Paolo Sorrentino

Drammatico

Paolo Sorrentino La Grazia


2025 » RECENSIONE | Drammatico
Con Toni Servillo, Anna Ferzetti, Orlando Cinque, Massimo Venturiello, Milvia Marigliano



28/12/2025 di Arianna Marsico
La grazia è il titolo del nuovo film di Paolo Sorrentino, ed esprime lo stato in cui sembra essere stato girato, tanto va tutto alla perfezione, tra regia e cast. Lontano dall’estetizzazione portata alle estreme conseguenze in Parthenope, il regista napoletano rompe anche con quello che era quasi un suo stilema, l’inserimento di scene in apparenza nonsense. Tutto ne La grazia è strettamente necessario, anche il cameo di Guè, tutto è terreno e al contempo metafisico. “Di chi sono i nostri giorni?” chiede Dorotea (Anna Ferzetti, perfetta nella parte) a suo padre Mariano De Santis (Toni Servillo), Presidente della Repubblica entrato nel semestre bianco, assai in dubbio se firmare la legge sul diritto all'eutanasia e due richieste di grazia.

Questa domanda, assieme ai versi de Le bimbe piangono di Guè, si affaccerà per tutto il film nella mente e nell’animo del Presidente, affaticato dalle incombenze istituzionali, demoralizzato dalla perdita della moglie Aurora otto anni prima, combattuto tra il rigore da giurista e il desiderio di capire se stesso, i propri figli (oltre a Dorotea a Roma, a Montreal c’è anche Riccardo, interpretato da Francesco Marino), il senso della vita che sembra sfuggirgli.

Memorabili sono, tra gli altri, i dialoghi tra Servillo e l’effervescente Coco Valori (Milvia Marigliano) e il fido colonnello Massimo Labaro (Orlando Cinque), per non parlare del confronto con il Papa (Rufin Doh Zeyenouin).
Roma e la sua Grande Bellezza rimangono come sfondo e non rubano la scena, ma la luce capitolina sembra confortare ed accarezzare Mariano. Quella stessa luce che in una matinée di anteprima, fuori dal Cinema Troisi a Trastevere, accoglie gli spettatori, accorsi numerosi.
E se il Presidente sembra aver trovato il coraggio di dare qualche risposta, chi esce dalla sala probabilmente esce pieno di domande. La grazia forse è uno stato in cui non tutto è necessariamente chiaro e risolto, ma in cui si è intrapreso un percorso, in cui, come lo straordinario Servillo, si cammina tra i ricordi del passato e un assaggio di futuro.


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