Rock Contest

Rock Contest

Firenze - Auditorium Flog


01/12/2018 - di Ricardo Martillos
Il Rock Contest è il più antico e longevo concorso per solisti e band emergenti italiani e inevitabilmente la trentesima edizione non poteva
essere una delle tante.
Lo staff di Controradio, storica e gloriosa radio fiorentina che da sempre muove i fili della manifestazione,  ha pensato bene di riservare al suo folto esercito di ascoltatori e appassionati musicali una nuova puntata della sua fortunata saga da ricordare per molto tempo.
Non è stato affatto un caso vedere l`Auditorium Flog sulla collinetta del Poggetto completamento gremito come nelle migliori occasioni, un sold out che definire scontato appare quasi una banalità.
Oltre alle sei valorose band e solisti presenti la serata si è conclusa, subito prima della premiazione finale con l`esibizione degli Offlaga Disco Pax, che non dimentichiamolo vinsero qui nel 2004, che hanno visto recentemente scomparso Enrico Fontanelli, al quale era giustamente dedicata la 30a edizione.
Ma andiamo per ordine.
Per quelli che non conoscono il meccanismo della manifestazione ricordiamo che i sei finalisti vengono giudicati sia dal pubblico presente che da una ricca giuria composta da musicisti ed addetti ai lavori.
Diciamo subito che la serata alla quale abbiamo assistito ha visto un livello qualitativo fra i migliori degli ultimi anni.
5 band o solisti che si esibivano cantando in italiano con l`eccezione dei Floating Ensamble che ricorrevano ad un inglese non disprezzabile anche se non perfettamente scorrevole.
Quello che è apparso subito evidente è il look di molti musicisti presenti, una buona presenza di lungocriniti e qualche camicia paisley, con reminiscenze dei gloriosi sixties e seventies, ovvero le golden age del rock`n roll, per prendere a prestito una nota song dei Mott The Hoople di Ian Hunter.
La grinta non è sembrata affatto mancare a molte delle formazioni presenti, magari le voci soliste non erano sempre perfettamente calibrate frutto questo anche dell`emozione di giocarsi una finale con tanto di ritorno economico finale oltre che visibilità nazionale.
Ci ha fatto piacere osservare il ricorso alla storica formazione triangolare, stile Jimi Hendrix e Cream, diciamo anche Blue Cheer, in particolare per i grintosissimi genovesi Banana Joe e i foggiani Giunto di Cardano, due band di livello superiore alla media.
I primi mischiano stoner rock e hard blues con una carica live davvero rilevante, i secondi, alla vigilia i netti favoriti buttano dentro post punk, psychedelia e rock sperimentale.
Hanno incontrato largamente i consensi della giuria e del foltissimo pubblico, che li hanno votati a cascata e, particolare importante, pur venendo da lontano rispetto a Firenze, non hanno potuto beneficiare di una tifoseria dalla loro parte.
Due band che avranno un futuro e che andranno ad arricchire un panorama musicale che, soprattutto per i gruppi non è propriamente ricco qui in Italia.
Ma è impossibile non menzionare anche il bravissimo grossetano Gabriele Bernabò, look vagamente somigliante a Motta, che, pur penalizzato dal suonare accompagnato dal solo batterista, ha sciorinato un repertorio davvero di rispetto ed un songwriting quantomeno interessante. Gli altri due finalisti, Vieri e l`Opera di Amanda ci sono sinceramente sembrati un gradino sotto anche se hanno avuto alcuni buoni momenti.
Due parole anche per gli Offlaga Disco Pax infine.
Molti spettatori sono rimasti o magari erano lì per loro e Max Collini ha pensato bene di accontentare tutto ricorrendo ad una serie di ospiti ben noti al pubblico dell`indie italiano.
Nomi che tutti conoscono come Dario Brunori, Colapesce, Componenti dei Tre Allegri Ragazzi Morti e di Tante Anne oltre alla presenza fissa dell`inossidabile e talentuso Nicola Manzan (Bologna Violenta) il polistrumentista che tutti vorrebbero nella propria band.
Grande emozione sul palco e fra il pubblico durante l`esecuzione dei pezzi dello storico "Socialismo Tascabile" e di altri pezzi della formazione emiliana.
Nella giuria giudicante da menzionare Maria Antonietta e i due simpaticissimi Federico Dragogna e Divi dei Ministri, poderosa formazione milanese ai vertici della nostra scena indipendente e dei quali abbiamo parlato diffusamente qualche giorno addietro.
Infine appare scontato ma inevitabile ringraziare ancora una volta Giustina Terenzi e Giuseppe Barone di Controradio Firenze, oltre agli splendidi ragazzi della Flog, per la perfetta organizzazione di un evento tanto importante e seguito.
Foto di Ricardo Martillos.