Silvi

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Silvi Il video de La mia città in anteprima

29/10/2026 di Ambrosia J. S. Imbornone

#Silvi#Italiana#Folk

In anteprima il video di SILVI, alias Federico Silvi, dedicato alla sua Livorno, un brano che ritrae la città nelle sue varie anime, rappresentati anche dalle tante persone che nel video ascoltano il pezzo per la prima volta in tanti luoghi livornesi. Tra mare e politica, speranze e limiti, il porto e i bar, una canzone folk diretta e convincente.

Oggi vi presentiamo il video de La mia città, nuovo singolo di SILVI, il progetto cantautorale di Federico Silvi, chitarrista e compositore livornese classe 1976, da sempre immerso negli ambienti alternative rock e oggi attivo con The Jackie O’s Farm, The Candydates e I Denti di Cane. Il pezzo anticipa l’uscita del suo EP d’esordio come solista, intitolato Il peso del mondo, che sarà pubblicato il 30 ottobre da NOS Records.

È lo stesso artista a raccontare come è nata questa canzone dal suo nuovo lavoro:

Una dedica alla mia città, Livorno, nata da una risposta che mi venne spontaneo dare all’arrivo a La Skaletta di Spezia, a Federica, la gestrice, per una data con I Denti di Cane. Alla domanda “Che si dice a Livorno?”, risposi: “A Livorno si aspetta l’estate…”. Questa frase, che è una grande verità di una città con un viscerale legame con il mare e la sua costa, ha messo in moto la volontà di raccontarla. Ho cercato così di tradurre in parole questo calderone piratesco, multietnico, scanzonato e fieramente antifascista (sperando duri, di questi tempi) che è Livorno, città che, nonostante i suoi limiti, spesso riconducibili alla provincia, amo alla follia.

Quanto al video, invece, ecco come è nato:

L' idea nasce da una piccolissima terrazza in cima ad un palazzo del quartiere Borgo, uno dei punti nevralgici della città di Livorno, “La mia città".
Successivamente la voglia di coinvolgere persone a me care o in qualche modo legate ad un' idea di livornesità che mi piace, fornendo loro delle cuffie e riprendendoli con il cellulare in un luogo del cuore chiesto ad ognuno, mentre si ascoltano il brano per la prima volta.

Si tratta insomma di un brano in cui si gioca in casa e con un video fatto in casa, all’inizio del quale si precisa che nessun amico, amica, animale o bambino è stato maltrattato durante le riprese.

È una canzone che ha sonorità semplici, ottimo esempio di un folk incisivo, venato di Americana, che ha un fascino volutamente scarno e quasi un po’ sospeso in tutto il pezzo, mantenendo attivo un filo di tensione nelle sue sonorità minimali.

Nel video, mentre il cantautore canta ai tetti, tante persone, uomini e donne, ragazze e ragazzi ascoltano il brano in luoghi diversi della città, davanti al mare o a un murales, in un giardino o in un bar, davanti a un caffè o a un cancello, al porto o facendo un giro in bici, in una piazza o affacciati a una finestra, sugli scogli o in palestra, mentre si alternano appunto luoghi chiusi e all’aperto. Tra gli ascoltatori c'è persino…un cane!

Nel brano si esplorano e cantano le varie anime di Livorno, tra la centralità del mare e l'attesa dell'estate, l'aver dato i natali al PCI nel 1921, l'ironia, i "si farà" e i "come si sta bene qua", "qualche Las Vegas e troppi deserti". C’è l’acqua alla gola, ma anche l'acqua salmastra termale che "tutto guarisce". Tra ironia e autentico affetto, una dedica speciale da parte di SILVI, il cui nuovo capitolo artistico nasce dall’incontro con Daniele Catalucci, produttore, bassista e compositore, già al lavoro con Virginiana Miller e Duncan Tucano.

Insieme hanno cercato di

isolare e dare forma a un filone di canzoni, scelte tra le molte, accomunate da un ampio respiro e da un mood intimo e riflessivo. Testi che affrontano tematiche esistenziali, ma anche di analisi e critica sociopolitica: è soprattutto quest’ultima la spinta alla base di questa nuova fase espressiva. Anche il suono segue una precisa direzione: togliere, invece di aggiungere. Pochi elementi bastano a costruire un paesaggio diretto, scarno, intimo. Una musica che non ha bisogno di ornamenti e che trova nella sottrazione la propria forza.

