The Zen Circus

The Zen Circus

Roma, Villa Ada Roma incontra il mondo


14/07/2013 - di Arianna Marsico
Villa Ada è il parco romano che ospita la data estiva del tour di Canzoni contro la natura (2014) degli Zen Circus (all’interno della rassegna Villa Ada Roma incontra il mondo). Selvaggia ed al contempo urbana, è il luogo ideale per un concerto legato ad un album con quel titolo.

Apre la data la giovane Anna Mancini, con i suoi brani strumentali ed il modo particolare di suonare la chitarra, tutto sui tasti. Dopo Cobra ci saluta ed arrivano, come di consuetudine per questo tour le parole di Giuseppe Ungaretti “tutti gli uomini sono a loro modo anormali, tutti gli uomini sono in un certo senso in contrasto con la natura, e questo sino dal primo momento... sino dal primo momento: l`atto di civiltà, che è un atto di prepotenza umana sulla natura, è un atto contro natura”.

Dopo un “Benvenuti a Dublino” (l’estate romana non è più soleggiata come una volta) i ragazzi partono al fulmicotone con Canzone contro la natura e Gente di merda. Potente e graffiante il suono, caldissima la reazione del pubblico. 20 anni, conclusa da Appino quasi liricamente,  è tenera e struggente, forse molto di più se l’età non inizia più col 2. Atto secondo è trascinante.

E’ il momento del cazzeggio. Degli slogan tipo “meglio herpes che AIDS” come se si citasse Jim Morrison. E quindi è il turno di We just wanna live. Andate tutti affanculo, con Appino all’armonica, è dilatata. L’amorale è cinica e venata del disorientamento dell’ateo. Karim dà il la a Vai vai vai, veloce e sincopata. Ufo finge di essere già stanco e fa “Diamoci una calmata che l’età avanza”. Vecchi senza esperienza è un altro di quei brani, come 20 anni, che fa scattare l’immedesimazione. Triste ed intensa è Dalì, “per i tanti Dalì che abbiamo conosciuto”. I qualunquisti è tiratissima.

Appino presenta il brano in arrivo “Sono poche le canzoni degli Zen che parlano al femminile” . E’ Ragazza eroina, crepuscolare ritratto di una nata per subire accarezzata dal suono della chitarra. Figlio di puttana è il momento nazionalpopolare di questo concerto. Karim “diventa quasi come noi”  abbandona la batteria e prende la sua lamiera “sumera” per Ragazzo eroe. Arriva da “quando Ufo era giovane” Mexican requiem, intensa e quasi intima, nonostante la sua potenza. Postumia, a giudicare dalle reazioni dei presenti, è già un classico: sognante e disincantata al contempo, il suo verso “il futuro me lo bevo per non pensarci” è perfetto per restare tatuato dentro.

Ufo racconta: “ Oggi ha fatto un tempo di merda che mi sembrava già Natale…”. Passa alla batteria e Karim fa la renna. E’ il turno di Canzone di Natale, con l’aggiornamento su Abdul. E alla domanda “Dove te ne vai coglione?” Appino risponde “Destinazione paradiso”, con riferimento ai recenti fatti di cronaca, guadagnandosi del cinico da parte di Karim e Ufo.

TG Lercio occupa la pausa, comunicandoci, tra le varie notizie, che Keith Richards sniffa Mick Jagger.

Si riprende con le cupe L’egoista e Albero di tiglio. Arriva Viva, altro brano che sembra uscito da una vita invece che pochi mesi fa. Vibrante, rabbiosa e malinconica, ti entra dentro e non ne esce più. Racchiude malinconia, rabbia e speranza come un bocciolo la bellezza della rosa.

C’è un omaggio per l’appena scomparso Tommy Ramone, l’ultimo dei Ramones  a salutarci. Gli Zen Circus non suonano un loro pezzo ma la cover di Polissi pamputta taaas degli Eppu Normaali, cantata da Ufo . Brano che deve però tantissimo ai Ramones, sembra quasi siano loro a cantare in finlandese.

Si finisce con Nati per subire. Etichetta, destino, ritratto della condizione attuale. Di una condizione da eterni apprendisti, come ci dirà Ufo più tardi. Affanculo gli eroi” però oltre che uno sfogo può essere anche un augurio. Per farne a meno degli eroi.

Ci saluta così per questa volta il circo Zen. Con il suo carico di rabbia, di toscano amore per la dissacrazione ed il cazzeggio, di goliardica ironia e di malinconia. Perché dietro il sorriso a volte c’è sconsolato stupore. Perché lo sguardo sul mondo vorrebbe essere quello dei 20 anni, con “tasche stracolme di cazzate orientali “ e “ottimismo da spiaggia “. E per certi versi lo è ancora, per altri non più.

Ed il neverending tour continua…




Setlist

Canzone contro la natura

Gente di merda

20 anni

Atto secondo

We just wanna live

Andate tutti affanculo

L’amorale

Vai vai vai

Vecchi senza esperienza

Dalì

I qualunquisti

Ragazza eroina

Figlio di puttana

Ragazzo eroe

Mexican requiem

Postumia

Canzone di Natale

L’egoista

Albero di tiglio

Viva

Polissi pamputta taas

Nati per subire

 

 

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