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Tim Burton

CHARLIE E LA FABBRICA DI CIOCCOLATO

Tim Burton


2005 » RECENSIONE | Commedia
Con Freddie Highmore, Johnny Depp, Helena Bonham Carter

di Claudio Mariani
Willy Wonka, è lui il vero protagonista del film, ancora una volta un personaggio che pare un alter-ego del regista Tim Burton. E, nuovamente, ad interpretare gli eroi (anti-eroi) burtoniani è Johnny Depp, continuando un sodalizio che dura da più di un decennio (Edward mani di forbice, Ed Wood, Sleepy Hollow). Se negli altri film del regista americano l’identificazione sogno-favola-realtà era l’asse principale delle storie, in questo caso il terreno battuto è solamente quello della favola, nella fattispecie quella di Roald Dahl e la sua Fabbrica, già portata sugli schermi nel 1971 da Mel Stuart con la partecipazione di Gene Wilder. E’ un film giocato sugli effetti visivi, sui colori, sulle scenografie e sulla pomposità delle immagini, tutte al servizio di Willy Wonka, della sua fabbrica di cioccolato e dei cinque bambini che vincono il fantastico premio di poterla visitare, assoluto privilegio riservato solo a loro. La prima mezzora del film, quella che precede l’entrata nella fabbrica, è la parte migliore, di un fascino quasi mai raggiunto nelle altre opere del regista californiano, poi il film prende la piega della vera e propria favola, rimanendo più adatto agli adolescenti. Stavolta Burton ha fatto le cose in grande, spendendo l’inspendibile per concretizzare il suo “nuovo sogno”, introducendo anche dei veri e propri pezzi musical e controllando tutto, ogni singola inquadratura, in un lavoro dove ogni fotogramma sembra appositamente studiato nei minimi particolari. Le vere chicche rimangono, oltre alle ricostruzioni, le interpretazioni di Depp, dei cinque bambini e di tutti i comprimari. L’edificio della fabbrica di cioccolato prende le sembianze dei futuristici progetti di Sant’Elia, il che fa slittare la prima parte del film, erroneamente definito gotico, in territori futuristi (almeno dal punto di vista estetico). Il film è un grande successo, piace e si farà piacere, per quanto ci riguarda desidereremmo invece un ritorno di Burton ad un cinema meno dispendioso, fatto per platee un po’ meno numerose, dove, finalmente, possa dare sfogo ancora al suo humor nero che, in questa pregevole pellicola, non si vede per niente...

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