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interviste

Mei Sangiorgi: il folk, lo streaming e le difficolta' che la musica affronta oggi

16/09/2017 di Ambrosia J. S. Imbornone

#Mei#Italiana#Alternative

Anche quest’anno il M.E.I., in programma a Faenza dal 28 settembre al primo ottobre, prevede incontri, seminari, concerti e mostre con ospiti come Ermal Meta, Brunori Sas, Diodato, Canova, Espana Circo Este, Rulli Frulli con Tommaso Cerasuolo dei Perturbazione e tanti altri ancora, con più palchi, momenti di riflessione su temi di attualità e la Notte bianca del M.E.I. In attesa che la manifestazione ricominci, abbiamo rivolto a Giordano Sangiorgi alcune domande su eventi ed artisti, problematiche che il mondo della musica si trova a fronteggiare oggi e nuove prospettive.
Il M.E.I. riaprirà i battenti a Faenza il prossimo 28 settembre: si riparte con un’anteprima che prevede l’incontro degli studenti faentini alle 11 con Ermal Meta, sostenuto dal M.E.I. fin dagli esordi (I.P.C. Strocchi in Via Medaglie d’Oro, c/o l’Aula Magna). L’artista riceverà il Premio Radio Rai Live come miglior artista live dell’anno e il Premio Video Indie Music Like per il Miglior Videoclip indipendente più diffuso durante l’ultima stagione.
Il 29 settembre l’apertura ufficiale della manifestazione prevede invece il workshop sulle Cante Romagnole con Ambrogio Sparagna e le Corali Romagnole in Piazza del Popolo alle 18 e poi alla sera a Casa Spadon, mentre alle 21 in Piazzale Pancrazi con lo Street Food di Cucine a Motore è in programma anche quest’anno un Omaggio a Lucio Battisti coi Lato B, Riki Anelli, Renato Marengo e tanti altri ospiti. Lo stesso giorno ci sarà anche la presentazione del nuovo Romagna mia in spagnolo da parte dei Kachupa, insieme alla presentazione del videoclip classico di Romagna mia realizzato da Casadei Sonora.
Si entra nel vivo della kermesse sabato 30 settembre, con i seminari Adastra per giovani musicisti conoscere il mercato musicale per capirlo ed affrontarlo nel migliore dei modi e il Campus Mei.
Alla Galleria della Molinella sono previsti invece incontri e conferenze nazionali e internazionali, come quella con WIN, l’associazione mondiale dei discografici indipendenti, a cura di AudioCoop e Jamendo tra i più importanti portali di diffusione musicale d’Europa, per un rapporto di collaborazione con il Mei.
Musica & Dischi terrà un incontro sul tema delle classifiche con Mario De Luigi e il cantautore Zibba e i responsabili delle classifiche radiofoniche. Andrà in scena poi il PIVI, premio dedicato alle produzioni video coordinato da Fabrizio Galassi, che si occuperà anche di un video-workshop con Lorenzo Vignolo aperto a tutti, per realizzare in due giorni al MEI il nuovo clip di Cortex e che insieme a Giuseppe Piccoli (Sei tutto l’indie di cui ho bisogno) condurrà un dibattito sui temi dell’hype e dei nuovi influencer, con ospiti legati alle più rilevanti realtà social dell’ultimo anno.
La sera ci saranno vari eventi importanti, dalla prima edizione del Premio dei Premi al Teatro Masini con la sfida tra i dieci giovani vincitori di grandi festival dedicati a grandi cantautori scomparsi con l’ospite Brunori Sas, artista indipendente dell’anno, e tra gli altri Braschi, Leo Folgori e Secco, fino alla festa per i 40 anni degli Skiantos e l’avvio dell’iter per la Legge Regionale sulla Musica in Piazza del Popolo con i Modena City Ramblers, gli Espana Circo Este, Omar Pedrini, Il Muro del Canto, la Banda Rulli Frulli con Tommaso Cerasuolo dei Perturbazione e tanti altri ospiti. Ma ci saranno ancora ospiti su altri palchi: i Canova insieme alle band della Rete dei Festival in Piazza delle Erbe al Corona Bar, al PalaLaderchi spazio al metal con i Waiting for Titor e tanti altri, mentre al Circolo Prometeo arriva il pregevole progetto discografico di Mi Sento Indie con Daniele Isola e tanti altri artisti; a Piazzale Pancrazi arriva l’It-Folk con Enrico Capuano e altri ospiti, mentre dal canto suo Zibba sarà il testimonial del live de L’Altoparlante che festeggia i suoi 15 anni con un concerto al Frankie di fronte al Mic di Faenza con tante band emergenti. Nella Notte bianca del MEI la musica continuerà fino a notte fonda anche al Rione Rosso, allo Spider, al Mordillo, al Mens Sana e in tantissimi altri spazi della città per ascoltare tutte le declinazioni della nuova musica emergente.
Al Teatro Masini ci sarà inoltre il reading letterario di Gio Evan, che nel pomeriggio presenterà anche il suo nuovo libro.


