Lockdown Sessions - Roger Wade Interview

Lockdown Sessions - Roger Wade Interview


21/04/2020 - di Mauro Musicco
L`armonicista inglese Roger Wade dalla Germania chiama a raccolta la scena blues internazionale per delle (blues) “LOCKDOWN SESSIONS” Il senso di un progetto musicale nel tempo del COVID-19

Con grande consapevolezza circa la difficile condizione indotta dalla epidemia di COVID-19 che stanno vivendo tutti i musicisti, indipendentemente dal genere che praticano, l’armonicista inglese, trapiantato in Germania, Roger Wade ha coordinato il progetto chiamato “Lockdown Session”. In concreto, registrazioni musicali casalinghe che esiteranno in un album la cui pubblicazione è prevista per metà maggio su Crosscut Record. A onor del vero, “lockdown session” è termine inquieto che ormai attraversa ambiti musicali diversi tuttavia il progetto di Roger Wade si offre come distintivo contributo della scena blues internazionale. Il sottotitolo del progetto ne chiarisce bene l’intento: “Blues e Boogie per combattere la febbre da reclusione” l’invito ai musicisti di blues ad alzarsi in modo che “i tuoi vicini possano ascoltare”, che il blues dell’immobilità non abbia il sopravvento.

Per fare questo, Roger Wade ha invitato molti bluesman a realizzare, nella propria abitazione, registrazioni che siano di risposta al senso di prostrazione ingenerato dalla pandemia. L’appello, al quale hanno aderito più di trenta musicisti provenienti da otto paesi tra Europa e America, vede tra gli altri l’adesione di Larry Garner, Aki Kumar, Fred Kaplan, Nathan James, Victor Puertas, Nico Duportal, Tommy Schneller,, Kai Strauss e i nostri Max De Bernardi e Veronica Sbergia. Le parole, drammatiche, dello stesso Roger Wade chiariscono meglio il senso di questo sforzo:

“Bene, da dove cominciare. Il corona virus ha gettato una chiave inglese nel nostro lavoro di musicisti e nel lavoro di molti altri in tutto il mondo. I nostri pensieri e ringraziamenti vanno a coloro che combattono in prima linea: operatori sanitari, soccorritori, addetti alla drogheria e molti altri ancora. Musicalmente, la musica dal vivo è arrivata a un completo e totale arresto. Mentre scrivo, non abbiamo idea di quando sarà consentita di nuovo la musica dal vivo. Questo è un disastro, non solo per club, organizzatori, festival, pub ma ovviamente per musicisti. Per molti di noi, la nostra unica fonte di reddito è scomparsa durante la notte”.

Di seguito, le interviste realizzate con Roger Wade, Max De Bernardi e Veronica Sbergia, questi ultimi a rappresentare la qualità italiana del genere. Da sottolineare che tutti i proventi della produzione andranno ai musicisti per sostenerli in questo momento difficile. Quando il disco sarà pronto sarà possibile acquistare le copia o sostenere il progetto donando su:

https://www.bluesoul.de/lockdown-sessions.html https://www.gofundme.com/f/blues-musicians-unite dove troverete ogni altra informazione a riguardo.



 
Italian translation

 
1) Ciao Roger, grazie per aver accettato questa intervista per Mescalina.

Prima di tutto, come stai? Com`è la situazione di blocco intorno a te?

Bene, è stato un periodo lungo e difficile per molti, non solo in Germania, dove vivo attualmente, ma anche per la mia famiglia nel Regno Unito. Ho amici e parenti che lavorano nel settore sanitario che lavorano a pieno regime non solo a rischio fisico personale ma anche psicologico. Quindi, se dobbiamo stare a casa, così sia. Tuttavia, ci sono membri di questo progetto che hanno una forma più rigorosa di blocco, come quelli in Italia, Francia e Spagna.

  2) Puoi dirci come è nato il progetto Lockdown Sessions?

