Patti Smith

Patti Smith

Taranto - Medimex


09/06/2019 - di Alfonso Fanizza
La presenza di Patti Smith a Taranto non poteva passare inosservata. Quello che inizialmente poteva sembrare un semplice concerto della “sciamana del rock” nella “città dei due mari”, ha assunto invece un’importanza storica senza eguali. E tutti, organizzatori compresi, abbiamo assistito ad un evento sensazionale, avvertendo un’emozione indescrivibile dall’istante in cui Patti Smith è salita sul palco.

D’altra parte, bisogna ribadirlo sempre, non possiamo omettere quel particolare ingombrante che la città di Taranto, provincia inclusa, si trova a dover fronteggiare ogni giorno da diversi, tanti, anni. Non possiamo fare finta di niente, Taranto ha un grande tumore che è rappresentato dall’Ilva, dal quale la cittadinanza vuole liberarsi per tutelare la propria salute, ma deve scontrarsi anche con il becero problema del ricatto occupazionale. Questo lo sanno benissimo i promotori del Medimex che hanno spostato l’intera kermesse nella città ionica anche per il prossimo anno, a voler, forse, rimarcare che “un’altra Taranto è possibile”. E noi vogliamo crederci fortemente.

Le problematiche di cui soffre la città, e la sua provincia, non possono passare in osservate specialmente ad una come Patti Smith, nota attivista politico e ambientale. Per questo motivo, una volta salita sul palco ed iniziata la sua performance tutto passa in secondo piano, e il connubio con gli spettatori presenti sviscera un misticismo strano che carica, ancora di più, positivamente l’atmosfera magica che il Medimex sta regalando in questi giorni.

Patti Smith, accompagnata dalla sua band, infiamma, tra una canzone e l’altra, il pubblico tarantino, non passano inosservate, ovviamente, le canzoni più note, lasciate volutamente alla fine, come “Because The Night”, “Gloria” e “People Have The Power” con la quale saluta la “città dei due mari”. Il pubblico apprezza molto, anche ogni sua dichiarazione che sia un proclamo ad incitare al cambiamento, o un semplice atto d’amore verso la città di quelli che sembrano sinceri, mostrando prima la maglietta di “Giustizia per Taranto” e chiudendo con la numero 10 con la scritta Smith del Taranto Calcio, altra tematica molto a cuore ai tarantini.

Potrei sembrare di parte, ma Taranto è una città che, nel bene o nel male, ti rimane dentro, lo sa bene anche la Smith, così come la figlia Jessica che dalla madre ha ereditato lo spirito combattivo. Elemento aggiunto della band, alla tastiera, superato l’imbarazzo iniziale durante “Redondo Beach” dovuto a problemi tecnici, assieme alla madre si prodiga in un’incantevole versione voce e tastiera del brano “Dream Of Life”. L’emozioni continuano anche senza la songwriter sul palco, quando i suoi tre fedeli accompagnatori, Lenny Kaye (chitarra), Tony Shanahan (basso) e Seb Rochford (batteria), eseguono i brani “People Who Died” della Jim Carroll Band e “I’m Free” dei Rolling Stones intervallata da “Walk On Wild Side” di Lou Reed

Prima dei saluti finali e congedarsi nel “bis” con “People Have The Power”, Patti Smith trova anche il momento di cimentarsi nella cover di “Can’t Help Falling In Love” di Elvis Presley confermando una performance degna di nota e carica di emozioni forti.

Un concerto che oltre alle orecchie ha riempito anche il cuore e la mente.


Set – list: 

Wing
Redondo Beach
Ghost Dance
My Blakean Year
Beds Are Burning
Beneath The Southern Cross
(People Who Died – The Jim Carroll Band)
(I’m Free – Rolling Stones/ Walk On Wild Side – Lou Reed)
Dream Of Life
Dancing Barefoot
Pissing In A River
Because The Night
Gloria

Can’t Help Falling In Love – Elvis Presley
People Have The Power

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