Cowboy Junkies

live report

Cowboy Junkies Rivoli (TO) / Maison Musique

21/11/2012 di Marcello Matranga

Concerto del 21/11/2012

#Cowboy Junkies#Americana#Folk

Era tempo che la band dei fratelli Timmins non si esibiva nel nostro paese, e quindi ghiotta era l’occazsione per poterli rivedere nella dimensione che meglio rende, ad avviso di chi scrive, l’ampiezza strutturale di canzoni che paiono minimaliste, ma che in realtà hanno una complessità di fondo che le rende bisognose di ascolti approfonditi per poterne gustare I profumi ed I sapori che sprigionano. Molto del merito della riuscita delle esibizioni dipende da due fattori inscindibili. Il primo risiede nella fascinosa ed ammaliante presenza di Margo Timmins che con la sua voce meravigliose irretisce lo spettatore senza  fronzoli ed inutili orpelli. L’altro è nelle mani di Michael Timmins. Lui è praticamente i Cowboy Junkies, non se abbiano a male gli altri componenti della band o i fans più agguerriti del gruppo, ma è innegabile che il sound creato dalla sua chitarra, le canzoni scritte in questi anni, abbiano contribuito a rendere il suono dei canadesi riconoscibilissimo.

 Ovviamente i detrattori battono sempre lo stesso tasto, parlando di un suono sempre uguale, quasi monocorde. A loro risponderemo semplicemente che passino a dedicare i lori ascolti ad altro.Noi invece continueremo ad apprezzare gli album ed i concerti, così come abbiamo avuto modo di fare per questo primo show italiano, tenutosi nella splendida cornice della Maison Musique di Rivoli, alle porte di Torino. La Mason Musique è una creatura di Franco Lucà. Per i pochi che non lo sapessero Franco ha letteralmente inventato il leggendario Folk Club di Torino, un tempio della musica nella sua migliore accezzione, fondato nel 1988.. Impossibile elencare tutti i musicsti che sul piccolo palco del Folk Club si siano alternati, regalando spesso serate memorabili.Instacabile Franco nel 2003 apre la Maison Musique, il primo villaggio della musica in Italia, con auditorium, sala di registrazione, museo degli strumenti, musicarium, centro di documentazione etnomusicologico, foresteria, bar, ristorante. Il centro viene inaugurato il 28 maggio 2004. Franco nel 2008 ci lascia per sempre, ma l’attività dei suoi progetti e ragion di vita, proseguono con immutata passione.

Lo show dei Cowboy Junkies si è mosso su due precise direzioni. La prima parte è stata dedicata alla proposizione di alcune delle canzoni che hanno costituito l’asse portante dei quattro volumi delle serie Nomad. Diciamo quindi che la prima parte ha costiuito la parte più interessante dello show, proprio in virtù della proposta live di queste nuove canzoni. Indubbio il fascino di alcune, le covers di Vic Chesnutt risultano decisamente interessanti on stage, ed è innegabile che l’iniziale I Cannot Sit Sadly By Your Side sia una vera perla tratta dal songbook della band, oltre ad essere divenuta presenza costante nei concerti della band, così come 3rd Crusade o l’ottima Renmin Park che ha chiuso il primo set. La seconda parte del concerto si è focalizzata sui “classici” della band, lasciandone fuori (purtroppo), alcuni. Vero che Sweet Jane, spogliata dei suoi fragori chitarristici, mantiene sempre intatta la sua carica esplosiva, e che Cause Cheap Is How I Feel è un vero gioiello di sfolgorante bellezza. Ma sono ancora le covers ad impressionare molto come l’intensa Lungs di Townes Van Zandt, o la devastante Don’t Let It Bring You Down di Neil Young, posta in chiusura del set. Tra i pezzi della band, impossibile non citare una stupenda Misguided Angel ed una trascinante Common Disaster. Pubblico caldo, competente, affascinato da questi ragazzi che, da quasi trent’anni, continuano indomiti a credere nella qualità della loro proposta. E noi con loro.

Margo Timmins (voce) 

Michael Timmins (chitarra) 

Peter Timmins (batteria ) 

Alan Anton (basso) 

Jeff Bird  (mandolino/armonica/percussioni)

Set List



I Cannot Sit Sadly by Your Side

3rd Crusade

See You Around

Square Room (Vic Chesnutt)

Late Night Radio

Damaged From the Start

Unanswered Letter (for JB)

Supernatural (Vic Chesnutt)

Renmin Park

Second part

Shining Moon

Sweet Jane (Lou Reed)

A Common Disaster

'Cause Cheap Is How I Feel

Lay it Down

Something More Besides You

Lungs (Townes Van Zandt)

My Little Basquiat

Good Friday

Misguided Angel

Encore:

Blue Moon Revisited

Don't Let It Bring You Down (Neil Young)