Poco dopo l`annuncio del blocco qui in Germania, ci sono voluti alcuni giorni per rendersi conto che questa sarebbe stata una strada lunga e tortuosa! Quando ho realizzato ciò, mi è diventato ovvio che molti miei amici e colleghi musicisti non erano solo in gravi difficoltà finanziarie, ma soffrivano anche di frustrazione artistica. Come musicista, quello che vuoi fare è: fare musica. Quindi, inizialmente per noia e poi per il desiderio di avere una qualche forma di espressione artistica, ho chiesto a un mio amico, Andreas Arlt (BB & The Blues Shacks) se voleva registrare qualcosa, qualsiasi cosa, sopra ci avrei messo voce e armonica. Questo era tutto. Nessun grande piano. Solo per passare il tempo in modo creativo. Lo ha fatto e l`ho fatto. E così è nata la canzone "I Know!". Non è affatto high-tech ma è stato divertente e alla gente sembrava piacere. Quindi ne abbiamo fatta un altra! Poi ho pensato che sarebbe stato divertente includere più persone - basso, batteria, ecc. E così ha iniziato a girare la palla.

 3) Alcuni dei musicisti che hanno aderito al progetto sono stati recensiti in passato da Mescalina, penso a Kai Strauss, Bobby Wilson, Max De Bernardi e Veronica Sbergia. Puoi dirci di più sugli altri musicisti del progetto?

Man mano che il gruppo di musicisti cresceva, basandomi soprattutto sui miei contatti personali ho pensato che sarebbe stato bello includere anche musicisti di altri paesi colpiti dal blocco. Avevo già suonato con il grande Jack O Roonie, un contrabbassista belga, lo straordinario polistrumentista Victor Puertas di Barcellona, ​​in Spagna, e il terrificante talento Tomi Leino dalla Finlandia. Certo, era evidente che non potevo includere tutti, quindi, sfortunatamente, ho dovuto pensare a chi “porta cosa sulla tavola”. Volevo coprire un ampio spettro dell`universo blues, quindi abbiamo blues / gospel acustici prebellici del meravigliosi Joe Filisko, Max e Veronica, ma anche i suoni più rock di Krissy Matthews, Timo Gross e l`inimitabile Nico Duportal. Sono stato anche abbastanza fortunato da riuscire ad avere a bordo anche Fred Kaplan, Nathan James e Aki Kumar dagli Stati Uniti. Quindi sin dall`inizio non esisteva un piano generale, questo si è sviluppato man mano che andava avanti. Ma avrei abbastanza idee e musicisti fantastici per produrre anche più di un CD!

4) Prima di parlare dell`album Lockdown Sessions, abbiamo trovato interessante, guardando i video di presentazione, che il progetto "parla" dalle case dei musicisti. Nonostante questa strana condizione di allontanamento forzato, non pensi che sia già un fatto interessante? Ci hai pensato?

Ho deciso presto di considerare il fatto che i musicisti erano imprigionati in casa. Non aveva senso essere troppo perfezionista, fingere che i musicisti non fossero influenzati da ciò che stava succedendo. Loro lo sono! Quindi ho deciso di seguirli. In effetti, ho avuto molti scambi con musicisti che non riuscivano a registrare perché il loro vicino stava improvvisamente usando il trapano o i bambini avevano bisogno di cure. Possiamo persino ascoltare alcune di queste cose sulle registrazioni. Ad esempio, all`inizio di Get Me Outta Here, possiamo chiaramente sentire come la sedia di Andreas scricchioli mentre suona la chitarra! Meraviglioso e unico!

5) Il fatto che ogni musicista creerà nella propria casa, con ciò che ha a disposizione per poter registrare, sembra anche un invito a riflettere sul fatto che la musica non è solo qualcosa che viene ascoltato, consumato ma è anche qualcosa che concretamente si "fa"? Il musicista è un creativo ma è anche un lavoratore che modella la "sua" musica?

Viviamo in un`epoca di consumi sempre più rapidi. La musica viene consumata a un ritmo spaventoso a causa dello streaming. Le persone credono che sia lì, gratuita e disponibile. Nessun motivo per pensare alle persone che lo producono o quale potrebbe essere la forza trainante della musica. Queste registrazioni sono il minimo indispensabile. Quando devi registrare usando un telefono cellulare, come è avvenuto su più tracce, sembriamo catturare qualcosa di diverso da ciò che normalmente ascoltiamo. C`è una onestà di fondo. E i musicisti che hanno abbracciato questo erano più che disposti ad accettare la nuova realtàà. E’ una boccata d`aria fresca per me e gli altri.

6) Hai coordinato il contributo di musicisti che appartengono a diverse scene musicali europee e americane. La musica come COVID-19 non ha confini?

