live report
Bluvertigo Essere Umani Tour: i Bluvertigo al Carroponte
di Gianluca Crugnola
Concerto del 12/09/2026
Al Carroponte di Sesto San Giovanni si celebra il rito conclusivo dell’Essere Umani Tour, la tournée/reunion celebrativa dei monzesi Bluvertigo, che dopo aver girovagato per l’Italia chiudono il cerchio in casa, a Milano, dove tutto era ripartito ad Aprile con il concerto-evento dell’Alcatraz.
Ad aprire la serata i Deshedus, band prog romana e successivamente il dj-set di Jo Paciello, che fanno il loro in attesa delle visioni avanguardistiche di Morgan, Marco Castoldi, per ovvi motivi, il più atteso alla prova del palco milanese. L’ingresso da rockstar incastonata negli anni Ottanta, in ritardo fisiologico di mezz’oretta, si sposa con la cifra stilistica del frontman, che si alterna tra basso e tastiere con grande talento e dimestichezza.
I Bluvertigo viaggiando nel tempo offrono un show impattante, trascinante, un muro di suoni che si snoda tra sperimentazione elettronica e vortuosismi di livello assoluto. La scenografia, che accompagna la storica formazione, Morgan (voce e basso), Andy (tastiere, synth e sax), Livio Magnini (chitarre) e Sergio Carnevale (batteria), crea l’atmosfera alternativa perfetta.
La particolarità di quest’ultima serata sta nelle sorprese, nelle ospitate: prima Alice, poi Francesco Sarcina (Le Vibrazioni, che torna nel finale di Altre Forme Di Vita) e infine Enzino Iacchetti con un monologo di protesta e contestazione sociale. Si percepisce una certa armonia ritrovata ma soprattutto l’energia straripante, la voglia di Morgan di arrivare dritto al punto, facendo anche la parte dell’oratore riguardo le contraddizioni umane, l’essere umani.
La scaletta tocca tutte le vette compositive del gruppo, il cuore stravagante degli anni Novanta, il lato più futuristico dell’underground italiano e la promessa di non finire la rimpatriata con questi live, ma probabilmente in studio, chissà; intanto i Bluvertigo hanno battuto un colpo, e quel che sarà lo scopriremo solo ascoltando.
Ad aprire la serata i Deshedus, band prog romana e successivamente il dj-set di Jo Paciello, che fanno il loro in attesa delle visioni avanguardistiche di Morgan, Marco Castoldi, per ovvi motivi, il più atteso alla prova del palco milanese. L’ingresso da rockstar incastonata negli anni Ottanta, in ritardo fisiologico di mezz’oretta, si sposa con la cifra stilistica del frontman, che si alterna tra basso e tastiere con grande talento e dimestichezza.
I Bluvertigo viaggiando nel tempo offrono un show impattante, trascinante, un muro di suoni che si snoda tra sperimentazione elettronica e vortuosismi di livello assoluto. La scenografia, che accompagna la storica formazione, Morgan (voce e basso), Andy (tastiere, synth e sax), Livio Magnini (chitarre) e Sergio Carnevale (batteria), crea l’atmosfera alternativa perfetta.
La particolarità di quest’ultima serata sta nelle sorprese, nelle ospitate: prima Alice, poi Francesco Sarcina (Le Vibrazioni, che torna nel finale di Altre Forme Di Vita) e infine Enzino Iacchetti con un monologo di protesta e contestazione sociale. Si percepisce una certa armonia ritrovata ma soprattutto l’energia straripante, la voglia di Morgan di arrivare dritto al punto, facendo anche la parte dell’oratore riguardo le contraddizioni umane, l’essere umani.
La scaletta tocca tutte le vette compositive del gruppo, il cuore stravagante degli anni Novanta, il lato più futuristico dell’underground italiano e la promessa di non finire la rimpatriata con questi live, ma probabilmente in studio, chissà; intanto i Bluvertigo hanno battuto un colpo, e quel che sarà lo scopriremo solo ascoltando.