L’EP in particolare “nasce dalla necessità di osservare il presente senza accettarne passivamente la narrazione”:

Viviamo immersi in un flusso continuo di immagini, notifiche e informazioni trasformate in consumo istantaneo. Tutto arriva velocemente, mentre rischiamo di perdere proprio ciò che sta dietro al rumore: la complessità del mondo, le sue contraddizioni, le culture, le ingiustizie e le infinite possibilità che convivono nello stesso spazio. Come si abita un mondo che non offre risposte definitive? Per SILVI, l’esistenza rimane insieme meravigliosa e indecifrabile: senza verità assolute, ma capace di generare memoria, desiderio, paura e amore. Il peso del mondo non si può evitare. Si può però scegliere come portarlo.
Da qui lo sguardo si sposta sulla dimensione politica e sociale: le guerre, gli interessi economici, i rapporti di potere e la continua riscrittura di ciò che chiamiamo bene e male. Le categorie diventano instabili quando a definirle sono gli interessi delle nazioni e gli equilibri di forza. Ma personale e collettivo, nel mondo di SILVI, non sono mai davvero separati: le stesse paure, gli stessi desideri e gli stessi sentimenti attraversano entrambi. E poi c’è Livorno, matrice culturale e sentimentale del progetto. Una città popolare, irregolare, multietnica, ironica e orgogliosamente libera. Un luogo che, come la musica di SILVI, dice molto con poco.

Ancora Il peso del mondo è presentato come “un lavoro sulla misura delle cose. Sul tentativo di non farsi schiacciare dalla complessità senza smettere di guardarla negli occhi”, un EP che “tiene insieme la rabbia e la tenerezza, la paura della perdita e la necessità ostinata di continuare a vivere, la terra e il mare”.

CREDITI VIDEO

  • Regia: P&M Bruciati
  • Riprese: Federico Silvi, Marco Bruciati
  • Montaggio: Marco Bruciati
  • Foto: Aimone Bonucci

CREDITI DELL’EP

  • Federico Silvi: testi e musica, chitarra e voce
  • Daniele Catalucci: produzione artistica, elettronica d'ambiente, basso in Il peso del mondo e Arabica
  • Giulio Pomponi: piano in La mia città
  • Registrato e missato da Daniele Catalucci presso il BANANA STUDIO di Livorno
  • Masterizzato da Antonio Castiello
  • Etichetta: NOS Records — Instagram NOS Records
  • Distribuzione: Believe

BIOGRAFIA

SILVI è il progetto cantautorale di Federico Silvi, nato nel 1976 e cresciuto musicalmente negli anni ’90, all’interno della scena alternativa e indipendente. La sua formazione parte dalla dimensione più istintiva e fisica del rock: per anni suona in formazioni a tre, chitarra e voce, basso e batteria, attraversando punk rock, crossover, post-rock e alternative rock, con testi sempre in inglese. In questo contesto nasce SILVEREIGHT, progetto con cui realizza due dischi e sviluppa un percorso profondamente radicato nella cultura indipendente. La chitarra è il suo principale strumento espressivo: il punto di partenza di un’attitudine musicale che continua ancora oggi a evolversi attraverso esperienze e linguaggi diversi.

Tra le varie collaborazioni, porta avanti I Denti di Cane, duo strumentale chitarra e batteria in cui esplora una dimensione funk e post-rock, lasciando spazio a un modo di suonare fisico, groovy e diretto. Nei The Candydates imbraccia invece il basso e si confronta con il psycho blues di una formazione più recente, attualmente al lavoro sul primo album. Il capitolo più importante e duraturo della sua esperienza musicale è però quello con The Jackie O’s Farm, formazione indie rock dalle melodie catchy e dalle influenze West Coast. Con la band pubblica tre album, affronta lunghi tour in tutta Italia tra il 2010 e il 2012 e arriva anche sul palco del Cavern Club di Liverpool, in una serata condivisa con i Bad Love Experience. Nel 2014 il gruppo riceve inoltre una candidatura ai David di Donatello nella categoria Miglior Canzone Originale per il brano I'm Sorry, inserito nel film Il capitale umano di Paolo Virzì.

E il cantautorato?

È una storia che, prima o poi, torna a chiedere spazio. Ogni dieci anni circa, nel percorso di Silvi riaffiora il bisogno di lasciare per un momento il rumore delle band e tornare alla forma più essenziale della canzone: una voce, una chitarra, parole in italiano. Era successo nel 2008, poi di nuovo nel 2018. Oggi quella necessità è tornata con un’urgenza diversa, più consapevole e difficile da ignorare. Da quelle canzoni nasce SILVI, il progetto che prende finalmente forma con Il peso del mondo, EP d’esordio in uscita il 30 ottobre 2026. Non una deviazione dal percorso precedente, ma il suo naturale approdo.

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