Assolutamente vero! Ciò è diventato abbondantemente chiaro in numerose occasioni. Penso ad esempio all’incontro di Joe Filisko dagli Stati Uniti, insieme a Max e Veronica da Milano, o Tommy Schneller (sassofonista tedesco) con Tomi Leino dalla Finlandia, non si erano mai incontrati, in alcuni casi non sapevano l`un l`altro! Che cosa meravigliosa poter fare: la musica unisce le persone. E spero che la gente comprerà e apprezzerà ciò che questi incredibili musicisti hanno raggiunto.

7) COVID-19 sta creando enormi problemi per la produzione e l`uso della musica dal vivo. Tuttavia, i musicisti di questo progetto, per quanto professionali, già "prima" della pandemia, godevano di un relativo riconoscimento del loro impegno. Puoi dirci quali erano le condizioni lavorative medie della scena Blues "prima" del coronavirus?

Immagino che ci siano differenze ma anche somiglianze tra i paesi. Il blues è una musica di nicchia e coloro che la eseguono non saranno mai "stelle", anche quelli più noti di altri. Ognuno di questi musicisti deve lottare per far quadrare i conti ed è felice quando non è sempre una lotta in salita. L`attuale crisi ha colpito TUTTI i soggetti coinvolti in queste registrazioni. Se non puoi esibirti dal vivo, non puoi guadagnarti da vivere. Spotify e co. hanno messo un chiodo nella bara di quella fonte di entrate. Può essere ottimo per le grandi pop star e i consumatori, ma non è adatto ai musicisti più piccoli e performanti. Non è facile, ma tutti qui, come illustrato da queste registrazioni, non lo fanno per pile di denaro che hanno nascosto sotto il materasso ma perché amano il loro genere!

8) E ADESSO cosa sta succedendo a un tessuto organizzativo già fragile e precario?

9) Probabilmente hai letto le dichiarazioni di David Crosby sul fatto che la pandemia lo metterà sull`orlo. Eravamo un po’ strani. Invece, ci siamo chiesti cosa dovrebbero dire tutti i bravi musicisti blues che non hanno la fama di David Crosby. Cosa ne pensi?

I musicisti, ma non solo i musicisti ovviamente, stanno tutti cercando di trovare una via d`uscita da questa crisi. Ma come? È probabile che la musica dal vivo sia una delle ultime cose a riaprire dopo il blocco. Gli aiuti finanziari iniziali da parte dello Stato, se disponibili, aiutano, ma questa non è una soluzione a lungo termine. Non importa se sei una "star", ben nota o meno conosciuta, tutti i musicisti affrontano la stessa battaglia in salita. Come possiamo fare ciò che vogliamo e guadagnarci da vivere? Ancora nessuna risposta, temo.

10) Venendo alle sessioni di blocco, il progetto si materializzerà su un CD. Cosa ti ha fatto pensare a un CD vista la difficoltà del mercato discografico ancor prima della pandemia?

Qui è stato coinvolto Detlev Hoegen della CrossCut Records. Mi ha avvicinato per fare un CD, che poi è diventato un doppio CD. Insieme all`esperienza e al supporto finanziario di Detlev, se siamo in grado di coprire i costi di produzione, che miriamo a fare con la nostra campagna GoFundMe, tutti i proventi andranno ai musicisti. Ancora una volta, se possiamo raccogliere dei soldi, fantastico! La produzione di musica intercontinentale che può ispirare è altrettanto importante.

11) A proposito Cosa conterrà? Quando esce? In quale forma? Con quale etichetta?

Sarà un doppio CD, che comparirà a metà maggio sui dischi CrossCut, distribuito da Bear Family sia fisicamente che digitalmente. Può essere acquistato da CrossCut online oppure possiamo essere contattati tramite il sito Web www.lockdown-sessions.de

12) Paradossalmente, il progetto Lockdown Session di fronte a una situazione così drammatica ci sembra una risposta razionale, intelligente, estremamente favorevole e innovativa. Hai organizzato un crowfounding, trovato un`etichetta, coordinato contributi musicali da più paesi, ispirato le registrazioni domestiche al meglio delle loro capacità. È interessante che provenga da musica di nicchia come il blues? Pensi che possa essere un modello vincente per resistere in questa condizione anche per gli altri?

