live report
I Cani Velleità, Pariolini di 18 anni e Lexotan a Roma con i cani
di Arianna Marsico
Concerto del 11/09/2026
Un ritorno in punta di piedi. Questo è quello che accade quando sale sul palco Niccolò Contessa con la sua band, dopo la convincente apertura dei Vascelli.
I cani sono un progetto che ha saputo resistere all' assenza, alla lunga pausa di quasi dieci anni tra Aurora (2016) a Post - mortem (2025). Non proprio una cosa comune, in un periodo in cui ormai quando esce un disco non rimane quasi più nulla da ascoltare, a furia di anticipare dei singoli per mantenere sempre viva l'attenzione, l'hype anzi, il nuovo Moloch a cui sacrificare tutto.
Lo spettacolo sarà all'insegna dell’essenzialità. Poche parole e ben pesate, una cortesia fatta di gesti, video sullo sfondo non banali, a tratti comici, a tratti inquietanti, ma perfettamente integrati con i brani. La scaletta inizia con Buio dall’ultimo disco e scorre attraverso tutta la discografia, andando a pescare anche gli inizi con Wes Anderson. Ma la reazione dei presenti è sempre devota, l’entusiasmo, il trasporto nel cantare sono gli stessi per l'amara Nella parte del mondo in cui sono nato in cui “Vivere è fascista, nascere è reato/ Vivere è capitalista, nascere è peccato” (ma di cui comunque sottovalutiamo il privilegio) come per Velleità, una serie irresistibile di polaroid della scena romana degli anni Dieci del Ventunesimo secolo. Quelli in cui i cani si sono affacciati su una scena che era un continuo calderone, assieme a Vasco Brondi (il suo verso “E cosa racconteremo / Ai figli che non avremo / Di questi cazzo di anni zero” è diventato una profezia).
Si passa dal cinismo sferzante degli esordi e di brani come Post – punk al disarmo emotivo de il Posto più freddo, che chiude la prima parte della serata. Si riprende con un altro brano ad alta densità emotiva, Un colpo di tosse. I pariolini di 18 anni possono ormai maledire la sfortuna (FBYC (s f o r t u n a)) e trovare conforto nel Lexotan.
La serata finisce coi titoli di coda come al cinema, per ringraziare chiunque abbia contribuito allo spettacolo. Tra lo – fi, pop, elettronica e post- punk i cani ci hanno regalato un concerto che non sa solo di passato.
Foto Daniele Di Mauro