Richard Curtis

commedia

Richard Curtis I LOVE RADIO ROCK


2009 » RECENSIONE | commedia
Con Philip Seymour Hoffman, Emma Thompson, Kenneth Branagh, Gemma Arterton, Bill Nighy, January Jones, Jack Davenport, Talulah Riley, Nick Frost, Rhys Ifans

di Paolo Massa
Un film per tutte le stagioni. Stiamo parlando del frizzante “I Love Radio Rock”, diretto da Richard Curtis, che sebbene ci parli di una vicenda risalente a più di quaranta anni fa non manca di parlarci anche un po’ di noi, delle nuove generazioni successive a quella mitica degli anni Sessanta, quando la musica rock andava a braccetto con l’amore, il sesso, l’amicizia, insomma con la vita. La storia ci narra della radio pirata che nel 1966, al largo delle coste inglesi, trasmetteva 24 ore su 24 pura musica rock, scagliandosi contro il perbenismo della programmazione musicale allora monopolizzata dalla troppo conservatrice Bbc. Una botta di adrenalina scosse l’etere britannico, e la vita di numerosi giovani pronti ogni giorno a sintonizzarsi con i loro dj preferiti. Tanti sono i personaggi del film, ma uno in particolare, il giovane Carl – espulso da scuola e catapultato dalla madre sulla nave pirata dove finalmente conoscerà il vero padre – avrà il compito di far immedesimare lo spettatore con la redazione-ciurma a dir poco bizzarra della radio. Carl, infatti, dovrà ben presto amalgamarsi con tutti, e il suo carattere aperto, ancora giovane e soprattutto inesperto, gli farà vivere un’esperienza indimenticabile, godendosi a pieno – come dice il personaggio del “Conte” (interpretato da un istrionico Philip Seymour Hoffman) – “i migliori anni della” sua “vita”. La pellicola, con una colonna sonora da urlo, a tratti nostalgica a tratti elettrizzante, mantiene un discreto ritmo fino alla fine, proprio perché sostenuta dall’indispensabile tappeto sonoro dell’epoca. Peccato che la sceneggiatura risulti un tantino prevedibile, rendendo “I Love Radio Rock” nient’altro che un comune film musicale, sulle orme di “Quasi famosi” di Cameron Crowe, senza la capacità però di caratterizzare in maniera originale i singoli personaggi della storia. Siamo alle solite: abbiamo il playboy incallito, l’immancabile sfigato ancora vergine, il saggio capitano di bordo un po’ imbolsito ma con ancora tanta forza da vendere, l’unica donna sulla nave naturalmente lesbica (e come poteva essere altrimenti, in mezzo a tutti quegli uomini in calore). Per finire con il cattivo di turno, interpretato da Kenneth Branagh nei panni del ministro Dormandy (incaricato di far chiudere quella radio troppo immorale), che – indovinate un po’ – finirà proprio per soccombere all’ondata di rock ‘n’ roll scatenata da una marea di ragazzi e ragazze innamorate della musica, della vita, e di quella piccola, grande radio pirata che mai e poi mai sarebbe potuta affondare.

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