Non sono sicuro. La scena del blues è piccola e molti musicisti si conoscono, o almeno conoscono qualcuno che conosce qualcuno. È nel suo cuore una famiglia e sebbene suoniamo in formazioni diverse, per la natura stessa della musica, potremmo benissimo suonare anche con altri, in altri paesi. Solo la vita e il destino ci spingono in una certa direzione. Quindi, credo che la maggior parte dei musicisti blues se ne renda conto e tendano a rimanere uniti, come dimostrato qui.

13) The Blues, il Jazz nella loro storia hanno sempre cercato di compensare l`inconveniente delle difficili condizioni di vita, penso ai rent-party, iai meeting in casa per poter pagare l’affitto, anche se in modo diverso forma, ci sembra che le Lockdown Session abbiano un medesimo spirito. Ti chiedo: pensi che un modello corale, una produzione collettiva, come un metodo di produzione, possa mitigare la perdita, l`isolamento di attori che in condizioni normali non vivono separatamente? È eccezionale o diventeràà la "nuova normalità"?

Questo tipo di musica improvvisata richiede davvero un dialogo. Sono sorpreso dal modo in cui i musicisti hanno affrontato il fatto che non erano nella stessa stanza allo stesso tempo - la musica che si è fatta strada sui CD è incredibile e sarei sorpreso se qualcuno critica la mancanza di dialoghi. Tuttavia, vogliamo e dobbiamo stare insieme per comunicare. Questo è stato un progetto fantastico, ma tutti desideriamo incontrarci e suonare.

14) Lockdown Sessions può essere l`antidoto all`individualismo prevalente nell`ambiente del Blues come in altre scene musicali?

Ha certamente riunito persone che non avevano mai avuto contatti prima. Se, in futuro, alcuni di questi musicisti si incontrassero nella vita reale con altri per esibirsi, sarei un uomo molto felice! 

15) Infine, hai fatto grandi progressi con i Night Walkers e la pandemia ha incasinato progetti ambiziosi, penso alla collaborazione con Balta Bordoy. Ti chiedo: i Night Walkers continueranno a camminare nella notte? Sappiamo che hai fatto un disco prima della pandemia. Vuoi che scriviamo di Mescalina?

Si Certamente. Abbiamo pianificato alcune cose meravigliose per il 2020. Ma non siamo soli, molti hanno avuto i loro piani interrotti. Suonare e registrare con l`incredibile Balta Bordoy è sempre un brivido e, sebbene il tour di questa primavera sia stato cancellato, ci rivedremo più avanti nel corso dell`anno. Tutti stanno spostando festival ed eventi verso il 2021, quindi alla fine del tunnel c`è luce. Ho registrato un CD "Roger C. Wade incontra Balta Bordoy" nel 2019 e i Night Walkers hanno registrato "Struttin" nel 2019, quindi ogni recensione e pubblicità sarebbe molto apprezzata. Sarà una strada rocciosa e frustrante ma come dice il proverbio "Alla fine andrà bene. E se non va bene, non è la fine! ”

 grazie Roger

Grazie a tutti voi per il vostro lavoro. Statemi bene.

 

Original English version

 

1) Hi Roger, thank you for accepting this interview for Mescalina.

First of all: How are you? How is the lockdown situation around you?
 

Well, it has been a long and difficult time for many, not only in Germany, where I now live, but also for my family in the UK. I have friends and family who work in the health sector who are working at full capacity at not only personal physical risk to themselves but also face a psychological burden. So, if we have to stay at home, so be it. Still, there are members of this project that have a stricter form of lockdown, such as those in Italy, France and Spain.
 

2) Can you tell us how the Lockdown Sessions project was born?

Shortly after the lockdown was announced here in Germany, it took everyone a few days to realize that this would be a long and winding road! When that realization had set it in, it became obvious to me that many of my musician friends and colleagues were not only in financial dire straits but were also suffering from artistic frustration. As a musician, that is what you want to do: make music. So, initially out of boredom and the wish to have some form of artistic expression, I asked a friend of mine, Andreas Arlt (B.B. & The Blues Shacks) if he wanted to record something, anything, and I would put some vocals and harmonica over it. That was all. No big plan. Just to pass the time creatively. He did and I did. That was how the song “I Know!” was born. Not high-tech at all but it was fun and people seemed to like it. So we did another one! Then I thought it might be fun to include more people – bass, drums etc. and that started the ball rolling….

 
3) Some of the musicians who joined the project have been reviewed in the past by Mescalina, I think of Kai Strauss, Bobby Wilson, Max De Bernardi and Veronica Sbergia. Can you tell us more about the other musicians in the project?

