live report
Marilyn Manson A messa dal Reverendo Manson (Bari, Fiera del Levante)
di Alfonso Fanizza
Concerto del 13/07/2026
Quando, a novembre dello scorso anno, è stata annunciata la data barese di Marilyn Manson, la notizia ha lasciato molti a bocca aperta per l'incredulità. Si trattava infatti di uno di quegli eventi che nessuno avrebbe mai immaginato di vedere da queste parti, tanto che l'imperativo è diventato subito uno solo: esserci. Anch'io, per questo motivo, pur non essendo mai stato un grande fan di Marilyn Manson, non ho voluto lasciarmi sfuggire quest'occasione, anche per respirare l'atmosfera e cogliere le emozioni di chi aspettava un evento del genere da moltissimo tempo.
Ad aprire la serata pensano i losangelini VOWWS, formazione alternative metal che intrattiene il pubblico per circa tre quarti d'ora.
Dopo l'inaspettata intro sulle note di Bela Lugosi's Dead dei Bauhaus, alle 21:15 in punto, come da programma, il Reverendo Manson sale sul palco e dà inizio al suo personale sermone. L’apertura, affidata a Nod If You Understand, brano tratto dall’ultimo album One Assassination Under God – Chapter 1 (2024), è accolta con grande entusiasmo dal pubblico. L’attesa si trasforma in un mare di smartphone alzati, pronti a immortalare ogni istante dell’ingresso in scena. Forse l’unica nota stonata della serata: una prassi ormai diventata abituale ai concerti, che finisce per filtrare l’esperienza attraverso gli schermi invece di godersi in pieno lo spettacolo.
Nonostante l’età, l’artista statunitense dimostra di essere ancora in grande forma. Acclamato da un pubblico in delirio, non si risparmia, dando vita a un’esibizione intensa e travolgente. A incendiare la platea sono alcuni dei brani più famosi del suo repertorio, da This Is the New Shit a Great Big White World, passando per The Nobodies, fino all’immancabile Sweet Dreams (Are Made of This), la potente rilettura del classico degli Eurythmics che è diventata uno dei momenti più attesi e coinvolgenti dei suoi live.
Da buon Reverendo, non rinuncia alle sue immancabili “omelie”. Introducendo I Don’t Like the Drugs (But the Drugs Like Me), si ferma a ricordare i suoi trascorsi con l’uso e l’abuso di sostanze, raccontando il cambiamento di rotta intrapreso negli ultimi anni. Poi, conquistando il pubblico con il provocatorio slogan “Your drug is me!”, si lancia nell’esecuzione di The Dope Show.
Spazio anche all’ultimo singolo Exit Wound, affiancato da altri due classici del repertorio come Angel with the Scabbed Wings e Dried Up, Tied and Dead to the World. Il gran finale è affidato all’attesissima The Beautiful People, che, dopo circa un’ora di concerto, chiude una performance intensa.
Ma la serata non si conclude qui. Prima di congedare il pubblico, il Reverendo ricompare sul palco per ben tre volte. La prima, svettando sui trampoli, dà vita a una suggestiva interpretazione di Tourniquet; la seconda è dedicata a un’altra immancabile cover, Personal Jesus dei Depeche Mode; infine, per l’ultimo saluto ai suoi fan, sceglie If I Was Your Vampire, chiudendo il concerto con un’atmosfera intensa e carica di emozione. Un concerto che ha lasciato tutti contenti, entrato di diritto nel cuore di chi aspettava questo momento da tanto tempo.
Setlist:
Nod If You Understand
Disposable Teens
Angel with the Scabbed Wings
Great Big White World
This Is the New Shit
Dried Up, Tied and Dead to the World
Exit Wound
The Nobodies
The Dope Show
Sweet Dreams (Are Made of This)
mOBSCENE
The Beautiful People
Tourniquet
Personal Jesus
If I Was Your Vampire