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Intervista The Zen Circus -
The Zen Circus

The Zen Circus


13/04/2004 - di Christian Verzeletti
Il rock è morto? Il rock non serve più a un cazzo? Il rock è venduto? O si vende? Il rock è sporco? Il rock è una maschera? Il rock è un virus? Il rock è sfigato? È maledetto? È profano, sacrilego, indemoniato? O è solo schiavo del mercato? Chissenefrega, diciamolo, finchè c’è chi riesce a suonarlo. Magari come fanno gli Zen Circus, con tanto di predicatore a fianco.

  

    Interviste:

                   Zen Circus

Il rock è morto? Il rock non serve più a un cazzo? Il rock è venduto? O si vende? Il rock è sporco? Il rock è una maschera? Il rock è un virus? Il rock è sfigato? È maledetto? È profano, sacrilego, indemoniato? O è solo schiavo del mercato? Chissenefrega, diciamolo, finchè c'è chi riesce a suonarlo. Magari come fanno gli Zen Circus, con tanto di predicatore a fianco.


Mescalina: dove siete? In tour come un circo itinerante, un "rock'n'roll circus"?
Zen Circus: Gli acrobati del Circo Zen sono tornati or ora da una ventina e passa di date negli ultimi due mesi e mezzo e solo con qualche showcase nelle Feltrinelli romperranno la tranquillità di questo Aprile, per poi ripartire a Maggio e via per tutta l'estate. Abbiamo preti, ballerine, attrazioni internazionali: Venghino siòri...

Mescalina: Non lo dicevo a caso, perché nella vostra musica ci sono questi due aspetti: nei primi dischi emergeva l'aspetto più da strada, quello più itinerante appunto, anche punk … ora invece è il rock'n'roll a prevalere …
Zen Circus: Cambia poco, sempre di rock'n'roll si trattava, solo che non avevamo una sala prove e preferivamo non avere tante paranoie - due chitarre acustiche, un rullo e STOP. Il circo adesso è itinerante nella stessa maniera e il live-set che propone attinge tanto dal passato quanto dal presente e mooolto dal futuro.

Mescalina: Ho letto nelle note del cd, che l'idea del disco è nata sull'autostrada Roma-Napoli … non a caso per strada, no?
Zen Circus: Sì, non racconterò la storia del DoTTor Seduction perchè mi sono sinceramente scassato di farlo - compratevi il disco. Non a caso per strada? Suoniamo solo per quello - fra concerti più o meno nobili, fra palchi più o meno blasonati e fra strade più o meno trafficate, fra radio e quant'altro si rasentano le duecento apparizioni in due anni e mezzo ...

Mescalina: È lì che si è svolto l'incontro con uno strano edificio, proprio non lo vuoi raccontare?
Zen Circus: Ribadisco, ti prego, no. Potrei copiare ed incollare da qualche altra intervista e farei prima, ma davvero non mi sembra onesto. Su www.google.it ci scrivi "zen circus + doctor seduction" e trovi tutto. Perdono. E' solo la storia del palazzo di un venditore pseudo porno un pò truffaldino.

Mescalina: In un certo senso anche voi vi siete fatti sedurre da questo venditore …
Zen Circus: DoTTor Seduction è/era un truffatore - noi pure lo siamo. Vendiamo musica, quindi fumo: te ne innamori, ma nei veri momenti di merda non serve ad un cazzo. Ma l'effetto placebo ti calma …

Mescalina: In fondo il rock'n'roll è proprio questo: una forza che ti prende, che ti ammalia, anche quando non ha poi grandi significati …
Zen Circus: Boh ... dici? Più che "ammalia" direi TRAVOLGE. I significati però contano: non contano solo se chi suona ha il dono della comunicazioni visiva; senza stratificazioni sociali, senza barriere mentali. (Questa frase uno del Mucchio me l'ha tagliata...non so perché ...).

