Bachi Da Pietra

interviste

Bachi Da Pietra Il re(ale) è nudo

25/01/2013 di Ambrosia J. S. Imbornone

#Bachi Da Pietra#Italiana#Alternative Stoner Minimal Blues

Un disco di sonorità scarne e violente, di ritmi secchi e taglienti, di parole che denudano il reale: "Quintale", il nuovo album dei Bachi da Pietra, è un disco senza "nè speranza, nè paura". Ne parliamo con Giovanni Succi
I Bachi da Pietra, alias Giovanni Succi e Bruno Dorella, sono tornati da poco con un nuovo album, Quintale (La Tempesta Dischi - Woodworm / Audioglobe) dodici pezzi di distorsioni nude e aspre, di sonorità scabre e virulente, di ritmi più che mai secchi e taglienti, registrati e mixati rigorosamente in analogico e su nastro da Giulio “Ragno” Favero (One Dimensional Man, Teatro degli Orrori, già produttore di tanti artisti, dagli Zeus! agli Appaloosa e ai Death of Anna Karina) lo scorso aprile. Ai suoni scarni e per questo ancora più potenti e violenti del disco corrispondono versi amari e scomodi, che, privi di retorica e spogliati di qualsiasi illusione, denudano il reale in una visione disincantata, demolendo alibi e ideali. Abbiamo posto via mail a Giovanni Succi, autore di musica e testi, un po’ di domande sul nuovo lavoro: nelle sue risposte, sempre in bilico tra ironia e realismo, satira sarcastica e provocazione spiazzante, emergono le sue idee sui circhi allettanti e grotteschi che circondano gli uomini politici, a fronte della scarsa attenzione riservata agli artisti e alle loro “eroiche, patetiche, insignificanti gesta destinate all'oblio”, sulla comodità di rinunciare a un pensiero libero, per usufruire della protezione di un “clan”, sulla facilità con cui si scarica musica, impadronendosi del lavoro altrui…e su tanto altro. Tra gli insetti e (Ronnie James) Dio.

NB: Gli asterischi non sono affatto segno di censura (figuriamoci!), ma uno stratagemma per sfuggire alla censura dei motori di ricerca e dei loro filtri e poter fornire così la meritata visibilità all’intervista!Tutta da leggere, così come da ascoltare è il disco (a fondo pagina, brani da ascoltare e/o scaricare!)

Mescalina: Aprendo la confezione cartonata nera del cd, si scopre la frase “Né speranza, né paura”, posta a sigillo del lavoro: come mai avete scelto queste parole e come si inverano nel disco?

Bachi da Pietra: Se non ti aspetti niente, sei libero. La fine è certa, quindi vai tranquillo.

Mescalina: In questo disco ci sono sonorità minimali e secche, ma ugualmente virulente, corrosive: pensate che siano la traduzione musicale dei vostri versi abilmente “chirurgici”, secchi e taglienti?

Bachi da Pietra: Sì, sì, lo pensiamo.

Mescalina: Come pensate di essere cambiati nel tempo, come musicisti e quanto a scelte musicali, fino a questo lavoro?