As the group of musicians grew, based mostly on my personal contacts of course – friends of mine, I thought it would be great to include musicians from other countries hit by the lockdown. I had already played with the great Jack O Roonie, a double bass player from Belgium, the amazing multi-instrumentalist Victor Puertas from Barcelona, Spain, the frighteningly talented Tomi Leino from Finland. Of course, it became clear that I couldn’t include everyone so, unfortunately, had to think about who brings what to the table. I wanted to cover a broad spectrum of the blues universe so we have pre-war acoustic blues/gospel from the wonderful Joe Filisko, Max and Veronica, but also the more rocking sounds of Krissy Matthews, Timo Gross and the inimitable Nico Duportal. I was also lucky enough to be able to get Fred Kaplan, Nathan James and Aki Kumar from the US on board. So there was no master plan from the outset, it developed as it moved on. But I would have enough ideas and amazing musicians to produce multiple CDs!

 
4) Before talking about the Lockdown Sessions album, we found it interesting, watching the presentation videos, that the project "speaks" from the houses of the musicians. Despite this strange condition of forced distancing, don`t you think this is already an interesting fact? Do you have a thought about it?

I decided early on to embrace the fact that the musicians were in lockdown, at home. There was not point in being too perfectionist about it and pretend that musicians are not affected by what is going on. They are! So I decided to go with it. In fact, I had many exchanges with musicians who couldn’t record because their neighbour was suddenly drilling or the kids needed looking after. We can even hear some things on the recordings. For example, at the beginning of Get Me Outta Here, we can clearly hear how Andreas’ chair creaks as the he plays the guitar line! Wonderful and unique!

 
5) The fact that every musician will create in his own home, with what he has at his disposal to be able to record, also seems to be an invitation to reflect on the fact that music is not only something that is listened to, consumed but is also something that concretely yes "do"? The musician is a creative but is he also a worker who shapes "his" music?

We live in a time of ever-faster moving consumption. Music is consumed at a frightening rate due to streaming. People just assume it is there, free and available. No reason to think about the people who produce it or what might be the driving force behind the music. This record reduced this to a bare minimum in some cases. When you have to record using a mobile phone, as was the case on several tracks, we seem to capture something different to what we normally listen to. There is an honesty to it. And the musicians embraced this and were more than willing to accept the new reality. It was a breath of fresh air for me and others.
 

6) You have coordinated the contribution of musicians who belong to different European and American music scenes. Music like COVID-19 has no boundaries?

Absolutely true! This became abundantly clear on numerous occasions. When I had, for example, Joe Filisko from the US, team up with Max and Veronica from Milan, or Tommy Schneller (saxophonist from Germany) team up with Tomi Leino from Finland, they had never met or in some cases never even heard of each other! What a wonderful thing to be able to do – music brings people together. And, I hope people will buy and appreciate what these amazing musicians achieved.
 

7) COVID-19 is creating huge problems for the production and use of live music. However, the musicians of this project, however professional, already "before" the pandemic, enjoyed a relative recognition of their commitment. Can you tell us what were the average working conditions of the Blues scene "before" the coronavirus?

I guess there are differences but similarities between the countries. Blues is a niche music and those performing it will never be “stars”, even those that are more well-known than others. Every one of these musicians has to fight to make ends meet and is happy when it is not always an uphill struggle. The current crisis has hit ALL of those involved in these recordings. If you can’t perform live, you can’t make a living. Spotify and co. have put a nail in the coffin of that source of revenue. It may be great for huge pop stars and the consumer, but it is not good for smaller, performing musicians. It is not easy, but everyone here, as illustrated by these recordings, does it not for stacks of money they have squirreled away under the mattress but for they love of their genre!   

 
8) And NOW what is happening to an already fragile and precarious organizational fabric?

9) You have probably read David Crosby`s statements about the fact that the pandemic will put him on the brink. We were a little strange. Instead, we wondered what all good blues musicians who don`t have the fame of David Crosby should say. What do you think about it?

Musicians, but not only musicians of course, are all trying to figure a way out of this crisis. But how? Live music is likely to be one of the last things to reappear after the lockdown. Initial financial aid from the state, if available at all, helps but that is not a long-term solution. No matter whether you are a “star”, well-known or less known, all musicians face the same uphill battle. How can we do what we want and make a living out of it? No answers yet, I’m afraid….

