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interviste

FANALI FANALI puntati su passato, presente e futuro

04/11/2026 di Arianna Marsico

#FANALI#Italiana#Alternative

Nu veleno ch’è doce è il nuovo EP dei FANALI, un disco pieno di sorprese che mescola tradizione partenopea e avanguardia. Facciamoci raccontare proprio da loro come è nata ogni suggestione…


A.M: Non è la prima volta che giocate con il passato, l’anno scorso è stato il turno di Nun me scetà, omaggio a Sergio Bruni e Roberto Murolo. Da cosa nasce questo bisogno?

FANALI: FANALI è un po’ il nostro spazio ricreativo, nel quale ci divertiamo a “giocare serissimamente con la musica”, ogni volta con un campo d’ indagine diverso e sfidante. Qualche anno fa siamo inciampati in un concerto che ci è stato commissionato, in occasione del ventennale dalla scomparsa di questi due colossi della canzone Partenopea. È stato stimolante, era la prima volta che provavamo ad accostare la lingua Napoletana al nostro suono, e il risultato ci ha sorpresi, così come la risposta del pubblico, che è stata al di sopra di ogni più ottimistica aspettativa. Ci siamo quindi decisi a fermare su disco il risultato di quest’esperimento riuscito.

A.M: Con che criterio questa volta avete scelto i classici da rivisitare in chiave decisamente contemporanea, tra trip – hop, post – rock ed elettronica? Una rilettura che oltretutto lascia intatta sensualità e languore…

FANALI: Questo “secondo capitolo” dell’indagine sulla canzone classica napoletana si è un po’ “costruito da solo” pian piano. Prima Manuel che ci chiede di poter cantare un pezzo napoletano reimmaginato, poi l’idea di un “doppio singolo” – come si faceva ai tempi – con ‘Na sera ‘e maggio. Infine, una certa richiesta per poter ascoltare i brani che nello scorso disco erano in featuring (Amaro è o’ bene con Altea, Carmela con Dario Sansone e ‘na Bruna con Roberto Colella) nella versione in cui vengono suonati ai concerti, con Caterina alla voce. Solo alla fine ci siamo resi conto che esisteva un fil Rouge che legava tutti e sei i brani, ovvero quel sentimento che rende l’amore non solo una fonte di benessere, ma a volte anche di dolore e di insoddisfazione. Appunto, “‘nu veleno ch’è doce”, un veleno dolce.



A.M: A proposito, il coinvolgimento di Manuel Agnelli in Passione dà quasi l’impressione che non abbia fatto altro che cantare in napoletano in vita sua. Come siete riusciti ad accostare un’esperienza come la sua, così distante, almeno in apparenza, alla canzone napoletana?

FANALI: In realtà è andato tutto in modo sorprendentemente naturale: la volontà di Manuel di cimentarsi, la sua disponibilità ed umiltà nel voler venire a Napoli a registrare per cercare il suono giusto, la cura maniacale con la quale ci ha chiesto di guidarlo verso una pronuncia credibile. Io ho sempre accostato nella mia testa Passione a Pelle degli Afterhours. Siamo molto orgogliosi del risultato.



A.M: Dei concerti di presentazione, due sono in teatri e uno sarà da Germi, c’è un nesso tra i posti scelti e la particolarità del progetto?

FANALI: L’esperienza di FANALI dal vivo non può prescindere dai visuals realizzati da Sabrina Cirillo (che noi amiamo chiamare “gli occhi di FANALI”) quindi cerchiamo sempre di organizzare i nostri concerti in degli spazi che possano accoglierne tutti gli aspetti e permettere al pubblico di goderne con la giusta attenzione e tranquillità.

In questo caso ci accompagnerà dal vivo l’installazione PLAY, che documenta le interazioni libere delle performer Francesca Iavarone e Simona Fredella (quest’ultima protagonista anche del video di Passione assieme a Manuel Agnelli) con degli oggetti proposti loro da Sabrina.

A.M: Dopo queste prime tre date è in programma un tour più lungo? E in caso come lo avete pensato?

FANALI: In realtà - proprio per il tema del “luogo giusto per questo concerto” non sappiamo se e quanto continueremo a portarlo dal vivo. Siamo molto concentrati sul qui ed ora.

A.M: Dove saranno puntati in futuro i FANALI? Cosa andranno a illuminare?

FANALI: torneremo a lavorare a musica inedita, abbiamo tanto materiale già pronto e altre idee in fase di sviluppo.

A.M: Grazie mille dell’intervista e un grosso in bocca al lupo!

FANALI: Grazie a voi, e viva!


Foto utilizzate nell’articolo di Sabrina Cirillo


CONCERTI DI PRESENTAZIONE

12 novembre– NAPOLI –Teatro Nuovo

17 novembre –ROMA– Teatro Basilica

25 novembre –MILANO– Germi


TRACKLIST NU VELENO CH’È DOCE

1. Passione (con Manuel Agnelli)

2. Amaro è ‘o bene

3. ‘Na sera ‘e maggio

4. Carmela

5. Na bruna

6. Fenesta ca lucive

CREDITI MINI ALBUM

FANALI – formazione:

Caterina Bianco: voce sulle tracce 2 - 6, Cori sulla traccia 1, Synth, Rhodes

Michele De Finis: basso, Chitarre, Rumori, Programming

Jonathan Maurano: batteria e Percussioni sulle tracce 2, 4, 5

Le tracce 2, 4 e 5 sono state registrate presso Auditorium Novecento da Antonio Dafe

Le tracce 1, 3 e 6 sono state registrate presso Multiversi Lab da Antonio Dafe, tranne la voce sulla traccia 1, registrata presso il TP Studio.

Prodotto da Collettivo MoreFlutter

Mix & Mastering: Antonio Dafe @ Multiversi Lab     

Etichetta: Butterfly Music / Futurecords

Distribuzione fisica: Audioglobe

Distribuzione digitale: Believe

Foto: Sabrina Cirillo

Artwork: Salvatore Caruso

Ufficio stampa e promozione: BIG TIME www.bigtimeweb.it

Claudia Felici - Fabio Tiriemmi

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