Bachi da Pietra:  Siamo cambiati in peggio, molto peggio. Siamo invecchiati male. Siamo passati dall'acerbo al marcio in vent'anni, siamo vecchi e stanchi. Dorella è da buttare. Io ti parlo già dalla discarica. Qualsiasi difetto si è incancrenito. Non si capisce niente di quel che proviamo a dire. Abbiamo perso la bussola, non abbiamo misura. Siamo semplici, per carità; ma siamo ciechi. Facciamo un sacco di danni nelle case della gente. Brancoliamo nel buio. Non fidarti mai se guidiamo noi. Poi c'è questo fatto, che non sappiamo suonare e si sente. Meno male che oggi va di moda il punk, roba nuova, che anche se non sai fare niente puoi arrivare in cima e dire e fare il cazzo che ti pare in faccia a tutti. Tipo la Minetti, gran figa. Questo un po' ci rassicura. Ecco, il punk politico in Italia funziona alla grande. Unica nazione occidentale col POWER PUNK al posto giusto, cioè dentro alle istituzioni! Le scritte sui nostri giubbotti da adolescenti si sono avverate. PUNK POWER! Certo l'estetica maschile è giacca e cravatta, ma lascia stare. Sotto quelle cravatte abbiamo dei freak pazzeschi, altro che Jonny Rotten. Crestoni come Berlusconi, Grillo, Bersani (ancora più avanti, fa già il new romantic): sono personaggi assoluti, totalmente OUT OF CONTROL! La vera scena rock'n'roll il Italia sono i politici e infatti la gente li vota per avere lo spettacolo. Più sono CRAZY , più sono amati, il pubblico impazzisce, giovani e vecchi son tutti per loro. Questo di noi non hanno capito in Europa: WE ARE A PUNK ROCK NATION! ...E poi senti qua che nomi d'arte sfacciatamente iconoclasti: Monti (che sta per trombi, fotti!), Casini (!), Maroni (!), Passera (!), Sgarbi (!) & The Revolution... 3Monti (!!!). Che dire, personaggi assoluti. A confronto le nostre rockstar (Vasco Rossi, Ligabue...) sono parroci in pensione. Chiamali per sapere se masturbarsi è pericoloso. E adesso pensa che pacco il nostro destino: tutti noi siamo andati dritti alla meta in direzione MUSIC sulla scia dei miti anni Settanta, sognando le vite spericolate di gente come i Rolling Stones o i Black Sabbath e invece bastava prendere la tessera di un partito a caso in Italia e aspettare il tuo turno con aria innocente. Ormai siam troppo vecchi, abbiamo sbagliato tutto. L'unico futuro che vedo per vecchi sballoni artistoidi come noi è riciclarci in politica e sperare almeno lì di raschiare il fondo del barile dello star system. Qualcuno di noi lo farà. Come dargli torto. I nostri camerini ai concerti sono spogli come cessi, dove noi brancoliamo tristi, ruminando pizza fredda da un cartone, ponderando scelte impopolari e le nostre prossime eroiche, patetiche, insignificanti gesta destinate all'oblio, mentre i loro camerini son fitti di tr*ie variopinte in tenute sadomaso che inciampano nel ben di dio, coca cola a fiumi, soldi, giamburrasca, circhi Barnum e aspiranti stellette del porno spinte dalla mamma con la speranza di staccarti almeno un p*mpino. E tutto questo come? Mettendo in croce i vecchi tre accordi: FA-miglia, LA-voro, MI-racolo. Geni assoluti. Un po' di invidia c'è, ma lode al merito. Noi rockers siamo cotti, ma in giro tutta questa scena punk hard core di gente relativamente fresca dagli anni '80 che spacca, fa ben sperare. Hanno un gran seguito. Rispetto. No future!

Mescalina: In questo album “di peso”, c’è ironia e amarezza, disincanto e profondità in vari temi. In Pensieri parole opere e in Dio del suolo ad esempio si parla di Dio e di assenza o possibilità di perdono in un quadro realistico e cupo. Secondo la vostra visione del mondo e la provocazione di Pensieri parole opere, l’evidente imperfezione del mondo fa pensare ad un Dio imperfetto, se ne esiste uno?

Bachi da Pietra: Il peso di Quintale è relativo: 100 chili. Se pensi a Bruno Dorella, non è poi tantissimo. Comunque, tutto parte da molto lontano, da quando Ozzy Osburne lasciò i Black Sabbath. Dopo aver cercato inutilmente la luce, Tony Iommy ri rivolse a Dio. Se quel giorno Dio avesse detto “...guarda, vi mando mio figlio; vi mando un profeta; vi mando un mio libro; vi mando un manuale di istruzioni in aramaico antico; vi mando delle figurine...” Come pensi avrebbe reagito Tony Iommy? Gli avrebbe detto come minimo: no, se ti interessa muovi il culo tu e vieni di persona, a farci vedere se hai le palle. Ma Ronnie James Dio le palle le aveva eccome, non si fece di certo pregare. E per quanto piccolo fosse, ha lasciato un segno immenso.

Mescalina: In Dio del suolo invece si ascoltano parole come “posso darvi l’amore e la morte insieme. L’amore o la morte non è bene o male. Darvi l’amore o la morte, mi costa uguale”: l’uomo stesso è il suo Dio sulla terra? Chi è il Dio del suolo?

