Michel Gondry

Commedia

Michel Gondry HUMAN NATURE


2001 » RECENSIONE | Commedia
Con Patricia Arquette, Rhys Ifans, Tim Robbins, Miranda Otto, Hilary Duff

di Claudio Mariani
Certo che l’avvento dei dvd per gli appassionati (e studiosi) di cinema è stata una vera e propria manna dal cielo. Se da una parte ha portato a una commercializzazione estrema dell’opera cinematografica, dall’altra ha moltiplicato a dismisura l’offerta collegata all’alta qualità, che in precedenza le videocassette non potevano sicuramente dare. E in un periodo nel quale si fa sempre più difficoltà a seguire le moltissime uscite cinematografiche, che prediligono i film di cassetta per il lungo periodo, lasciando pochissimi giorni di spazio a pellicole più interessanti, l’uscita di moltissimi film in dvd diviene una scialuppa di salvataggio per i divoratori della Settima Arte. Così capita di innamorarsi di un autore quale Michel Gondry e di potere risalire alla sua prima opera, molto probabilmente mai distribuita nelle sale italiane o programmato solo per un brevissimo periodo. Eppure non si tratta di un film risalente a parecchi anni fa, ma solamente a poco più di un lustro. Partiamo dal fondo, con quell’ “Arte del sogno” che ha ben impressionato nell’ultima stagione, per la freschezza del racconto, per l’assoluta inventiva del suo autore, per la storia in sé stessa e per il carattere artistico insito nella pellicola stessa; un passo indietro: “Eternal sunshine of spotless mind”, il miglior film del 2004, manifesto della malinconia e sceneggiatura capolavoro del più geniale degli sceneggiatori, Charlie Kaufman. In mezzo e prima, una carriera di autore di videoclip musicali che collocano Gondry nell’olimpo di quest’arte (un videoclip su tutti, il geniale “Let forever be” dei Chemical Brothers). Mancava al sottoscritto il terzo tassello, quell’esordio alla regia che risponde al nome di “Human Nature”, del 2001. Per il suo esordio Gondry poteva disporre, come nel suo secondo film, di Kaufman alla sceneggiatura, e di un cast di tutto rispetto, con Tim Robbins e Patricia Arquette su tutti. La storia è, a dir la verità, la più semplice e meno cervellotica scritta da Kaufman, da una parte c’è Lila, ragazza carina e intelligente afflitta da una peluria di ferreriana memoria, dall’altra l’ “uomo scimmia” Puff interpretato dallo straordinario Rhys Ifans che ricordiamo in Notthing Hill e in uno degli ultimi video degli Oasis, e da uno scienziato, Nathan, che si mette a studiare in laboratorio quest’ultimo. Se ci mettiamo di mezzo l’innamoramento tra i personaggi, i giochi sono fatti. Il film è costruito molto bene, con un sapiente mix di emozioni, risate, stupore (soprattutto) e la forza evocativa di immagini, fanno intravedere lo stile di Gondry, abbastanza già definito ai tempi, fatto di fondali volutamente finti e da scene girate “a scatti”. E’ un film lodevole, piacevole per i sensi, che tratta di una storia già affrontata diverse volte dal cinema, nel solito gioco del diverso, accettato-non accettato dalla società. Il tema è quello dell’integrazione, dell’intolleranza, del non-rispetto verso la natura, della prepotente influenza dell’urbanizzazione sulla stessa e, soprattutto, del potere della corruzione sulle menti libere ed innocenti. Gondry riesce a dare tanto anche con questo piccolo film grazie ad un cast di attori straordinari che danno il massimo. Come dire: l’alba di un genio!

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