Elton John

Elton John

Roma, Terme di Caracalla


12/07/2015 - di Arianna Marsico
Vedere suonare Elton John è vedere ogni volta un piccolo miracolo che si ripete. Provateci voi, nell’Inghilterra anni  ’70, con rocker sensuali come David Bowie e le chitarre a farla da padrone ad affermarvi dotati solo di pianoforte e voce. Eppure Elton John, al secolo Reginald Kenneth Dwight ce l’ha fatta, e ce l’ha fatta anche  a superare gli eccessi che rischiavano di travolgerlo.

Ed eccolo qui, di blu (e brillantini blu) vestito, nell’incanto delle Terme di Caracalla a Roma, con la sua inossidabile band, in cui spicca il chitarrista Davey Johnstone, vera primadonna da palco che quasi compete con Elton.

L’inizio è tirato con The Bitch is back  poi si passa Bennie and The Jets e Candle in the wind. Il brano, nella sua versione  originale dedicato a Marilyn Monroe, è toccante e non sente il trascorrere del tempo. All the Girls Love Alice venata di psichedelia e malinconia. Levon si conclude in un tripudio quasi jazz-blues, ed è seguita da applausi scroscianti. Per Tiny dancer Davey Johnstone fa un cambio di chitarra e la voce di Elton si fa densa.

Daniel è un pezzo di storia che si materializza sul palco, come Philadelphia freedom. Una lunga suite di Elton John da solo precede il ritorno della band sul palco per la maestosa Rocket man. I guess that’s why they call it blues precede una carrellata di ballads strappacuore, con la sola eccezione di Burn down the mission, che pochi possono vantare nel proprio repertorio: The one, Your song, Sad songs (say so much), Sorry seems to be the hardest word, Don’t let the sun go down on me. E anche la voce da brividi  non è da tutti, 68 anni e non sentirli!

Con I’m still standing ci si rituffa appieno in sonorità anni ’80, per seguire con l’esplosione ritmica di Your sister can’t twist (but she can rock’n’roll) e Saturday night’s alright for fighting.

Il bis del finale è affidato all’evergreen Crocodile Rock, tripudio di rock’n’roll e divertimento.

Una lezione di classe, pop e rock’n’roll. Una lezione che solo chi suona ancora con passione può impartire.

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