Bachi da Pietra: Lì sono proprio io, un uomo, in persona. Infatti ho potere di vita o di morte sugli insetti che stanno nel metro quadro intorno ai miei piedi e se mi va li uccido; ma non perché mi fanno schifo. Così. Se posso fare dio, lo faccio alla grande, e distribuisco la morte a casaccio, per noia, sollazzo... Li amo gli insetti, sia chiaro, infatti li osservo curioso, hanno tutta la mia attenzione, mi piacciono un casino e fanno un suono pazzesco. Quando li schiaccio. Certo se mai mi vedessero, gli sembrerei un po' imperfetto. Ma gli insetti non capiscono un c*zzo.

Mescalina: “Sei libero di essere come ti vogliono, sei libero di sceglierlo”, recita Coleottero: l’accento è posto più su una libertà fasulla, fatta di desideri e scelte indotte, o sull’effettiva possibilità di scegliere tra questa condizione e quella contraria, cioè non essere come vogliono gli altri?

Bachi da Pietra: Io non credo nell'induzione, è una scusa che detesto. Le tue scelte sei tu. Confesso però che le canzoni, come qualcuno ha già sgamato, in realtà le ha scritte Giulio Ragno Favero con la scusa dell'insetto nel cognome: bisognerebbe chiedere a lui. Io non c'entro, davvero, non sono stato io. Io nei testi avrei messo piuttosto graziosi giochi di parole sull'amore e sulla vita di coppia... Versetti romantici e furbetti... Oppure retorica giovaniloide, insomma della roba che funziona! Questa domanda che mi fai è un colpo basso e una provocazione antidemocratica. Sarebbe come chiedere a un politico italiano cos'è lo spread. Questa cosa che mi chiedi poi la sapevo pure, Giulio ce l'ha spiegata, ma io stavo attaccando le borchie al giubbotto, s'era fatta 'na certa, qualcuno deve farlo, o no. Credo che sia la responsabilità. Tua, mia... Cioè la mia no, perché come ti ripeto son stati gli altri, ben altri e ben prima di me. E tutti quegli altri prima? E poi io sto nell'ultimo banco apposta.
Allora cosa fa 'sto coleottero? Ad esempio se hai rispetto e buon senso, è ovvio che scegli di essere come ti vogliono, lo sai già che ti conviene. Se no sei un cretino. Almeno non corri rischi e hai sempre il culo parato. Così scegli di stare nel tuo clan e magari non sei libero, ma almeno sei forte. Hai un nemico chiaro uguale a te nel clan dall'altra parte, che c'ha sempre torto lui. Giulio dice che il mondo era troppo complicato e abbiamo cominciato a semplificarlo. Adesso è tipo semplicissimo. Non devi fare scelte difficili tutte le volte o pensare le cose tutte le volte, hai il clan che decide quando devi fare la ola e quando uscire il coltello. Almeno, nel Paese dove vivo io è così. E basta con tutto 'sto democratico e 'sta libertà: in Italia siamo schiavi felici del nostro sistema e non lo cambieremmo per niente al mondo quando ne abbiamo bisogno. Dunque diciamo di essere contro ma lo alimentiamo ogni giorno e lo vogliamo identico, che tutto va bene come in un clan. Partito, ordine, categoria, cosca, banca, cricca, famiglia, bocciofila, rapper, circolo, centro sociale. Sì, sì: ...democratico se la pensi uguale. A chi appartieni? Sei dei nostri? Porte aperte e carte false per salvarti il culo. Ma ovvio che se la pensi diversamente su un punto, allora democratico un c*zzo! Allora sei la serpe in seno e ti disprezzo peggio del nemico. Questi sono concetti alla base dell'educazione cinica di base e mi stupisce che gente che scrive non li sa. Dovrebbero insegnarli nelle scuole. E infatti lo dice la nostra Costituzione stessa, che non si tocca: “L'Italia è una Repubblica tribale, fondata sul favore”. E così siamo un Paese fortissimi. Coleotteri.

Mescalina: Come mai utilizzate le metafore entomologiche non solo nel vostro nome, ma anche spesso nei testi delle vostre canzoni? Sono un po’ la vostra firma? Cosa rappresentano gli insetti nei vostri versi?

