Fabio Treves Blues Band

Fabio Treves Blues Band

Como / Teatro Sociale


14/02/2014 - di Laura Bianchi


BLUES A TEATRO: I PRIMI QUARANT’ANNI DELLA TREVES BLUES BAND

“E’ la prima volta in duecento anni di vita che il blues entra nel Teatro Sociale!”. La voce di Fabio Treves, sabato 14 febbraio, è entusiasta ed emozionata insieme. Per festeggiare i quarant’ anni di ‘blues alle masse’, l’infaticabile artista milanese ha scelto un tempio della musica colta lombarda, quel Teatro Sociale di Como, che ha ospitato autentici miti della lirica e della classica, e che ora ha aperto le porte al blues nostrano di altissima qualità, interpretato da Treves e dalla sua Blues Band, con Alex Kid Gariazzo alla – bellissima – voce, alla chitarra e a tutto quanto possa ricavare note di classe da delle corde, compreso il ‘polentofono’ (mitico strumento a corda costruito con un mestolo da polenta), e Massimo Serra ( batteria, percussioni, compreso un ‘sacherofono’ , ricavato da una scatola di torta Sacher). Il sound della TBB è impreziosito per l’occasione dalla chitarra elegante e potente di Guitar Ray, e dall’implacabile basso di Gab B, entrambi della band dei Gamblers, che contribuiscono a creare un’atmosfera musicale ancora più ricca di sfumature, per un’autentica cavalcata nella storia del meglio del blues.

«Qualcuno dice che il blues è musica di nicchia…ma guardate quanti siete! Il blues è popolare!», esclama Treves, visibilmente commosso per l’entusiastica accoglienza ricevuta da un pubblico eterogeneo, attirato dall’eccezionalità di un evento unico, ma anche dal desiderio di tributare il giusto apprezzamento a questo profeta del blues, coerente col proprio percorso, anche quando la battaglia sembrava persa, e che si è rivelato uno degli artefici della rinascita del genere, in Italia e non solo.

“Chi  ti salva dal magone? Il buon vecchio bluesettone!” Treves interagisce con tutti, dai fans delle prime file, inizialmente in soggezione in mezzo ai velluti e agli stucchi del teatro, ma che alla fine si sciolgono in una standing ovation memorabile a luci di sala accese, fino a quelli della quarta e quinta galleria, più volte incitati a fare sentire la propria voce, anche se davvero non si fanno pregare. Una festa per tutti, in cui la band  dimostra di non volersi sedere sugli allori di una scaletta facile e orecchiabile, ma decide di fare volare il pubblico dal Delta del Mississippi a Chicago, e dai traditional (splendida la versione di Midnight special) ai classici jazz (come con Georgia on my mind, dedicata agli innamorati che hanno deciso di festeggiare San Valentino in musica), fino a proporre una chicca bluegrass Why you been gone so long, con Gariazzo al fulmicotone, e una composizione dello stesso eclettico chitarrista.

L’armonica di Treves è inossidabile, come il suo entusiasmo, e strappa ripetuti applausi a scena aperta; ma altrettanto godibili sono gli scambi di battute del capobanda con i musicisti, sempre all’insegna di un divertimento che dal palco tracima in sala, travolgendo tutto il pubblico: gran finale con due bis, il pubblico in piedi, ovazioni che sembrano non finire. “Quasi quasi mi fermo qui!”, esclama Treves; la scommessa è stata vinta: la musica dei vagabondi passa anche da un teatro di tradizione, e decide di farlo diventare la sua house of blues, si spera, non solo per questa sera.

Fotografie di: Roberto Sasso


SETLIST:

HI HEEL SNEAKERS 

BROKE MY BABY’S HEART 

THE HUSTLE IS ON 

I’M GOIN’ 

THE DEVIL AND THE DEEP BLUE SEA 

MINGLEWOOD BLUES 

GEORGIA ON MY MIND  (Fabio, Ale, Ray) 

RECYCLE BLUES  (Ale e Max)

TAKE THIS HAMMER  (Fabio e Ale)

WHY YOU BEEN GONE SO LONG (Ale solo)

MIDNIGHT SPECIAL 

CRAZY MAMA 

NEED YOUR LOVE SO BAD

OH BABY 

HUCKLEBUCK 

Bis:

CRAZY ‘BOUT AN AUTOMOBILE

WAY YOU MOVE

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