Piotta

live report

Piotta A Roma con Piotta si riparano ricordi...

di Arianna Marsico

Concerto del 11/04/2026

#Piotta#Italiana#Alternative

Piotta presenta a Roma, a casa, il suo nuovo disco Si riparano ricordi. È un concerto ad alta densità emotiva, durante il quale Tommaso Zanello dimostra di essere molto di più del Supercafone che gli ha dato notorietà, e che giustamente non rinnega; la parte finale della serata sarà dedicata a questo lato più giocoso, assieme a brani come Spingo io, Troppo avanti e Quale idea. La serata a Largo Venue è sentita, sia dal palco sia in platea. Se bisogna proprio trovare un difetto al concerto, è il fatto che un disco con tante collaborazioni come Si riparano ricordi difficilmente riesce a riproporne almeno una parte in tour (e infatti saranno totalmente assenti dal vivo). Compensano in parte le proiezioni, ben studiate, che siano i video delle canzoni o altri montati ad hoc.

Si inizia con Più a fondo (con Simone Cristicchi nell’album). Tommaso sui primi brani è teso, l’emozione è tanta; come racconterà dopo, con gli anni è venuta meno un po’ di incoscienza nell’affrontare il palco, ma l’abbraccio del pubblico è forte e caldo. Quante notti ancora e Colori emozionano. Nel corso della serata emerge poi quella che è stata una costante nella carriera del Piotta, ossia la forte coesione della scena hip hop, romana e non solo. Se con Militant A (Assalti frontali) è nata la splendida 'Na notte infame per suo fratello Fabio (con cui fu scritto Corso Trieste), tanti sono i ricordi anche con Tormento, Frankie hi-nrg mc e il compianto Primo Brown dei Cor Veleno. 

La musica supera gli steccati dei generi e dei confini tra le arti: ecco 7 Vizi Capitale, realizzata con Il Muro del Canto, e lo splendido omaggio a Remo Remotti con Me ne andavo da quella Roma (Mamma Roma addio reloaded) che vedeva coinvolti Carl Brave, Carlo Verdone, Daniele Silvestri, Ditonellapiaga, Emanuela Fanelli, Luca Barbarossa, Mannarino e Valerio Mastandrea.

Vera star sul palco è Roma, la città bella è dannata, celebrata non solo nel suo storico incanto ma anche nelle sue periferie, nei quartieri non ancora gentrificati come Tor Pignattara (Lode a Dio), nei posti che Pier Paolo Pasolini ha celebrato, con Ecchime.

Dopo aver riparato, quasi con il kintsugi, e sbloccato tanti ricordi, la leggerezza de La grande onda è una carezza che fa sperare in un “esercito del surf”, in un mondo di pace.