Bachi da Pietra: Fare testi è già un lavoro da insetto. Infatti alla maggior parte degli umani non sembra un lavoro. Gli insetti sono i primi esseri sul globo ad emettere un suono. Forse anche gli ultimi: resistono ai cataclismi. Sanno mutare. Sono inferiori, non procurano empatia nemmeno negli animalisti. Nessuna empatia, nessuna pietà. Fanno schifo. Reietti. Malgrado la loro superiorità schiacciante sul genere umano, si lasciano amare, si lasciano odiare, si lasciano uccidere da un bambino... Ti fan sentire dio. Cosa vuoi di più da delle bestie?

Mescalina: Nell’album si parla anche di violenza verbale e fisica. La prima appare in Io lo vuole:  dietro un computer è più facile diventare “integralisti” e intolleranti, o fare i “duri”, minacciare e spaventare? E questa violenza fisica è preludio e premessa di una violenza reale?

Bachi da Pietra: Se io voglio fare un regime del terrore, parto dalle parole. Queste sono c*zzate che diceva anche mio nonno. Diceva: “non augurare la morte o avrai la morte. Non augurare la tortura o avrai la tortura. Non diffondere il peggio o presto il peggio busserà a casa tua. Oppure dillo che sotto sotto sei un fottuto fanatico estremista del c*zzo e non fingerti un democratico salvatore del mondo”. Comunque tranquilli, mio nonno è morto da un pezzo.

Mescalina: Alla violenza fisica, alla morte, al sangue versato “per niente”, “per il nulla onnipossente” fa riferimento invece Sangue: la vita umana è transitoria e fragile, certo, ma “sul palco del presente” c’è lo stesso sangue del passato, o siamo in un tempo più cinico e macabro, in cui si mette fine alla vita altrui per nulla?

Bachi da Pietra: No, tranquilla, tutto è  sempre identico, non abbiam spostato niente. Giusto un sorso d'acqua in frigo. Il presente è di passaggio e qui per caso. Come noi.

Mescalina: In Enigma c’è un lungo elenco di operatori musicali, tra musicisti, giornalisti, manager delle agenzie di booking e addetti stampa. Non vi chiedo di svelare cosa sia ciò che tutti loro non sanno e sapeva un tempo solo Emidio Clementi, se non vi va (ammesso che l’enigma esista e abbia una reale soluzione e non sia solo uno scherzo ovviamente), ma almeno potete raccontarci come è nata l’idea di questa canzone?

Bachi da Pietra: Foto di gruppo, come nei momenti cruciali. Le tappe della nostra microstoria come in un fumetto, con tutta la squadra, impegnata non si sa bene in cosa, ma impegnata. Credo che la vita di chiunque è così. Provate anche voi a casa.

Mescalina: Nella canzone Baratto@bachidipietra.com esponete in modo molto chiaro la vostra idea sul download illegale, che si appropria dei frutti del lavoro altrui gratuitamente, come non avviene in nessun altro settore lavorativo. Pensate che possa esserci un modo per interrompere questa pratica così diffusa? E cosa porta secondo voi a scaricare un disco gratis? I prezzi, influenzati molto dai costi di produzione, soprattutto nel caso delle major, più che dalla minima percentuale che su ogni disco spetta all’artista, oppure una generale disaffezione e sottovalutazione dell’opera musicale? Chi scarica musica magari non ruberebbe mai qualcosa in un negozio!

Bachi da Pietra: No, non c'è modo. Cercare di interrompere questa pratica come dici sarebbe come chiedere la castità. Cosa porta a farlo: il click del mouse. Noi diciamo solo questo: anche se non lo faresti con altri (lavori), fottimi pure il lavoro mio, se ti va di farlo, ché tanto non posso evitarlo; e vai pure in giro a darlo via, o a fare il frocio col mio culo (o a dar via il mio culo in giro per il mondo, dopo avermelo preso). Ma magari (se vuoi, se ci stai) dacci anche un pezzettino del tuo culo in cambio. Noi lo accettiamo volentieri, perché con la musica non ci paghiamo la vaselina e facciamo molta fatica. Se no, vaf*anculo e grazie.

Mescalina: Un’ultima domanda: in sintesi com’è cambiato il mondo della musica (la scena artistica, il mercato, le vendite…), secondo voi dal vostro esordio ad oggi?

Bachi da Pietra: Oggi si parla difficile.



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