre di musica del diavolo, in fondo, si tratta.

Fotografia e video di: Andrea Anilonti

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