 10) Coming to the Lockdown Sessions the project will materialize on a CD. What made you think about a CD given the difficulty of the record market even before the pandemic?

This was where Detlev Hoegen of CrossCut Records got involved. He approached me about making a CD, which then became a double CD. Together with Detlev’s experience and financial support, if we can cover production costs, which we are aiming to do with our GoFundMe campaign, then all proceeds will go to the musicians. Again, if we can raise some money, great! Producing some cross-continental music that may inspire is at least as important.
 

11) By the way What will it contain? When it comes out? In what form? With which label?

It will be a double CD, appearing mid May on CrossCut records, distributed by Bear Family both physically and digitally. It can be bought from CrossCut online or we can be contacted via the website www.lockdown-sessions.de

 
12) Paradoxically, the Lockdown Session project in the face of such a dramatic situation seems to us a rational, intelligent, extremely supportive and innovative response. You have organized a crowdfunding, found a label, coordinated musical contributions from multiple countries, inspired home recordings to the best of their ability. Is it interesting that it comes from niche music like blues? Do you think it can be a winning model to resist in this condition also for others?

I am not sure. The blues scene is small and many musicians know each other, or at least know someone who knows someone…… It is at its heart a family and although we play in certain formations, due to the nature of the music, we could often equally well play with others, also in other countries. It is just life and fate that moves us in a certain direction. So, I believe most blues musicians realize this and tend to stick together, as demonstrated here.
 

13) The Blues, the Jazz in their history have always tried to make up for the inconvenience of difficult living conditions, I think of rent-parties, home meetings to be able to pay the rent of the house, so, although in a different form, it seems to us that Lockdown Sessions have the same spirit. I ask you: do you think that a choral model of a collective production, as well as a production method can mitigate the loss, the isolation of actors who in normal conditions do not live separately? Is it exceptional or will it become the "new normal"?

This type of improvisational music really requires a dialogue. I am amazed how well the musicians coped with the fact that they weren’t in the same room at the same time – the music that has made its way on to the CDs is amazing and I would be surprised if anyone criticizes the lack of dialogue here. However, we want and need to be together to communicate. This has been a fantastic project but we all long to meet up and play.

 
14) Can Lockdown Sessions be the antidote to individualism prevailing in the environment of the Blues as in other musical scenes?

It has certainly brought people together who had had no contact with each other before. If, in future, some of these musicians meet up in real life with others to perform, I would be a very happy man!

 
15) Lastly, you were making great progress with the Night Walkers and the pandemic has messed up ambitious projects, I think of the collaboration with Balta Bordoy. I ask you: will the Night Walkers keep walking in the night? We know you made a record before the pandemic. Do you want us to write about Mescalina?
 

Yes, indeed. We had some wonderful things lined up for 2020. But we are not alone and many have had their plans disrupted. Playing and recording with the amazing Balta Bordoy is always a thrill and, although the tour this spring was cancelled, we will meet again later in the year. Everyone is moving festivals and events to 2021 so there is light at the end of the tunnel. I recorded a CD “Roger C. Wade Meets Balta Bordoy” in 2019 and the Night Walkers recorded “Struttin’” in 2019, so any reviews and publicity would be greatly appreciated. Will be a rocky and frustrating road but as the saying goes ”It will be alright in the end. And if it not alright, it is not the end!”

 

Domande per Veronica Sbergia e Max De Bernardi



Italian version

Ciao Veronica, Ciao Max, grazie per avere accettato questa intervista di Mescalina sulle Lockdown Session il progetto lanciato dall’armonicista Roger Wade del quale siete parte a noi cara e significativa.

1) In primo luogo, sarà banale ma, come state?

Un saluto a tutto lo staff di Mescalina e grazie per lopportunità.  Stiamo bene, in salute e occupati a riorganizzare un pole nostre vite, dopo il grande cambiamento che ha portato questa pandemia.

2) Roger Wade presentando il progetto Lockdown Session dice: “Musicalmente, la mu- sica dal vivo è arrivata a un completo e totale arresto (...) Questo è un disastro, non solo per club, organizzatori, festival, pub ma ovviamente per i musicisti. Per molti di noi, la nostra unica fonte di reddito è scomparsa durante la notte”. Parole crude, es- senziali. Cosa sta provocando il lockdown a musicisti professionisti come Voi? Cosa fa un musicista che vede annullarsi giorno per giorno un’intera stagione programmata?