Domenica 1° ottobre, dalle ore 15, in Piazza del Popolo a Faenza, grande concerto di chiusura del Mei 2017 per la Pace, l’Uguaglianza, i Diritti e la Solidarietà. Tra gli ospiti Diodato, l’Alexian Santino Spinelli Group e l’Orchestra Europea per la Pace, con artisti rom e sinti, diretta dal Maestro Antonio Cericola, gli artisti Coro del Niger e Coro dei Rifugiati del Territorio Romagnolo, il gruppo Jack Manzoni Guitar Band & Coro Rifugiati che portano sul palco la tematica dei migranti. Tra gli artisti emergenti ci saranno i vincitori dell’ultima edizione di Voci per la Libertà Carlo Valente, Elisa Erin Bonono e gli Amarcord.

 

Sul palco rock del Corona si terrà invece la sfida finale del Mei Superstage con la sfida di tre giovani artisti e band; non mancheranno poi altri premi come il Super Mei Circus assegnato ai Canova, il Premio Live Nazionale e Internazionale in ambito folk assegnato agli Espana Circo Estee il Premio AudioCoop ai 40 anni dell’etichetta discografica indipendente Materiali Sonori che presenterà un progetto dedicato a Majakovskji.

Da non perdere poi la seconda edizione del Forum del Giornalismo Musicale (Saloni del Consiglio Comunale, sabato 30 settembre e domenica primo ottobre), coordinato da Enrico Deregibus, con i relatori Federico Guglielmi (“Giornalismo musicale: professione, o solo hobby?”), Luca Dondoni (“La comunicazione nella musica”), Fabrizio Galassi (“Il giornalismo musicale nell’era digitale”) e Vincenzo Martorella (“Elementi di scrittura critica”). Tra gli incontri di domenica 1° ottobre da segnalare l’incontro della Rete dei Festival che avrà tra i suoi partecipanti il circuito Italian Quality Festival e gli organizzatori del Primo Maggio, premierà l’Indiegeno Festival e dedicherà ampio spazio agli emergenti con due palchi e quattro punti buskers dislocati nel centro della città in collaborazione con Spaghetti Unplugged.

In programma anche mostre e corsi, mentre la novità di quest’anno, in programma il 30 settembre, è

La prima edizione di #IndependentPoetry con oltre trenta poeti provenienti da tutta Italia (e non solo), che si esibiranno lungo le strade del centro storico e terminerà alle 19,30 con la lettura a sorpresa di alcune delle più importanti voci poetiche del panorama contemporaneo tra cui Gio Evan.

Il MEI viene realizzato con il sostegno della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Faenza, con il contributo dell’Unione di Rete e della Camera di Commercio e il patrocinio dell’Unione Romagna Faentina. All’interno del Mei sono presenti progetti sostenuti da Mibact e Siae con il progetto Sillumina e progetti sostenuti da Nuovo Imaie.

Il programma completo su www.meiweb.it

In attesa della nuova edizione del M.E.I., abbiamo rivolto alcune domande all’ideatore e organizzatore Giordano Sangiorgi, concentrandoci su alcuni eventi in particolare, ma anche su problematiche e difficoltà affrontate dagli artisti e dalle etichette indipendenti oggi.
Buona lettura!

Quale bilancio faresti del Primo festival del giornalismo musicale del 2016?
Tutti sono rimasti soddisfatti, peccato non riuscire a dare una continuità ancora più breve a questo tipo di confronti.

Il 30 settembre ci sarà un incontro con WIN, l’associazione mondiale dei discografici indipendenti, salita alla ribalta grazie a battaglie con colossi come Youtube e Spotify: secondo te le piattaforme streaming cosa hanno “dato” al mondo della musica e cosa hanno tolto? C’è il rischio che le nuove generazioni si disaffezionino alla musica se ne fruiscono solo in forma così “volatile” e liquida?
L’incontro con la WIN è fondamentale e invito tutti a esserci perché ci farà capire quali saranno le sfide, gli scenari e le battaglie degli indipendenti e degli emergenti nel futuro del mercato globale. Ha dato l’opportunità di entrare in rapporto diretto con i fan, ma allo stesso tempo ha ucciso l’economia della musica, visto che è ristretto nelle mani di poche multinazionali che pagano in modo irrisorio il consumo di musica on line. La musica ci sarà sempre: certamente è destinato a cambiare il modello di produzione, diffusione e fruizione.

Il primo ottobre It-Folk, coordinamento di rassegne di musica folk gestito da Giuseppe Marasco, premierà gli Espana Circo Este (Garrincha) quali vincitori del premio “Miglior tour dal vivo nazionale e internazionale”: cosa pensi di questa band? E come ti sembrano oggi le varie declinazioni musicali dal folk, da quello più tradizionale a quello più eclettico?