Mescalina: Guarda caso anche l'edificio di quel venditore è stato abbattuto, un'altra coincidenza che ben rappresenta il rock'n'roll nel suo essere decadente e anche nella sua ipotetica decadenza delle ultime generazioni …
Zen Circus: O anche solo pura sfiga. Vabbè smetto di essere reazionario … Il rock è morto, noi lo rappresentiamo nella sua vita terrena e ne celebriamo il funerale, non a caso abbiamo un predicatore al seguito: IL ROCK NON SERVE PIU' AD UN CAZZO. Ma ci aiuta a superare la paura della morte - Lo stare in compagnia di un siffatto defunto ti aiuta, sì.

Mescalina: Qua tra significati ancora vivi e cadaveri ancora da seppellire, rischiamo di fare confusione … ma forse è proprio lì in mezzo … dai, però in fondo, non vi crede nessuno quando cantate "Wish I was sober"!
Zen Circus: Ti sbagli: vorrei/vorremmo esserlo, in tutti i sensi: chi non è "sobrio" si fa travolgere da una marea di cose belle, ma anche da una marea di cazzate e di media ci perde....le prende.... Ne guadagna solo l'edonismo in senso stretto. Una cosa che volevo da tempo notificare: Salvatore Patti (che stimo, lo preciso, e di brutto) di Musicboom in una recensione su Doctor Seduction molto acuta e comprensibilissima nel suo giudicarlo un disco del cazzo dice a proposito di Sober che "...alla mia veneranda età mi annoia sentirmi dire di quanto sia figo essere sbronzi (yawn)..." Ecco, la tua domanda demarca di aver capito il senso della canzone ed il tuo non essere "sobrio" (Ma non sbronzo Salvatore, non sbronzo!!) - la sua affermazione demarca invece una smagliante "sobrietà" e forse una presuntuosa "intelligenza"...che è molto peggio di una umile "stupidità"....o forse, povero Salvatore, un nascosto e buio passato da alcolista.....se poi è davvero "passato".....certo, non voglio entrare nella sua sfera privata, ma forse esagera con tutti quei camparini e amari braulio; poi vede sbornie ovunque. Dai Salvatore, si fa per scherzare.

Mescalina: Non è uno scherzo invece che questo disco rappresenta una svolta per voi: sembra molto più lavorato in studio, anche se è stato registrato senza nulla di digitale …

Zen Circus: Un mese e mezzo in studio per dieci canzoni. E chi ci avrebbe mai pensato ... ma lo volevamo fare, volevamo scontrarci con quella situazione: esperimento riuscito, disco uscito: avanti.

Mescalina: Ci sono alcuni brani che tendono più al pop, anche elettroacustico …
Zen Circus: Pop è POPULAR e noi siamo del popolo; siamo tutti e dei poveracci, figli di operai/ex-comunisti/pseudoimborghesiti (unica categoria uscita ancora più povera dagli anni '80, al contrario della attuale classe dirigente di sinistra&destra, cresciuta a pane e salame) che cazzo dovevamo metterci a fare, gli intellettuali? Lascia fare a chi ha padri più o meno altolocati e case proprie ... noi siamo in affitto, così come lo è la vita ... popopopopop …










Mescalina: Popopopopop … Archi, trombe … quanto ci avete lavorato?
Zen Circus: Molto, si sente vero? Ma alla base c'è la canzone suonata tutti e tre insieme e quella regge anche senza sovraincisioni, fidati, lo vedi dal vivo.

Mescalina: Non è un caso che ci sono i Perturbazione in un pezzo: come vi siete incontrati?
Zen Circus: Ad un concerto in comune a Modena - loro suonavano e noi li prendevamo per il culo da lontano - poi, un anno dopo, con "In Circolo" in mano, ci siamo innamorati di loro. Loro nel frattempo di noi. Chi disprezza compra, o forse, i Perturbazione se li ascolti attentamente ti accorgi che cantano da dentro di te - non per te - con te. Grandi è dir poco.

