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Giovanni Veronesi

CHE NE SARA’ DI NOI

Giovanni Veronesi


2003 » RECENSIONE | Commedia
Con Silvio Muccino, Violante Placido, Giuseppe Sanfelice

di Calogero Messina
Scorrendo la filmografia del regista toscano Giovanni Veronesi (dai film, come sceneggiatore, per gli amici Francesco Nuti e Leonardo Pieraccioni a quelli diretti a partire dall’originale esordio “Maramao”, passando per uno dei suoi film più riusciti “Per amore solo per amore” sino al precedente “Streghe verso Nord”) si scopre un cineasta curioso e generoso che partendo da storie comunque sempre “particolari” o nella scelta e valorizzazione di attori impiegati in ruoli inconsueti ha affermato il suo carattere distintivo ed originale. Per il suo nuovo film “Che ne sarà di noi” (scritto in collaborazione con il giovane Silvio Muccino) a incuriosirlo è il “fatale” passaggio dall’età adolescenziale a quella adulta raccontato nelle peripezie e disavventure di tre liceali del dopo esame di maturità che “scappano” in vacanza a Santorini per un viaggio iniziatico dai sapori forti e dolcemente amari. Matteo (Silvio Muccino che rifà il solito Silvio Muccino… ma comunque funzionale al suo personaggio), Paolo (Giuseppe Sanfelice, figlio “morettiano” che ci fa piacere ritrovare sul grande schermo… e dalle forti potenzialità interpretative ancora tutte da esplorare!) e Manuel (Elio Germano, la conferma di un giovane e già grande interprete!) sono i tre amici alla ricerca del loro posto in una vita da adulti misteriosa ed insondabile e che in un racconto di formazione a tratti ammiccante altre sinceramente dolente ed emozionante ci parla dell’eterno, doloroso ed avvincente viaggio di ogni uomo che si affaccia chi timidamente, chi inconscientemente e chi altri sfacciatamente alla vita. Tra echi e rimandi a un cinema alla “Muccino senior” per raccordi e stile narrativo e sapori di storie e personaggi alla “Virzì” nel piacevole gusto ed amore per caratteri e volti di immediata presa, Giovanni Veronesi forse firma il suo film più impersonale ma sicuramente quello più diretto, furbescamente sincero e genuinamente vero nella sua urgenza di continuare ad esplorare quei fascinosi e mai esauriti sentieri che sono i sempre nuovi e sorprendenti stimoli ed esperienze del mondo giovanile.

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