Come hai appena detto tutta la stagione estiva per noi è compromessa, il nostro tour in Inghilterra previsto a giugno 2020 è stato annullato e se, tutto andrà bene, se ne riparlerà l’anno prossimo. Einnegabile che questa assoluta mancanza di chiarezza e di comunicazione su quando il mondo dello spettacolo potrà ripartire è un problema. Nessuno si sbilancia a organizzare concerti o festival e la prospettive per noi, che dai concerti traiamo il nostro sostentamento, sono piuche mai grigie. Cerchiamo di reagire producendomusica, promuovendo i nostri livestream su Facebook, implementando le lezioni a distanza ma è chiaro che non basta.

3) La storia del blues non manca di farci sapere le modalità creative che molti bluesmen s’inventarono per fronteggiare situazioni economiche complicate, dal “secchio” ai rent-party, ma questa condizione reclusa è davvero inedita e complicata. Cosa state imparando, se mai c’è un insegnamento? Cosa si può fare di più di quello che già state facendo?  

Se c’è un insegnamento è che non si può prevedere nulla e bisogna sempre adattarsi allesigenza del momento. Chi sceglie di fare musica come professione sa già cosa vuol dire vivere senza certezze, quindi è psicologicamente prepa- rato ma serve una riforma vera per tutelare la categoria dei lavoratori dello spettacolo, perché si possa tornare presto a lavorare, in sicurezza e con la tranquillità di non essere trattati da ultimi del carro, come sta avvenendo ora.

4) Lockdown Session è un’espressione che ormai, oltre alla musica, sta attraversando in vario modo l’intero mondo dell’ Ci sono Lockdown Session di balletto, di poesia, di teatro, letteratura. In questo mare di “incontri rinchiusi” cosa aggiunge o in cosa si caratterizza questa lockdown session? Cosa vi ha attratto? Come siete venuti a conoscenza del progetto? Come si sono realizzate le registrazioni? 

Quando siamo stati contattati per prendere parte al progetto non erano ancora in voga tutte le iniziative che hai citato, quindi ci siamo resi subito disponibili a dare il nostro contributo perché ci è sembrata unidea fantastica. Unire musicisti molto distanti tra loro e non solo geograficamente, fare si che collaborassero gli uni ai pezzi degli altri è uno degli aspetti veramente positivi di questo lockdown. Fondamentalmente si è creata una rete di solidarietà tra musicisti e unincredibile scambio di idee e di creatività ognuno a casa propria. Siamo entrati in contatto con musicisti che altrimenti non avremmo conosciuto...e quindi abbiamo ampliato il nostro pubblico, senza uscire di casa! Liniziativa ci è stata segnalata dal nostro amico musicista tedesco Michael Van Merwick, che ha anche curato il progetto grafico del cd. Ci ha messo in contatto con Roger, abbiamo concordato le modalità di registrazione, che nel nostro caso sono state fatte con un cellulare (!!) e siamo partiti!

5) Abbiamo letto con attenzione l’intervista che ci ha rilasciato Roger Wade, siamo rimasti colpiti dalla sua consapevolezza, dalla rapidità con cui ha reagito, dalla rabbia, composta, di professionista della musica che non si arrende. Le sue parole ci hanno emozionato. Questo progetto pur nella necessità che lo muove ci pare qualcosa in più una sola urgenza “madre di abilità”. Forse l’espressione è un tantino esagerata ma sembra che la scena musicale del blues prova a scoprirsi come comunitàà in senso pieno. Avete un pensiero in proposito?

  Vedo che tutto il mondo musicale, dal blues al jazz al pop, ha capito lemergenza che stiamo vivendo e limportanza che la solida- rietà e la comunanza di intenti hanno. Siamo un potutti nella stessa barca, dal musi- cista che si autoproduce alla star del pop, questa situazione ci ha colpiti tutti e su tutti i livelli, questo ha forse scatenato una risposta forte e in alcuni casi, come questo, anche virtuosa.

6) Le registrazioni confluiranno in un CD della CrossCut ma sopratutto verrà distribuito dalla Bear Family, prestigiosa etichetta indipendente tedesca che proprio quest’anno compie quarantacinque anni di attività. Da qui sono passate importanti , prestigiose, riedizioni di country e di blues che conobbero le amarezze della Great Depression, come la Carter Family o Louis Jordan, ma anche autori che conobbero le gioie di una rinascita postwar. Una produzione di prestigio. Sarà auspicio di un nuovo mattino?

