Roberto Vecchioni

Roberto Vecchioni Tra il silenzio e il tuono


Einaudi, 2024, 184 pagine, 18 euro Biografie | Musica

07/07/2024 di Arianna Marsico

Il silenzio, quella saggezza che passa anche per il dolore ("Ogni tragedia parla di sofferenza ma per quelle, più o meno trenta, che si sono rimaste, vale la regola del grande poeta Eschilo: "πάθει μάθος" cioè "si impara soffrendo"). Il tuono. In quell'esuberanza dell' eterno sguardo di ragazzo per la meraviglia nell'approcciarsi al mondo e alle persone. 

Tra il silenzio e il tuono è il titolo dell'ultimo libro di Roberto Vecchioni e racchiude alla perfezione l'uomo e l'artista senza essere una classica autobiografia. È un romanzo epistolare senza risposte, solo confessioni e domande. Ci sono le "lettere del ragazzo che cresce" datate e indirizzate a un nonno presente, ma che, appunto, non risponde mai. E le lettere del nonno ai personaggi più disparati, incluso Monsignor Ravasi. È un riavvolgere il nastro tra vittorie (qui si parla di Sanremo 2011, anche se a fianco ad Alfa, nell'edizione 2024, Vecchioni si è mostrato davvero un Maestro) e momenti estremamente delicati, ricordi dolcissimi (come il primo incontro con la futura moglie Daria Colombo) e altri tragici. Ma è anche un volerlo mandare avanti, perché la fine un po' di inquietudine la crea ("Vide tra la folla quella nera signora/Vide che cercava lui e si spaventò").

Roberto Vecchioni non si fa sconti né cerca scuse. Ci sono momenti epici come il Tenco o la nascita di Samarcanda e altri in cui affronta il passato di alcolismo o la fragilità del figlio Arrigo, venuto a mancare nel 2023. Le luci a San Siro illuminano una strada a volte pianeggiante, altre scoscesa, ma sempre autentica e sincera. In cui il sogno alla fine ha fatto sempre da guida.




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