Wes Anderson

Drammatico

Wes Anderson Moonrise kingdom


2012 » RECENSIONE | Drammatico
Con Bruce Willis, Edward Norton, Bill Murray, Frances McDormand, Tilda Swinton, Jared Gilman, Kara Hayward, Jason Schwartzman, Bob Balaban, L.J. Foley, Andreas Sheikh, Harvey Keitel

09/12/2012 di Arianna Marsico
Wes Anderson torna a mostrarci altre famiglie disfunzionali, dopo I Tenenbaum  (2001)  e  Il treno per il Darjeeling (2007). E lo fa sempre con la sua lente straniante e commovente, che permette di cogliere un’umanità troppo umana in ogni sua sfumatura. La trama può essere quasi ridotta all’osso, è solo uno spunto per capire che solo il vivere sentimenti autentici rende felici, ed offre un’opportunità anche a chi sarebbe solo “un poliziotto triste e stupido” ( il comandante Sharp, interpretato da un Bruce Willis piacevolmente lontano da certi ruoli muscolari).

La tranquilla vita di un’isola del New England viene sconvolta dalla fuga d’amore di due dodicenni, Suzy (Kara Hayward), incompresa dalla famiglia, e Sam (Jared Gilman), orfano scappato dal campo scout guidato dal capo scout Ward (Edward Norton).

Gli adulti sembrano intrappolati nei ruoli che si sono malamente cuciti addosso,il personaggio di Tilda Swinton addirittura non ha un nome proprio ma è chiamata Servizi sociali , un nome dal ruolo precostituito,  ecco perché l’atto di coraggio dei due ragazzini li sorprende e li disorienta.

La colonna sonora, con brani anche di Benjamin Britten, sottolinea alla perfezione ogni momento ( incluso il quasi diluvio universale che si abbatterà sull’isola) e ogni tic dei personaggi. Memorabile è la scelta di oggetti che, portati fuori dal loro usuale contesto di impiego, rendono ancora più umoristico il quadro hopperiano: il binocolo, usato da Suzy anche a breve distanza, il megafono con cui sua madre Laura (Frances McDormand) chiama a raccolta i figli da un piano all’altro di casa. Le cose assumono così il ruolo di un vessillo per proteggersi dalle proprie paure e per proteggerle, alzando un velo di incomunicabilità.

Eppure ognuno vorrebbe disperatamente strapparlo quel  velo, prenderlo a colpi d’ascia come fa Bill Murray (nei panni di Walt Bishop, padre di Suzy) con i tronchi d’albero per sfogare la propria ansia.

E chissà che come il Piccolo Principe con la volpe, Sam e Suzy alla fine non riescano ad addomesticare i grandi insegnando loro  ad avvicinarsi senza paura e ad esser veri…

Grazie Wes Anderson per questo acquarello intriso di sogni che fa uscire dalla sala con un sorriso stampato sul volto ed il cuore colmo di gioia e speranza.


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