Mescalina: Proprio con i Perturbazione ho avuto una discussione sul significato che è andato perduto del pop … adesso la butto sul serio: anche il vostro disco in fondo vi si avvicina, pur mantenendo una sfrontatezza e anche un'aggressività rock …
Zen Circus: Boh....non sapremmo suonare così pop come i Perturbazione, neanche volendo. Loro sono anche ottimi musicisti, noi siamo artigiani dell'arrangiarsi, dei contadini del rock. Non a caso in "Doctor Seduction" ho comprato un'assolo per 50 euro. In realtà a livello tecnico non sappiamo suonare un cazzo. Pensa che Sabato a Torino il fonico dei Perturbazione (ed anche nostro) mi ha insegnato a "fare i cavi" ... dopo 11 anni che suono … gli ho risposto "... dai, ecco perché mi si rompono sempre!!". Peccato, potevamo davvero sfondare … ma io continuo a staccare i cavi saltando, continuo di brutto …

Mescalina: C'è una frase di "Way South" che vi potrebbe rappresentare: "ecco il mare proprio dietro quella collina" … diciamo che ogni tanto affrontate le curve in maniera composta e altre volte invece le aggredite, ogni tanto sbandate …
Zen Circus: Si tira dritto, momenti belli e brutti compresi. Se c'è un gruppo in Italia che vi verrà a noia e che vi troverete fra le palle anche a 60 anni questo è il Circo Zen ... è in cantiere anche di presentarsi alle elezioni, ma tempo al tempo ... In questo senso ci ispiriamo ai No Means No; grande energia, grande poesia e vita.

Mescalina: In ogni caso, come vi sentite nel vostro viaggio su queste "strade italiane"?
Zen Circus: Bene e male, pieno di bella gente e di gente di mmerda.

Mescalina: So che avete anche girato un video, per "Sailing song" … ce lo descrivete?
Zen Circus: Si, uscirà per metà Aprile. E' una favola cazzona girata in teatro con scenografie fatte a mano da amici nostri di Pisa e altri amici della scuola di Cinecittà. Sceneggiato da Roan Jhonson (ora o mai più) e diretto da Luca Ciuti, anche lui della scuola di Cinecittà ... noi nei nostri video vogliamo apparire come dei buffoni e anche qui ci riusciamo in pieno.

Mescalina: Pensate di muovervi anche fuori dall'Italia?
Zen Circus: Non lo pensiamo, lo faremo: sarebbe inconcepibile per un gruppo che di Italiano ha solo il bassista ... Si partirà a fine anno dalla Svezia. Mentre il nuovo disco lo registreremo in un continuo viaggiare fra Portogallo, Spagna & Francia. Il bello è che conterrà le nostre prime tre o quattro canzoncine in italiano ... un grande passo che vogliamo fare proprio fuori dal confine ... ahah ... che coglioni che siamo ... tutto ciò ci fa ridere di brutto ...

Mescalina: Alla fine cantate: "Mi chiedo che cosa c'è di sbagliato nelle nostre canzoni / è solo pazzia o un po' di tristezza" … vi sentite che vi manca qualcosa?
Zen Circus: Ci manca la tranquillità di darsi sempre le risposte giuste o la tranquillità di viversi una vita da buon borghese senza farsi domande. E non ultimi i fotuttissimi soldi. Poi a me personalmente manca l'amore, o almeno il fatto di crederci ... non ci credo - zero - credo solo al delirio della coppia e del sesso che è tipicamente occidentale. (vedi Black Hole). Ma a quell'amore nascosto in fondo agli occhi di ognuna delle persone del mondo ci credo e come, ed è solo quello che mi manda avanti. Forse credo in dio, ma se ci fosse QUEL dio sarei il primo ad accoltellarlo. Dio è il mare ... cazzo, ci perdo il cervello ... passiamo oltre, vai ...

Mescalina: Comunque è una bella frase per chiudere questa intervista, augurarsi un po' di pazzia e un po' di tristezza!
Zen Circus: Direi di si, anche se della pazzia e della tristezza comincio ad essermi rotto il cazzo. Fuori anche un po di sana sobrietà e un po di meravigliosa felicità!! Baci e auguri a tutti di tutto, Appino.

Mescalina: Oh, guarda che nella pazzia c'è tanta felicità! Invece dei baci, scambiamoci una grossa risata, una di quelle che dicono che sono dei pazzi … una risata pazza!!! Chissenefrega se dopo rimaniamo lì come due cazzoni …

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