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Sebastian Brown Il video-cortometraggio Westwards in anteprima
14 minuti e 41 secondi: tanto dura il viaggio sonoro e visivo di Westwards, il video, anzi, il cortometraggio visionario che Sebastian Brown, alias Daniele Mattioni, ha diretto per il suo nuovo brano musicale, che anticipa l’album Windrose, debutto di prossima uscita per l’ardimentosa e raffinata etichetta Beautiful Losers. Il pezzo e il cortometraggio saranno pubblicati ufficialmente il 5 giugno, il primo su tutte le piattaforme, il secondo su YouTube, ma noi ve lo mostriamo in anteprima.
Ecco come viene presentato l’artista e come è nato questo brano:
“Autodidatta, outsider per scelta e per natura, Daniele ha costruito negli anni un universo sonoro personale, registrando centinaia di tracce nella sua casa nel bosco, suonando ogni strumento e sviluppando un linguaggio che fonde l’autenticità del folk, le derive visionarie della psichedelìa e un’attitudine progressive, aperta a suggestioni orientali e rituali.
Westwards nasce da un’improvvisazione notturna di venti minuti alla chitarra acustica. Da lì, un processo stratificato e istintivo: voce, chitarre elettriche, basso, synth, percussioni. Un metodo che diventa anche forma: ogni brano dell’album segue lo stesso principio generativo, come se fosse emerso da una stessa fonte sotterranea.
Il risultato è un viaggio sciamanico, un blues atavico che sembra attraversare visioni archetipiche: la spiritualità dei vangeli apocrifi, l’immaginario iniziatico, fino a suggestioni che richiamano il cinema più esoterico e allucinato. Anche il video amplifica questa dimensione, trasformando il brano in un’esperienza narrativa.”
Nel video un blues quasi desertico ci conduce in un immaginario misticheggiante e misterioso, tra riferimenti cristici, maschere indecifrabili, che danno l’aspetto di statue algide e impassibili, riti e scambi o patti arcani e le carte dei tarocchi, tanto amati da Alejandro Jodorowsky, al cui cinema questo corto si ispira. Tra le carte, che per lo scrittore sono uno specchio dell'inconscio, qui appaiono in particolare ad es. il Due di Bastoni, uno degli Arcani minori, che rappresenta la dualità, il bivio, l'attesa, la duplicità, oppure il Papa, che può raffigurare il misticismo, una guida e il dominio spirituale, o ancora l'appeso, in bilico tra il sacrificio, l'accettare i cambiamenti e un sano ribaltamento di prospettiva, oltre le costrizioni che impediscono di essere felici.
La purificazione del fuoco e dell'acqua è ricorrente in queste immagini, per un brano incentrato sulla rinascita dalle ceneri, che allude anche alla dicotomia tra carne e spirito. E un Cristo vivo che si dimena sulla croce, terminata la notte, risorge e ritrova quindi la dimensione del corpo, toccando la terra per provare a sanare le sue ferite, mentre la sua croce brucia e arde. Tra sacralità della natura e profano, il video ci mostra pietra e legno, binari e gallerie, così come la luce tra le fronde, il buio di una grotta, la vita dei fiori e statue incrostate o vecchie cappelle, edifici abbandonati e rovine, come a condurre da una dimensione astorica a una segnata dal tempo e nella storia.
Musicalmente si ascoltano chitarre psych, a tratti quasi post-rock o prog, arpeggi avant-folk e trame acustiche eteree che creano un’atmosfera indecifrabile tra simboli quasi misterici e talora alchimie sonore che nell’approccio dark folk, per quanto meno cupo, fanno persino pensare a tratti ai Dead Can Dance. Nel frattempo, il Cristo del video si inerpica tra rocce brulle e sterpaglie, per avvicinarsi al cielo e respirare; nel finale invece esce dai chiaroscuri del cammino e chiude gli occhi, mentre lo sguardo si fa forse interiore nella luce che brucia l'inquadratura.
Insomma, siamo davanti ad arte pura, ad un artigianato prezioso e ricco di suggestioni, a un percorso sensoriale da attraversare.
Fondamentale è stato per questo progetto fuori dal comune l’incontro e la fiducia di Andrea Liuzza, fondatore di Beautiful Losers, abituato a scovare perle da scoprire nel panorama della musica italiana: partendo dalle registrazioni originali, si è data una forma compiuta alla musica di Sebastian Brown attraverso un lavoro di produzione, editing, mix e mastering che ne espande l’anima originaria.
Buon ascolto e buona visione!