È un gran bel momento per il neo-folk italiano. Soprattutto c’è una forte riscoperta delle radici in chiave moderna. Lo vedo qui da noi in Romagna come organizzatore de La Notte del Liscio, vedo l’interesse crescente dei giovani verso la Notte della Taranta e la magia che sta nascendo per un progetto che vedrai insieme Nuova Compagnia di Canto Popolare con Extraliscio e un fenomeno trasversale incredibile come lo Sponz Fest. Tra l’altro magari si creasse un coordinamento nazionale di queste realtà folk con un forte supporto: sono quelle che hanno grande appeal all’estero, come segnala il fatto che oggi stanno lavorando a una versione spagnola di Romagna Mia i Kachupa con Tonino Carotone.

Sempre il primo ottobre ci sarà un panel sulla musica dal vivo in Italia: molti si lamentano che in Italia, ma a volte anche all’estero, i cartelloni dei festival presentino spesso sempre gli stessi nomi. Avverti questo problema? Nel caso, come se ne potrebbe uscire?

Sì, c’è questo problema. Dico meglio tanti con gli stessi artisti che nessuno almeno. Certo, c’è bisogno di più coraggio, ma oggi con la crisi economica si fatica e gli organizzatori di eventi live vanno compresi, perché rischiano molto sia in grossi eventi che nel più piccolo live di inediti nei piccoli circoli. Bisogna stringere un’alleanza tra artisti, promoter, festival e club per lavorare tutti bene sui live che rischiano anch’essi con la nuova generazione “liquida” di essere meno attraenti nelle forme tradizionali per un pubblico teen.

Cosa pensi di Brunori, che si è aggiudicato il premio “PIMI Speciale” e quello per il miglior videoclip? Possiamo affermare che il suo ultimo album rappresenti la definitiva consacrazione e l’affrancamento altrettanto definitivo dai cantautori spesso citati come suoi modelli?

Sicuramente che è l’anno di Brunori come artista indipendente a tutto tondo. Ha vinto anche il Premio Rivelazione dell’Anno per i dischi venduti che gli sarà assegnato sempre al Mei da Musica & Dischi.  È un artista cresciuto con calma e coerenza: in una società in affanno e piena di ansie merita un plauso anche solo per questo, per non avere cercato scorciatoie. Certo, si affranca e ora diventa lui un modello anche se gli echi dei suoi riferimenti resteranno.

Quali sono le difficoltà maggiori che oggi affronta un’etichetta indipendente?

La ricerca di risorse economiche. Paradossalmente oggi, ce lo dice il mercato stesso, un artista dopo che si è autoprodotto e si fa notare, riesce a schizzare il volo e a diventare ancora più noto se gli si affianca una indies di nuova generazione di grande esperienza capace di lavorare con lui a 360 gradi. Certo, con il crollo del mercato del cd e la perdita del 90% del fatturato deve fare i salti mortali per arrivare a pranzo e cena tutte le sere. Servono più soldi dal mondo dei diritti primari e connessi e un supporto e un riconoscimento dagli enti nazionali perché si riconosca che la musica contemporanea è parte integrante della cultura del nostro paese e si riconosca che chi fa il MEI, chi fa produzioni indipendenti, chi promuove questo tipo di musica è un operatore culturale come gli altri a tutti gli effetti.

Perché a tuo avviso alcune etichette si affermano maggiormente, riescono a portare i loro artisti su palchi importanti e in tv e altre etichette, invece, anche a parità di qualità, restano nella nicchia?

Credo che ogni storia sia un caso a sé. Certo: investimenti e relazioni contano anche qui, oltre, ovviamente, un gran bel progetto musicale.

C’è una caratteristica della scena musicale italiana odierna che ritieni particolarmente negativa e una che invece apprezzi molto?

L’esplosione senza fine della trap denota da un lato l’importanza che questa scena oggi ha sulle nuove generazioni, ma dall’altro che stiamo assistendo a un picco finale che certamente segna un punto di non ritorno. Oggi tutti fanno trap. Per fortuna come è successo con le posse negli Anni Novanta in Italia, resterà solo chi ha una marcia musicale e di messaggio in più rispetto a tutti gli altri. Dall’altro, se da un alto c’è un abbassamento del livello di complessità musicale, apprezzo la grande importanza che oggi si dà ai testi soprattutto da parte delle giovani generazioni che conoscono a memoria ogni brano dei loro idoli rap e trap. Poi si può discutere sul tipo di messaggi, ma certamente oggi il testo trova nuova importanza in quell’ambito, mentre in ambito pop rock è totalmente svilente quasi.

Il “segreto” della rinascita del M.E.I.? Quali sono i suoi punti di forza più importanti?

Siete voi.

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