Richard Curtis

LOVE ACTUALLY

Richard Curtis


2003 » RECENSIONE |
Con Hugh Grant, Colin Firth, Emma Thompson

di Federico Linossi
Passeggiando tra le bancarelle del mercato cinematografico capita, a volte, di venir catturati da luccichii ed ammiccamenti e di accaparrarsi dei “prodotti” che poi lentamente perdono la loro luminosità dimostrandosi fatui ed evanescenti. Si presta benissimo a questa metafora “Love actually”, un film fatalmente destinato a deludere molti “acquirenti” vista l’incapacità di mantenere le premesse di un trailer molto intrigante e persuasivo (al termine della visione della pellicola gli aggettivi si possono tranquillamente modificare in suadente e ruffiano).

“Love actually”, che vede Richard Curtis (già autore di “Quattro matrimoni ed un funerale”, “Notthing Hill” e “Il diario di Bridges Jones”) districarsi per la prima volta nel ruolo di regista, è ambientato nella suggestiva cornice di un’addobbata Londra pre-natalizia, e si dipana lungo dieci storie d’amore che si sfiorano per 129 minuti convogliando, la notte della vigilia di Natale, in un tripudio di sentimenti.

Guardando l’opera messa in scena da Curtis sembra di trovarsi di fronte a delle luci intermittenti, dei fulgidi riverberi (di umorismo) che solo parzialmente rischiarano momenti di noiosa lentezza… onestamente con cotanto cast (Hugh Grant, Colin Firth, Laura Linney, Emma Thompson) e con le ottime idee a disposizione si sarebbe decisamente potuto fare di più.

I momenti più brillanti vanno certamente rintracciati nelle apparizioni del personaggio interpretato da Billy Nighy: un vecchio rocker che con un repertorio infarcito di sano cinismo (“La migliore scopata? Quella con Britney Spears!” “No, scherzo, lei non mi è mai piaciuta”: sciorina in diretta radiofonica) alleggerisce l’aurea edulcorata e melensa che zampilla in alcuni momenti del film; e nella storia che vede protagonista Colin Firth che per conquistare una misteriosa governante portoghese riesce ad abbattere le barriere linguistiche e “spaziali” che lo separano da lei.

Come dicevo in apertura, questo “Love actually” è destinato a frustrare le aspettative, però si sa: a Natale le cose futili e luccicanti hanno un fascino del tutto particolare…

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