Ce lo auguriamo con tutto il cuore, cari amici di Mescalina! :)

Grazie Veronica, grazie Max,  stay safe!

 

LOCK DOWN SESSION

Question for VERONICA SBERGIA & MAX DE BERNARDI

English translation

 
Hi Veronica, Hi Max, thank you for accepting this Mescalina interview on the Lockdown Sessions the project launched by the harmonicist Roger Wade of which you are a dear and significant part of us.

1) In the first place, it will be trivial but, how are you?

Greetings to all Mescalina staff and thanks for the opportunity. We are fine, healthy and busy reorganizing our lives a bit, after the great change that has brought about this pandemic.

2) Roger Wade presenting the Lockdown Session project says: “Musically, live music has come to a complete and total arrest (...) This is a disaster, not only for clubs, organizers, festivals, pubs but obviously for musicians. For many of us, our only source of income has disappeared overnight" Raw, essential words. What is causing the lockdown to professional musicians like you? What does a musician who sees an entire scheduled season cancel day by day?

As you have just said, the whole summer season is compromised for us, our tour in England scheduled for June 2020 has been canceled and if all goes well, we will talk about it next year. It is undeniable that this absolute lack of clarity and communication on when the world of entertainment can restart is a problem. Nobody is unbalanced in organizing concerts or festivals and the prospects for us, who derive our livelihood from the concerts, are more gray than ever. We try to react by "producing" music, promoting our livestreams on Facebook, implementing remote lessons but it is clear that this is not enough.

3) The history of the blues does not fail to let us know the creative ways that many bluesmen invented to deal with complicated economic situations, from the "bucket" to the rent-parties, but this reclusive condition is truly unprecedented and complicated. What are you learning, if there is ever a teaching? What more can you do than what you are already doing?

If there is a teaching, it is that nothing can be foreseen and one must always adapt to the need of the moment. Those who choose to make music as a profession already know what it means to live "without certainties", therefore they are psychologically prepared but a real reform is needed to protect the category of show business workers, so that they can return to work soon, safely and with the tranquility of not being treated by the "last of the wagon", as is happening now.

4) Lockdown Session is an expression that now, in addition to music, is going through the whole world of art in various ways. There are Ballet, Poetry, Theater and Literature Lockdown Sessions. In this sea of ​​"closed encounters" what does this lockdown session add or what is characterized? What attracted you? How did you come to know about the project? How were the recordings made?

When we were contacted to take part in the project, all the initiatives you mentioned were not yet in vogue, so we immediately made ourselves available to give our contribution because it seemed like a fantastic idea. Joining musicians very distant from each other and not only geographically, making them collaborate with each other`s pieces is one of the truly positive aspects of this lockdown. Basically, a network of solidarity has been created between musicians and an incredible exchange of ideas and creativity, each one "at home". We got in touch with musicians that otherwise we would not have known ... and therefore we expanded our audience, without leaving home! The initiative was brought to our attention by our German musician friend Michael Van Merwick, who also oversaw the graphic design of the CD. He put us in touch with Roger, we agreed on the registration procedures, which in our case were made with a mobile phone (!!) and off we went!

5) We carefully read the interview that Roger Wade gave us, we were struck by his awareness, by the speed with which he reacted, by the composed anger of a music professional who does not give up. His words have moved us. This project, despite the necessity that moves it, seems to us something more than just one urgency "mother of skill". Maybe the expression is a little exaggerated but it seems that the blues music scene tries to discover itself as a community in a full sense. Do you have a thought about it?

I see that the whole world of music, from blues to jazz to pop, has understood the emergency we are experiencing and the importance that solidarity and common purpose have. We are all in the same boat, from the musician who is self-producing to the pop star, this situation has affected us all and on all levels, this has perhaps triggered a strong response and in some cases, like this one, also virtuous .

6) The recordings will flow into a CrossCut CD but above all it will be distributed by Bear Family, a prestigious independent German label which celebrates forty-five years of activity this year. This is where important, prestigious, country and blues re-editions that knew the bitterness of the Great Depression, such as the Carter Family or Louis Jordan, passed, but also authors who knew the joys of a postwar rebirth. A prestigious production. Will it be the hope of a new morning?

We wish it with all our heart, dear friends of Mescalina! :)

Thanks Veronica, thanks Max