Calibro 35

Calibro 35

Arci Biko Milano


21/10/2008 - di Vito Sartor
Calibro 35

21 ottobre 2008 - Arci Biko Milano Milano Nord, ci troviamo nel quartiere Isola, i gruppi di case che compongono questa zona presentano ancora lo schema urbano della vecchia città: si vedono ancora le case di ringhiera, i vecchi laboratori artigiani, mentre l'urbanizzazione iniziata nei '60 ha già invaso gran parte delle aree storiche, ora ridotte all'osso e diroccate, abitate da qualche architetto neo-fricchettone, famiglie di migranti stipate in appartamenti vetusti e sovra affollati, trattorie in stile finto-popolare, il famigerato Blue Note e il locale ARCI in cui ci troviamo e che questa sera ospita i Calibro 35. Per tutte le nozioni discografiche del caso vi rimandiamo alla recensione del disco, riguardo l'esecuzioni dal vivo esordiremmo dicendo che Calibro 35 è un progetto ben costruito, non per la semplice presentazione di un album da poco editato su Cinedelic Records, ma perché innanzitutto è un set arricchito dell'elemento cinematografico: non sono semplici proiezioni, è forse un azzardo da dire, se non fosse per altre esperienze seguite sui film musicali (vedi i Giardini di Miro' e Yo Yo Mundi), il progetto è definibile come sperimentale, forse da migliorare o da rendere direttamente funzionale alla musica ma sicuramente presenta le basi di quello che potrebbe essere il futuro di questa avventura musicale; magari si potrà vedere una pellicola le cui immagine vengono direttamente guidate dalle musiche e non viceversa come è successo questa sera. Ritorniamo per un attimo a Milano, ma ritorniamoci indietro di 30 anni fa, i luoghi che scorrono nelle immagini proiettate alle spalle del gruppo rappresentano proprio la strada appena percorsa per raggiungere il locale, i palazzi del quartiere Garibaldi e Goia imbastiti da gru e ponteggi, il poco traffico e i colori sbiaditi della pellicola sono le uniche differenze con la metropoli di oggi che come suggerisce il samples del movie "all'epoca stava diventando come la Chicago sanguinaria dei gangster americana" (ci piace immaginarla così).
I Calibro 35 ci introducono nel mondo del cult-b-movie made in italy, dei 60/70, con la tecnica strumentale del periodo, Enrico Gabrielli dietro un bellissimo organo Tiger vintage, oltre che impegnato nella veste di poli-strumentista alternandosi con flauto traverso e sax, al fianco di Massimo Martellotta (Stewart Copeland, Trilok Gurtu, Mauro Refosco, Perfect Circle, Noa, Eugenio Finardi, Mauro Pagani, Piero Milesi, Atleticodefina) alla chitarra Fabio Rondanini (Pino Marino, Roberto Angelini, Collettivo Angelo Mai) alla batteria e Luca Cavina (Transgender, Lindo Ferretti, Beatrice Antolini) al basso elettrico.
Parlavamo di sperimentazione appunto: il live set è ben costruito, un "crogiuolo rumoristico", di effetti per chitarra (protagonista indiscusso il "wawa" e i suoni fuzz) per approdare su impennate elettrico psycho-hard-core e progressive, senza precludere mai di emergere a veri tocchi di classe sui temi più belli del disco; il prodotto delle galoppate funkedeliche, farcite di inseguimenti ritmici, come da sgommate soniche, rincorre quello che nei film diventa il classico da inseguimento ovvero le famigerate derapate automobilistiche in cui la protagonista perdente indiscussa era l'Afla Romeo Giulia super 1600 della Polizia, all'epoca ancora militarizzata.
Il cut and paste tratto dalle pellicole è grandioso e non esclude intense piece dove la recitazione e l'interpretazione, benché il montaggio fosse dozzinale e la produzione a basso costo, erano davvero intense, scene di violenze e cammei rubati al life-style della mala, intermezzi sexy strizzano l'occhio al cinema soft-core, prima di cedere alla violenza più cruenta delle scene di assassinio (quasi sempre tutte uguali o alla peggio riciclate).
Finisce la festa e il divertimento, si torna a casa con un po' di amaro in bocca se si guarda la città che agonizza ancora sotto i colpi dei cantieri, la stanno rifacendo ancora quella zona, proprio come allora, i cortili uno ad uno sono spariti sotto i colpi dei "palazzinari", devono innalzare grattacieli per assomigliare ad una metropoli, mentre la mostra fotografica in via De Castillia che ritrae i dettagli di una città, che sta scomparendo per la seconda volta, mi sembra proprio un paradosso, molto più grande delle prostitute che passeggiano fumando lungo i marciapiedi della via.
SET LIST:
La Polizia s'incazza
Summertime killer
La mala ordina
Indagine di un cittadino
Bouchet Funk
Gatto
Italia a mano armata
Trafelato
Una stanza vuota
Notte in Bovisa
Milano Calibro 9
Spiralys
Gangster story
La ragazza con la pistola
- medley