live report
The Delines Inseguendo i Delines da Nord a Sud: il tour italiano in tre tappe: Chiari, Castelfranco di Sotto, Casapulla
di Giovanni Sottosanti
Concerto del 15/05/2025
Il furgone procede a fatica, ansimando e sbuffando come un vecchio enfisematoso. Lo accolgono strade polverose e senza confini, poche indicazioni, rare forme di vita. Improbabili e squallidi agglomerati umani raccontano storie di perdenti e disperati, gente in fuga da vite nate male e proseguite peggio. In fondo al tunnel si intravede, tremulo e incerto, qualche barlume di salvezza e redenzione, ma il viaggio è ancora lungo, aspro e insidioso. Il tour dei Delines lungo l'Italia, da nord a sud, esce dritto dalle pagine di Willy Vlautin, un viaggio in tre tappe onirico, polveroso, catartico rigenerante, trafittivo e assolutamente realistico. Quasi impossibile segnare un confine tra le composizioni musicali e le pagine scritte da un autore che, sia con la chitarra a tracolla, sia impugnando una penna, è capace di tratteggiare personaggi e paesaggi che restano impressi in modo indelebile, perennemente divisi tra poesia e crudeltà, slanci di umanità e perversione.
Il nuovo Auditorium dell'ADMR Chiari accoglie, con professionalità, cura estrema nei dettagli e grande partecipazione di pubblico, una band che ha bisogno di assorbire e respirare attorno a sé calore e passione, per poi restituirle intatte, se non moltiplicate, in un concerto che è tutto da assaporare e respirare a pieni polmoni, da sorseggiare lentamente come un calice di vino di qualità. Perché per i Delines non ci sono scuse, bisogna stappare le bottiglie pregiate, quelle delle annate migliori. Willy Vlautin ricama con la sua chitarra accordi semplici e assoli educati, quasi chiede permesso, come fosse lì per caso. Cory Gray colora di jazz un tappeto sonoro in cui, tra tastiera e tromba, lui palleggia come un fuoriclasse dell'NBA. Freddy Trujillo al basso e Sean Oldham alla batteria e percussioni quasi non li senti, eppure sono sempre lì, precisi, puntuali e ficcanti, mai sopra le righe. E poi c'è lei, the First Lady, Amy Boone, affascinante e sensuale il giusto, semplice e anche volutamente informale, ma capace di trascinarti con la voce lungo sentieri impervi e discese spezzagambe. Pause, silenzi e nuove accelerazioni, in un repertorio che estrae molti pezzi dall'ultimo, acclamatissimo, Mr. Luck & Ms. Doom, non disdegnando però il recente passato targato The Sea Drift e The Imperial, fino al fulminante esordio di Colfax, da cui pescano Calling In per uno dei quattro bis. Un'ora e mezza di pura magia, sogni a occhi aperti e carezze per l'anima.
Il giorno dopo la band fa tappa nella Toscana rurale e proletaria che abita la Casa del Popolo di Castelfranco di Sotto. In un contesto orgogliosamente popolare e militante, c'è spazio per un'intervista a Vlautin del tutto informale ma assolutamente interessante e rivelatrice. Non ci sono filtri, se non quelli della traduzione dall'inglese all'italiano per la domande abilmente proposte da Stiv Cantarelli e signora. Ne viene fuori un ritratto di Vlautin assolutamente inaspettato, perennemente insicuro e tuttora perseguitato da una cronica disistima, incessantemente alla ricerca di se stesso e della propria dimensione, divisa tra libri e musica. Scrittore o compositore? Questo è il dilemma, anche se, per quanto mi riguarda, mi auguro di cuore che le due dimensioni continuino a convivere magnificamente, come successo fino ad ora. La setlist ricalca quella della sera precedente, mi colpiscono particolarmente per intensità e forza espressiva JP & Me, My Blood Bleeds The Darkest Blue e Roll Back My Life.
L'ultima tappa abbraccia i colori e il calore contagioso del Sud. Radio Zar Zak è una piccola e meravigliosa realtà nel cuore di Casapulla, provincia di Caserta. In un buco di locale dove non pensi sia possibile neanche respirare per quanto è pieno, il miracolo lo fanno la passione, la dedizione e lo spirito di condivisione che un manipolo di coraggiosi appassionati ha deciso di riversare per divulgare la buona musica. Il palco quasi non esiste, ma per Willy, Amy e gli altri tre eroi non è un problema, perché loro respirano con il pubblico e per il pubblico, in un tutt'uno che ammalia, incanta e annichilisce per la terza volta. Tre su tre. Con loro non si sbaglia, pensi, ok, li ho già visti due volte in due giorni, questa volta non mi fregate, lo so come funziona. Invece niente, puoi alzare qualsiasi barriera ma non serve, loro sono lì, implacabili, sinuosi e desertici, senza trucchi e senza inganni, pronti a emozionarti e trascinarti in un ultimo grande viaggio. Nancy & The Pensacola Pimp, Maureen's Gone Missing, chiudi gli occhi e sogna. E come per magia anche Radio Zar Zak si ritrova in qualche anfratto sperduto dell'America, tra l'Oregon e il Texas, in mezzo a spazi infiniti, tra carcasse di auto, Motel di infimo ordine, casse di birra calda, cani che abbaiano e cavalli al galoppo.
Ms. Doom was half-living in her car
Cleaning houses in St. Augustine, Florida
Mr. Luck had just gotten on the bus
He'd done four years- first crime- first bust
That's how his name stuck...
Chiudi gli occhi e sogna. Ma è tutto meravigliosamente vero.